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Roma, 14 lug – E’ lui o non è lui? Ma certo che è lui. Il senatore ex grillino, il vegano pro-cannabis che evitò al Var il requiem per il Conte bis, il Batman governativo, leggendario per un giorno e poco più… Lello Ciampolillo. E’ sempre lui a intervenire last minute per salvare capra e cavoli, stavolta con un tempismo quasi perfetto in zona Cesarini. Il ddl Zan, così come proposto dall’arcobalenata armata parlamentare, tenuto in piedi da un sol voto. Sempre il suo, sempre di Ciampolillo. Che sospirone di sollievo per gli Lgbt di tutto il mondo uniti, fortuna che un ex pentastellato si è fiondato a evitare il naufragio del disegno di legge più liberticida degli ultimi anni.



Il ritorno di Ciampolillo

D’altronde lo scarto tra favorevoli e contrari a Palazzo Madama era ridottissimo. Sì perché dai 12 di martedì, si era arrivati a un disavanzo di un senatore solo soletto sula mozione sospensiva. Il tutto condito dall’assenza di 17 senatore (14 del M5S e 3 del Pd). Qualcuno a sinistra già faceva gli scongiuri, appellandosi a un improbabile deus ex machina, per non scomodare gli angeli. Più prosaicamente il salvatore alla fine si è palesato di nuovo con la mano di Ciampolillo. Come da tradizione (la sua, si intende) l’ex grillino ha deciso all’ultimo momento di votare in Aula. Visto mai che nel frattempo potesse subentrare un impegno improrogabile per un rappresentante del popolo, tipo un’imperdibile telefonata con un amico.

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Ciampolillo: “Ho salvato io il ddl Zan”

Così il prode Ciampolillo si è fiondato a scongiurare che il decreto venisse bloccato dalla sospensiva. “Ho salvato il ddl Zan? Pare proprio di sì”, ammette all‘Adnkronos. Nessuno è bravo a tenere a galla qualcuno come Ciampolillo, fenomenale pure nel restarci a galla, con tutti gli opportuni agi. Non a caso nel 2018 decise di non tagliarsi più lo stipendio, bloccando dunque il versamento della quota prevista dai Cinque Stelle. Dal Movimento fu espulso per questo nel gennaio 2020. Oggi pure i traballanti pentastellati dovranno ringraziarlo, tenerselo anzi stretto, perché il ddl Zan senza Ciampolillo rischia comunque di sprofondare. Ecco insomma chi è la stampella di questo obbrobrio giuridico.

Eugenio Palazzini

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