Roma, 3 nov – Il referendum per la cannabis libera potrebbe saltare grazie a un emendamento Lega-FdI: i promotori si stracciano le vesti. “La Lega, dopo essersi astenuta sul decreto che estendeva la proroga per la consegna delle firme referendarie, ha oggi presentato con Fratelli d’Italia un emendamento alla legge che converte quelle norme. E che mira alla soppressione quell’articolo. Se per strane dinamiche parlamentari dovesse essere accolto, il deposito delle firme per la cannabis sarebbe a rischio”. Così Marco Perduca (Associazione Luca Coscioni) e Antonella Soldo (Meglio Legale), presidente e membro del Comitato promotore del referendum. In sostanza, Lega e FdI propongono un emendamento soppressivo dei trenta giorni in più per la raccolta delle firme. Il che potrebbe far saltare tutte e 630mila le firme rccolte.



Emendamento Lega-FdI: referendum cannabis libera a rischio

I fautori della legalizzazione della cannabis nel lanciare l’allarme scomodano addirittura l’Onu. “Si tratterebbe di una decisione contro il principio di non discriminazione. E contro quanto denunciato dalle Nazioni unite relativamente agli ostacoli esistenti in Italia relativamente alla partecipazione democratica popolare condotta da chi ha presentato sei quesiti sulla ‘giustizia giusta’. Occorre che il governo tenga fermo il punto: ne va della sua reputazione internazionale”, sostengono convinti i promotori del referendum.

Ceccanti (Pd) difende la proroga per la raccolta firme

“Anche un gruppo di maggioranza, la Lega, oltre a Fratelli d’Italia, ha presentato un emendamento soppressivo della norma approvata in Consiglio dei ministri che ha consentito anche a chi ha depositato quesiti referendari dopo il mese di giugno di depositare le firme entro il 31 ottobre”. Lo fa presente il dem Stefano Ceccanti, relatore del disegno di legge di conversione del decreto 132 che comprende anche interventi sui referendum. “Il governo Draghi ha preso questa decisione perché si rischiavano seri problemi di legittimità costituzionale, non per un pre-giudizio favorevole a questa o quella iniziativa. Altrimenti, infatti, si sarebbe verificata una situazione irragionevole – spiega Ceccanti -. Era già stata data una proroga al 31 ottobre per chi aveva presentato il quesito entro fine giugno. Senza quella norma chi aveva presentato dopo avrebbe dovuto consegnare prima. La norma fu votata da tutti tranne i ministri leghisti che non parteciparono al voto”.

“Se anche FI sostenesse emendamento sarebbe atto contro il governo

“Nella votazione di oggi pomeriggio in Commissione – afferma sempre Ceccanti – ci si attende pertanto logicamente che le forze che sostengono la maggioranza di governo si comportino in modo coerente, mantenendo la necessaria coesione. Peraltro, oltre al profilo politico generale di lealtà verso il governo, sarebbero gravi anche le conseguenze specifiche. Decadendo il fondamento del deposito al 31 ottobre per alcuni promotori (nel caso concreto cannabis e caccia), la regolarità delle firme sarebbe travolta nuocendo ai diritti dei cittadini“, conclude il deputato Pd. Anche Riccardo Magi, deputato di +Europa, parla di “referendum a rischio” e di “un’iniziativa parlamentare sconcertante” dopo gli emendamenti della Lega e di FdI (pronti peraltro anche al contro referendum). “Sarebbe davvero un atto contro il governo se anche Forza Italia sostenesse la cosa“. Occhi puntati dunque su come voteranno i forzisti in commissione Affari costituzionali alla Camera.

Adolfo Spezzaferro

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