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Roma, 16 gen – Matteo Renzi è una bella gatta da pelare per i giallofucsia. Dopo lo strappo di ieri in commissione Giustizia sulla prescrizione – in cui Italia Viva ha votato insieme all’opposizione – è sulle Regionali che si consuma lo scontro più duro. Infatti i renziani non appoggeranno i candidati Pd in Puglia, Campania e probabilmente anche in Calabria. Anzi, a quanto pare, Italia Viva e Azione di Carlo Calenda correranno insieme. Il coordinatore Iv Ettore Rosato ha incontrato l’europarlamentare ex Pd Calenda e i due hanno deciso, oltre che sostenere in Emilia Romagna Stefano Bonaccini (unica concessione al Pd, vista l’importanza cruciale del voto nella roccaforte rossa), di esprimere un candidato comune in Puglia, dove quindi né Iv né Azione sosterranno Michele Emiliano, e di partecipare con candidati comuni anche in altre Regioni. Per quanto riguarda la Calabria, Iv dichiara che “non sosterrà nessun candidato”. E così Pippo Callipo (dato per sfavorito), che corre nella regione alle urne il 26 gennaio come candidato del centrosinistra, non avrà l’appoggio di Renzi. Neanche a dirlo, per i dem la corsa in solitaria sarebbe “un regalo alla destra di Salvini”.

Lo strappo in commissione Giustizia

Ieri in commissione Giustizia alla Camera, la maggioranza ha bocciato la proposta di legge del forzista Enrico Costa di modifica della riforma della prescrizione del ministro della Giustiza grillino Alfonso Bonafede. Ma i renziani hanno votato con il centrodestra, scatenando l’ennesima polemica in seno ai giallofucsia. Da un lato i dem accusano Italia Viva di fare il gioco della destra, dall’altro i renziani rinfacciano agli ex colleghi di partito di essersi piegati al Movimento 5 Stelle.

Renzi: “La legge Bonafede è un obbrobrio, il Pd sta inseguendo il populismo giudiziario del M5S”

“Il nuovo Pd si sta spostando su una linea di maggiore contiguità con i grillini – ha detto  Renzi ieri sera a Porta a Porta su Rai1 –. Una grande alleanza da D’Alema a Toninelli? Mi sento male solo a pensarci”. E sulla riforma “fine processo mai” taglia corto: “La legge Bonafede è un obbrobrio e il Pd sta inseguendo il populismo giudiziario di Bonafede e di M5S“. L’ex premier sottolinea: “Abbiamo votato per riportare in vigore la legge del governo Renzi fatta dal ministro Orlando. Per dire: non è possibile che ci sia un processo senza fine. Paradossalmente, Lega e FI hanno votato con noi, il Pd con il M5S. Un abbraccio di solidarietà ai riformisti Pd che stanno inseguendo i grillini”. “Il Pd schierato col giustizialismo M5S lascia senza fiato“, commenta intanto su Twitter la renziana di ferro Teresa Bellanova.

Italia Viva non corre con il Pd alle Regionali

Sul fronte delle Regionali, Renzi rovina la festa al Pd in Puglia, dove le primarie del centrosinistra hanno indicato il presidente uscente Michele Emiliano come prossimo candidato ma Iv è già alla ricerca di un candidato autonomo, di fatto per impedire l’elezione di Emiliano. La scelta potrebbe cadere su Marcello Vernola, già presidente della provincia di Bari ai tempi dell’Ulivo. Anche in Campania il sostegno di Italia Viva a Vincenzo De Luca non è affatto scontato. A quanto pare i renziani non avrebbero alcuna intenzione di sostenerlo. Infatti il Pd potrebbe correre ai ripari valutando un accordo con il M5S per candidare il ministro dell’Ambiente grillino Sergio Costa.

La verifica di governo sarà una resa dei conti

Tutto questo mentre si staglia all’orizzonte la verifica di governo post voto in Emilia Romagna. Va da sé che questi continui scontri in maggioranza avranno un riverbero sulla tenuta del governo, al netto del risultato delle Regionali. Non a caso infatti sempre Renzi – in un’intervista nei giorni scorsi – ha rimesso in discussione il destino dell’esecutivo giallofucsia: se terrà “lo vedremo dopo la verifica”, ha sentenziato l’ex segretario del Pd.

Adolfo Spezzaferro