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Modena, 28 nov – Che non fosse un movimento «spontaneo» e «apolitico», lo si sapeva. Ma la velocità con cui le sardine sono riuscite sputtanarsi è stupefacente. Dal deus ex machina Mattia Santori, che lavora per la rivista fondata da Prodi e rimpiange i bei tempi del Partito comunista, fino a Bernard Dika, il giovane rampollo di Renzi che ha organizzato la mobilitazione a Firenze, queste sardine sono tutto fuorché spontanee e apartitiche. Ora però la conferma delle conferme arriva da Modena, dove Jamal Hussein, il referente del movimento nella città emiliana, ha addirittura aperto la campagna elettorale del centrosinistra in sostegno di Stefano Bonaccini.

Spontanei un corno

A Modena, del resto, le sardine erano già riuscite a riempire piazza Grande, replicando il successo bolognese. E ora Hussein spiega bene a che cosa è servita quella mobilitazione: «Portiamo quella piazza che abbiamo creato a Modena, a votare il 26 gennaio, e a votare per chi fino ad oggi ha governato», ha affermato il referente delle sardine modenesi dal palco allestito alla polisportiva Gino Pini, dove appunto è stata lanciata la campagna elettorale del Pd. Di più: ad aprire ufficialmente la kermesse è stato proprio un video di piazza Grande con le sardine che cantano Bella ciao.

Sardine e Pd: che differenza c’è?

Insomma, questo non è solo un appoggio «morale», ma un endorsement vero e proprio. I rappresentanti delle sardine del resto, come documenta La Pressa, occupano i posti in prima fila, e le parole di Hussein tradiscono un’intesa molto stretta tra il movimento e il Pd: «Il 26 gennaio ci sarà da fare una scelta», dice Hussein tra gli applausi, «da una parte c’è Stefano Bonaccini che ha svolto un lavoro importantissimo che ha posto l’Emilia Romagna ai primi posti in Europa, e dobbiamo continuare a fare tanto [da notare l’utilizzo del «noi»]. Dall’altra parte c’è la Borgonzoni, un candidato fantasma ed un centrodestra populista che sfrutta questa ondata di odio nel nostro paese, per dividerci e per riportarci ai tempi dei longobardi». Poi Hussein la butta sul patetico: «Io sono uno studente fuori sede che ha voluto venire a studiare ingegneria qui perché qui c’è il meglio. E sono stato accolto. Non mi sono sentito escluso per essere uno studente fuori sede. Questa è una regione che accoglie». E infine l’appello: «Allora, mi raccomando, il 26 gennaio portiamo questi valori nell’urna elettorale». Il re è nudo.

Elena Sempione

3 Commenti

  1. Lo “studente fuori sede” , dalla faccia color merda, non dimentichiamolo MAI! (per la nostra SICUREZZA & INCOLUMITÀ, n.d.r.), dimentica di dire che, come studente, e meritevole, nessuno si sogna di contestarlo o di cacciarlo. Qualcosina/ina/ina/ina di buono può saltare fuori pure dal suo cesso di paese. (Io calcolo circa lo 0,02%,n.d.r.). La contestazione del tanto vituperato “sovranismo” va alle decine & decine di migliaia di facce color merda SUOI PARI che sono usi ad ESSERE MANTENUTI CIONDOLANDO FANCAZZISTICAMENTE IN QUALSIASI ORARIO, insozzando casa d’ altri, DELINQUENDO, STUPRANDO E SFIGURANDO Italiani con ARMI PROPRIE o IMPROVVISATE. E tutto questo DEVE FINIRE! O finira COMUNQUE! E MOLTO MALE! Vedere facce da goumiers schierate col Partito Delinquente, di certo non portera LORO più VOTI di quelli che già, PURTROPPO! HANNO!

  2. ….ma “Simone di Torre Maura” ed il suo “nunmestabenecheno” che fine hanno fatto ?

    meglio Hussein vero ?

  3. Jamal Hussein, sembra un PORTAVOCE del Califfato …… camicia compresa e anelloni e faccia da giad
    .
    allà l’è al BAR (in inglese PUB) muslim foeura di ball !! (fuori dalle BALLE!!)

    Se volete darmi dell’ Anti-semita …. in effetti il sardino è VERAMENTE semita , al contrario degli EBREI che starnazzano di antisemitismo tipo gruber …..

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