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Roma, 10 giu – Virginia Raggi contro tutti sarebbe l’ottimo titolo per la fantozziana intervista del sindaco di Roma ospite ieri a Dimartedì da Giovanni Floris. Siccome tutti la attaccano, lei attacca tutti e non cede un centimetro sulla sua incompetenza, ma anzi, rilancia con “accuse” ancor più gravi. Ad esempio dà ad intendere che il segretario del Partito Democratico (e presidente della regione Lazio) Nicola Zingaretti preferisca prendersela con lei e non con i “mafiosi” e che la Meloni non abbia diritto di parlare perché fascista. E su CasaPound, poi …

Raggi: “Zingaretti? Non si è mai scagliato contro Roma Capitale”

In studio da Floris si consuma lo scontro tutto “laziale” tra cinquestelle e Pd, riportato anche da Leggo: “Per Zingaretti io sarei una minaccia? Innanzitutto non so se l’abbia detto o mandato a dire. Lui tendenzialmente insinua. Lui avrebbe detto questo, ma non si è mai scagliato con tanta veemenza contro tutta la vicenda che ha preso il nome di Mafia Capitale o contro i Casamonica” dice la Raggi.  Che siccome ha fatto i compiti ci tiene a ricordare che i Casamonica sono “una famiglia criminale che ha fatto il bello e il cattivo tempo per anni finché non sono andata ad abbattere le loro villette. Una famiglia potente che purtroppo a volte lavorava con la connivenza di altri soggetti imprenditoriali e talvolta politici. Lui (Zingaretti, n.d.r.)  non s’è mai scagliato con tanta veemenza contro di loro o contro i Triassi, gli Spada, i Fasciani, famiglie criminali che operano nel X Municipio sciolto per mafia. Forse sono io più una minaccia per quei soggetti. Perché sarei una minaccia per i romani?

Raggi: “CasaPound? Non abbiamo paura di loro”

Poi la Raggi parla dell’unica questione che sembra tenerla in vita (anche politicamente) ovvero lo sgombero dello stabile di via Napoleone III: “Non abbiamo paura di Casapound, era una battaglia giusta da fare, non è ancora vinta la guerra, quello è un immobile che va restituito”. Non si capisce bene in effetti di cosa dovrebbe aver paura la Raggi visto che non le è arrivata nessuna minaccia e che l’indagine è in mano ad un pm schieratissimo, ma insiste: “Io ho già chiesto al Demanio quando lo riprende di darlo a Roma Capitale che lo potrebbe destinare all’emergenza abitativa, per chi ha veramente bisogno, non per chi sta dentro e dice di voler aiutare i romani poi aiutano solo se stessi e gli affiliati alla propria associazione, anche se hanno stipendi di tutto rispetto”. I fatti la sconfessano e quel che chiede al Demanio è irrilevante, ma in tv tutto fa brodo.

“Meloni? Lei e i suoi sono sempre fascisti”

La “sindaca” è in piena campagna elettorale quindi alza i toni quando Giovanni Floris la stuzzica su un’eventuale vittoria del centrodestra alle elezioni romane: “Quelli che oggi si candidano hanno avuto la loro chance, anche a Roma, e hanno lasciato la devastazione a cui stiamo mettendo rimedio. C’è già stato Alemanno, ha fatto una serie di danni incalcolabili». Ma Floris le fa notare che la Meloni e Fratelli d’Italia il loro bel consenso capitolino lo avrebbero eccome: “Parliamo di persone che fino al giorno prima avevano la camicia nera e adesso si sono cambiati colore di camicia ma sono sempre loro. Se sono sempre fascisti? Beh, insomma, direi di sì“. Che temperamento antifascista ritrovato, quello del sindaco di Roma! Vediamo se le servirà nelle urne …

Ilaria Paoletti

2 Commenti

  1. L’ infinito? Il livello di ignoranza della V. Raggi. Giulio Carlo Argan, certamente avversario, dove sei? Fai qualcosa anche tu!

  2. A parte che nel 2020 è molto difficile definirsi fascisti.
    Non ho ancora capito cosa si intende col termine ‘fascista’.
    Per come viene adoperato oggi,sembra quasi infantile.

    Per la Meloni sarebbe un grande complimento,quasi una sorta di laica beatificazione che le diano della fascista.
    Stiano tranquilli i moderati,il fascismi,quello autentico,inteso come socialismo italiano che ha superato le barriere del marxismo materialista per abbracciare le istanze della Line Verticale dello spirito che proietta l’umanità verso un ideale di bellezza,progresso ed evoluzione,non tornerà più.
    Era già stato rimpiazzato dal fascismo 2.0 di matrice badogliana.

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