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Roma, 20 mar – Altro giro, altro cambio di colore. È ormai pronto il nuovo documento con cui Roberto Speranza si appresta a ridisegnare la cartina pandemica dell’Italia. Grazie alle varie anticipazioni uscite sulla nuova ordinanza del ministro della Salute, si era già capito che molte regioni resteranno in zona rossa fino a Pasqua inclusa: Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Piemonte, Marche, Lombardia, Campania, Trento, Puglia e Veneto. E se il Lazio, passato in un colpo da zona gialla a rossa (caso senza precedenti), spera di colorarsi d’arancione, la Sardegna perderà invece il suo invidiabile status: da zona bianca, senza passare per il giallo, l’isola è pronta a diventare zona arancione.

Non solo la Sardegna: anche il Molise in zona arancione

Con la Sardegna cade così l’unica macchia bianca su una cartina, quella italiana, tinta tutta di rosso e d’arancione. Ma non ci sono solo cattive notizie. Il Molise, ad esempio, uscirà finalmente dal confinamento integrale per passare all’arancione. Resta invece rossa la Campania, che sperava in un cambio di colore. Ancora peggio in Puglia: il governatore Michele Emiliano ha infatti affermato che a Bari si sta «ragionando sull’ipotesi di stringere ulteriormente le misure rispetto a quelle previste dal governo nella zona rossa. Dobbiamo spingere tutte le aziende a lasciare a casa il numero più alto possibile di persone per evitare che si contagino sul luogo di lavoro». In pratica, in Puglia si paventa l’ipotesi di una zona rossa rafforzata.

I dati diffusi dall’Iss

Se la Sardegna passa in zona arancione, è anche perché Istituto superiore di sanità ha registrato una situazione ancora preoccupante. La diffusione delle varianti del Covid-19, infatti, suggerisce cautela e prevenzione: secondo i dati del monitoraggio settimanale dell’Iss, che interessano il periodo compreso tra il 12 e il 18 marzo, l’indice di contagio Rt è rimasto stabile all’1,6. Per questo motivo, l’Iss ha riaffermato la necessità di mantenere «rigorose misure di mitigazione nazionali», il che prevede anche la riduzione delle «interazioni fisiche» e della «mobilità». In pratica, l’obiettivo è evitare tutti quei contatti definiti «non necessari» al di fuori della propria residenza.

Vittoria Fiore

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