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Milano, 28 apr – “Tutti speravano di tornare presto alla normalità, ma non ci sono le condizioni per farlo. Ce lo dobbiamo dire in modo chiaro e forte”. Così Giuseppe Conte, in occasione della sua prima visita a Milano da quando è scoppiata l’epidemia di coronavirus, risponde con il consueto allarmismo alle critiche sulla fase 2 che non è una fase 2. Per il premier la lenta uscita dalla serrata generale (con gran parte delle restrizioni ancora in vigore) non potrà essere affrontata “in modo sconsiderato”, anche perché quella che ci apprestiamo ad affrontare sarà “la fase della convivenza con il virus, non quella della liberazione”. E “una ricaduta sarebbe fatale“.



“Non sono pentito. Tornassi indietro rifarei tutto uguale”

Concetti ribaditi anche in un’intervista alla Stampa. “Non sono pentito. Tornassi indietro rifarei tutto uguale. Io ho una grande responsabilità nei confronti del Paese. Non posso permettermi di seguire il sentiment dell’opinione pubblica che pure comprendo nelle proprie emozioni. La bussola che guida l’azione e le scelte del governo sono le valutazioni che hanno e devono continuare ad avere una base scientifica. E’ mio dovere attenermi a questa”. Conte poi fa accenno alle (poche) novità sul fronte delle restrizioni sugli spostamenti a partire dal 4 maggio. “Ai cittadini abbiamo voluto allentare un po’, per andare incontro ai desideri comuni, evitando però una sensazione di liberi tutti e di trasformare la ritrovata libertà in un diffusore del contagio anche tra i familiari e gli amici. Anche per questo abbiamo mantenuto l’autocertificazione, con specifiche motivazioni. Proseguiremo per step, pronti a correzioni se vedremo la curva rialzarsi. Ricorreremo a nuove zone rosse se necessario il rischio di una ricaduta che sarebbe fatale”.

“Congiunti? Sono anche le persone con cui ci sono stabili relazioni affettive”

E in merito alla querelle scatenata dal fatto che dal 4 maggio si potrà far visita ai “congiunti” (e quindi non a fidanzati ed amici), con l’Arcigay che si è stracciata le vesti parlando di discriminazione tra “affetti di serie A e affetti di serie B, Conte ha aggiustato il tiro: “Lo preciseremo nelle Faq, ma non significa che si può andare a casa di amici, a fare delle feste. Si andranno a trovare persone con cui ci sono rapporti di parentela o stabili relazioni affettive“. Il tutto con la consueta abbondante dose di allarmismo: “un quarto dei contagiati è negli appartamenti“, ha avvertito il premier.

“Con la Cei ci siamo sentiti ma messa è importante diffusione del contagio”

Conte poi ha risposto anche alle critiche da parte dei vescovi sul divieto di fare messa anche dal 4 maggio. “Con la Cei ci siamo sentiti – ha assicurato -. Non c’è alcun atteggiamento materialista o mancanza di sensibilità da parte del governo. C’è invece una rigidità da parte del Comitato scientifico perché, secondo le statistiche, la pratica religiosa è un’importante diffusione del contagio“. Ancora una volta, quindi, il capo del governo abdica di fronte al “no” degli esperti, veri decisori. Il premier poi anticipa che l’esecutivo sta lavorando alla possibilità di allentare le restrizioni: “Lavoreremo a un protocollo per garantire a tutti i fedeli di poter partecipare alle funzioni in massima sicurezza”.

