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Roma, 28 ott – Lo storico cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle si è rivelato un vero e proprio flop. Anche se Di Maio si vantava di aver “abolito la povertà”.

Un anno dopo

E’ passato un anno ed è tempo di bilanci: a circa centomila nuclei familiari il reddito è stato revocato per mancata presentazione delle integrazioni richieste. Le integrazioni riguardano lo stato della fedina penale e e quello di eventuali rapporti lavorativi in essere per chi percepisce il reddito. Agli uffici dell’Inps stanno ancora controllando le documentazioni inviate ma secondo alcune indiscrezioni  una famiglia su dieci di quelle che lo ricevono (943mila) riceverà la revoca. Sebbene l’Inps avesse sollecitato l’invio della documentazione richiesta, al 21 ottobre solo l’80-81% della platea interessata ha dato riscontro alla richiesta. Il rimanente 19/20 per cento si è astenuto e si tratta, secondo quando riporta Il Quotidiano.net,principalmente nuclei di extracomunitari.

I furbetti del reddito

Una certa problematica è rappresentata dalla scoperta, da parte della Guardia di Finanza, dei cosiddetti “furbetti del reddito”, persone o nuclei famigliari che hanno ottenuto il sussidio senza averne i requisiti. Come non ricordare la spacciatrice che, però, intascava il reddito di cittadinanza finanziando la sua attività “losca“.

I navigator, in alto mare

In tutto questo, ricordiamo, che la tanto attesa figura dei navigator, ovvero coloro che dovrebbero aiutare chi usufruisce del reddito a trovare un posto di lavoro stabile, ancora è in alto mare, tra contratti fumosi e proteste di chi è stato assunto all’uopo. Sono meno di centomila convocazioni quelle fatte presso i servizi per il lavoro delle regioni sono nei confronti di chi attualmente percepisce il reddito di cittadinanza.

Ilaria Paoletti

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