Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 12 mag – Sì alla riapertura di bar, ristoranti e parrucchieri dal 18 maggio. Via libera anche alla possibilità di agire in autonomia, ma il governo potrà intervenire in qualsiasi momento in caso di ripresa dei contagi (e richiudere tutto). C’è l’intesa governo-Regioni sulla fase 2. Tra giovedì e venerdì il governo fornirà alle Regioni le linee guida elaborate dal Comitato tecnico scientifico per consentire ai governatori di riaprire dal 18 maggio anche il commercio al dettaglio e gli stabilimenti balneari, sempre sulla base dei dati del monitoraggio, in anticipo quindi rispetto al 1 giugno fissato dal governo. Secondo quanto riportato, dopo l’ultimatum lanciato dai governatori – che avevano annunciato che avrebbero deciso in autonomia la riapertura anche in assenza di un accordo con Palazzo Chigi – ieri è stata raggiunta un’intesa all’incontro tra il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, il premier Giuseppe Conte, il ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e i rappresentanti delle Regioni riuniti in videoconferenza.

Boccia: “Inizia la fase della responsabilità per le Regioni”

Le linee guida e i protocolli di sicurezza saranno indicati per ogni attività, viene spiegato, perché possano riaprire nella massima sicurezza. “Inizia la fase della responsabilità per le Regioni“, annuncia Boccia. Resta aperto invece il confronto tra governo e territori sulle tempistiche e le modalità di riapertura dei confini interregionali, per le quali al momento non esiste una visione univoca da parte delle Regioni. Il Dpcm in vigore fino al 17 maggio vieta gli spostamenti da una regione all’altra, pertanto il prossimo decreto probabilmente terrà conto anche delle necessità emerse alla conferenza Stato-Regioni (soprattutto per favorire il turismo).

Bonaccini: “Si riparte”

Soddisfatto del vertice il presidente della Conferenza delle Regioni: “Si riparte. Dal 18 maggio anche le attività finora sospese potranno riprendere il loro corso sulla base di una puntuale programmazione regionale”. Bonaccini poi sottolinea che Regioni e governo si sono accordati su due punti fondamentali per la riapertura e la ripresa: “Il primo è la richiesta che ci sia presto un decreto che rappresenti un vero e proprio spartiacque che premi la collaborazione istituzionale, l’atteggiamento responsabile delle Regioni e una visione dell’autonomia territoriale come opportunità per rispondere alle esigenze dei diversi contesti socio-economici. Il secondo punto riguarda la delicata questione delle minori entrate. Ho proposto su questo tema al governo un percorso possibile per trovare nel brevissimo periodo un accordo fra l’esecutivo e le Regioni. Mi sembra di aver colto sensibilità e attenzione da parte del governo anche su tale questione”.

Zaia: “Il Veneto presenterà in settimana la ripartenza totale”

Esultano i governatori che spingevano per l’autonomia. “Le istanze delle Regioni – dice all’Ansa il governatore veneto Luca Zaia – sembrano vengano accolte. E’ una sorta di anticipazione dell’autonomia. Se tutto sarà confermato – spiega – considero proficuo per i veneti l’esito dell’incontro”. “Il premier – spiega Zaia – ha dato la possibilità per le Regioni di presentare un programma di aperture per il 18. Il Veneto, con estrema coerenza, presenterà in settimana la ripartenza totale“. “La sanità è come un ‘abito sartoriale’ per le Regioni – fa presente il governatore – e quindi ogni Regione, come ha avuto questo abito durante l’emergenza, lo avrà anche nell’apertura”.

Toti: “Apriremo le attività in base alle esigenze del territorio”

“Il premier Conte ha accolto la richiesta di autonomia delle Regioni nella gestione della fase 2, avanzata nei giorni scorsi con una lettera dei governatori indirizzata al premier. Dal 18 maggio si potranno quindi aprire le attività sotto la nostra responsabilità e in base alle esigenze del territorio. Il governo farà le sue proposte che verranno integrate da quelle degli enti locali e insieme porteremo avanti il monitoraggio della situazione. Avanti con buon senso! Ripartiamo insieme”, scrive su Twitter il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Fedriga: “Comunicherò al governo che il Friuli Venezia Giulia riapre”

Anche il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga su Twitter plaude all’intesa: “La nostra richiesta ha trovato soddisfazione. Dal 18 maggio le Regioni potranno riaprire le attività economiche ancora chiuse. Domani comunicherò al governo, come da loro indicazione, che il Friuli Venezia Giulia riapre“.

Fontana: “Valuterò aperture dopo linee guida e dati epidemiologici”

Resta cauto il governatore lombardo Attilio Fontana. Prima di procedere con nuove riaperture in Lombardia “dovrò fare una valutazione appena avrò le linee guida e appena avrò i dati epidemiologici. Verso giovedì dovrebbero arrivare i dati che si riferiscono al primo giorno di riapertura del 4 maggio: le infezioni si manifestano grosso modo dopo dieci giorni”, dice in collegamento con Radio anch’io su Rai Radio1, all’indomani dell’intesa governo-Regioni. La Lombardia è la regione più colpita dall’epidemia di coronavirus. Nel complesso però i dati sull’andamento dei contagi sono sempre più positivi, come conclamato dal numero di ricoveri in terapia intensiva, scesi sotto i mille casi.
Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. RIVOLTA DEI MEDICI TEDESCHI contro il terrorismo da virus
    Maurizio Blondet 11 Maggio 2020 70 commenti

    Il virus corona “è un falso allarme globale”: così il senso di un rapporto di 83 pagine uscito dal Ministero dell’Interno, su carta intesta del ministero. Scritto da un alto funzionario (di cui non si fa il nome) che opera nella ‘Unità KM 4 (Protezione delle infrastrutture critiche), è un circostanziato – e clamoroso – atto di ribellione contro la narrativa ufficiale.

    Nel documento si legge: “Gli effetti osservabili del COVID-19 non rivelano prove sufficienti che – in termini di effetti sulla salute sull’intera società – sia più che un falso allarme. Il nuovo virus presumibilmente non ha mai rappresentato per la popolazione un rischio maggiore al livello normale ( comparativamente al normale tasso di mortalità in DEU). Corona essenzialmente uccide le persone che sarebbero morte statisticamente quest’anno per l’eta molto avanzata e i loro organismi indeboliti non possono più far fronte a uno stress casuale (fra cui i circa 150 virus attualmente in circolazione). La pericolosità di Covid-19 è stata sopravvalutata (non più di 250000 morti con Covid-19 in tutto il mondo, rispetto a 1,5 milioni di morti durante l’ondata di influenza 2017/18). Probabilmente abbiamo a che fare con un falso allarme globale che a lungo non è stato rilevato”.

Commenta