E sugli aiuti economici la solita fuffa

Sul fronte degli aiuti economici (con il decreto aprile che slitta a maggio), Conte ha annunciato un “piano per l’infanzia con cui cerchiamo di affrontare anche il tema dei centri estivi” (che secondo gli esperti non possono riaprire). Poi ha precisato che “lavoriamo ad ulteriori misure oltre a quelle messe in campo“, per andare incontro alle famiglie. Misure urgenti, visto che dal 4 maggio torneranno pian piano al lavoro oltre 4,5 milioni di cittadini (e i figli più piccoli dovranno restare a casa, visto che le scuole non riapriranno). A tal proposito, Conte ha spiegato che “con le nuove misure manderemo al lavoro un flusso significativo di persone che sicuramente creerà nuove occasioni di contagio. Non è questo il momento di mollare, non è il momento del ‘liberi tutti’. Questo governo non cerca il consenso, ma di fare le cose giuste, anche se questo vuol dire scontentare un gran numero di cittadini. Ma i cittadini devono avere fiducia che queste decisioni sono responsabili e nell’interesse di tutti”.

Attaccato per essere andato solo ora in Lombardia, Conte trova la scusa

Ma le critiche più feroci il premier le ha ricevute per essere andato in Lombardia, la regione più colpita dall’epidemia, soltanto ora. “Quando la Lombardia contava oltre 500 morti al giorno e non bastavano i letti negli ospedali non si è fatto vedere“, è l’attacco del leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato. “Il suo arrivo è fuori tempo massimo. Si tratta di una passerella non solo inutile, ma quasi offensiva“, ha affermato Viviana Beccalossi, bresciana e presidente del Gruppo misto nel consiglio della Lombardia. Sulla stessa linea le critiche dei sindaci leghisti dei territori bergamaschi e bresciani duramente colpiti dall’emergenza coronavirus: “Siamo delusi e sconcertati, ancora una volta il governo mostra indifferenza e poca considerazione per i comuni più colpiti dal Covid-19. Ci hanno lasciato soli nella gestione dell’emergenza e continuano a farlo anche ora. Abbiamo appreso dalle agenzie di stampa che il premier verrà stasera (ieri, ndr) a Bergamo e Brescia e non siamo nemmeno stati avvisati. Ancora una volta nessuna considerazione per i territori: a noi le passerelle non servono”. Goffo il modo in cui Conte ha tentato di giustificarsi: “Non sono venuto prima perché nella fase più acuta la mia presenza avrebbe potuto essere addirittura di intralcio, ma nella prima occasione utile era già nei proponimenti di venire. Ritornerò presto perché adesso do meno fastidio agli operatori che stanno operando nell’emergenza”.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. Conte parla… Ma a nome di chi… Chi gli dice di dire queste cose… Perché il popolo idiota italiano deve essere tenuto sotto scacco da questo infame con TUTTI al seguito?

  2. eppure è così semplice…

    leader SI NASCE e se non si è nati per comandare,non puoi imparare a farlo,come questo Conte ha dimostrato ampiamente, purtroppo.

    inutile aggiungere che la vera tragedia dell’italia è che dopo Mussolini,di leader se ne sono visti ben pochi,e questa è la vera e inconfessabile ragione perchè il Duce è così odiato ai nostri giorni.

    e poi cazzo ! almeno cercare di parlare con una dizione italiana appena decente dovrebbe essere il minimo sindacale persino quando si parla di “gongiundi”.

    ve lo immaginate Mussolini affacciato al mitico balcone declamare “gredere obbedire gombaddere” ?

  3. Ricaduta sarebbe fatale?? Basta con i trucchetti di terrorizzare gli italiani per favorire la distruzione del tessuto economico e la svendita delle ultime aziende a stranieri.Lo stesso virus è fatale solo in chi ha gia una o piu’ patologie(ben il 96%) e che spesso muore per cause diverse dal virus!!Il cv ha bassa mortalità; lo 0.045% della popolazione (1 ogni 2200 circa) se anche fossero attruibuiti tutti i 26 mila morti al virus che cosi’ non è dato che i dati sono relativi a 26 mila positivi al cv morti e sopratutto molto anziani.Eppure contro la costituzione hanno messo un popolo ai domiciliari anche dove vi sono pochissimi casi come al centro sud.Fortunatamente ci sono varie denuncie di avvocati che hanno capito bene la truffa; uno accusa Conte direttamente di alto tradimento e trova sicuramente d’accordo molti.

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