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Roma, 20 gen – Le sardine hanno proprio un’ossessione per Salvini. Più gli fanno presente che l’unica idea che hanno è l’odio per il leader della Lega, più loro rispondono con sorrisi inebetiti che invece loro non odiano, ma sono per la democrazia e quindi contro i sovranismi e per questo cantano “Bella Ciao” in nome della Costituzione antifascista. E invece, al di là di questi nobili propositi (peraltro davvero inediti), l’esistenza delle sardine – che, lo ricorderete, si è manifestata nella piazza anti Lega di Bologna dello scorso novembre – è tutta improntata ad attaccare Salvini. Tanto che per la fine della campagna elettorale per le Regionali in Emilia Romagna, le sardine venerdì faranno un flash mob a Milano Marittima, davanti allo stabilimento Papeete. Sì, proprio quello assurto agli onori delle cronache, la scorsa estate, per essere il luogo prediletto delle vacanze del leader leghista, da cui l’allora ministro dell’Interno ha fatto la sua campagna elettorale personale prima di far cadere il governo gialloverde.

I “pescetti rossi” alla ricerca del luogo simbolico anti Salvini

I portavoce del movimento nelle prossime ore spiegheranno i dettagli dell’iniziativa, ma la decisione è stata presa. Anche perché la battaglia per la conquista dell’Emilia Romagna è davvero una sfida all’ultimo voto. E così come Salvini è impegnato al ritmo di 7-8 comizi al giorno per cercare di espugnare la storica roccaforte rossa, anche le sardine fanno la loro contro-campagna. La scelta di Milano Marittima e del Papeete, sul piano della comunicazione, è la prova che l’ossessione contro Salvini è la molla del movimento. Ma anche il ripiego dopo la piazza negata di Bibbiano, altro luogo simbolo della campagna elettorale. Lorenzo Donnoli, uno dei portavoce che di recente si è già distinto per essere stato preso a pesci in faccia da Sgarbi, intervenendo ad Agorà su Rai3 conferma: “Chiuderemo la campagna elettorale in un luogo simbolico“.

L’operazione sardine, in conclusione, dimostra due cose: che i “pescetti rossi” hanno il duplice compito di attaccare Salvini e (ri)portare gli elettori a votare, per il Pd. E che la campagna di demonizzazione del leader della Lega è la prova provata che la sinistra non ha imparato nulla dagli autogol dei tempi in cui attaccava Berlusconi.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. ..se salvino non fosse un “tutto e nessuno”, ma un social-nazional-repubblicano, potrebbe contare sui ” gruppi” neri, con il pescetto cotonato boccheggiante..ma salvini non è un camerata….lo dice e urla sempre …quindi..”menefrego”…

  2. Ma? sono dei veri geni, faranno un bel reave sulla spiaggia e se vince ciccio Salvini spaccheranno tutto, se invece vince l’altro bambaccione spaccano tutto lo stesso perchè hanno trovano chiuso il papete.

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