Roma, 3 gen – “Se vado io al Colle niente elezioni“: così Berlusconi tenta i vari peones sparsi in Parlamento, soprattutto tra i centristi e i 5 Stelle che temono di doversi trovare un lavoro a breve. Ancora non è ufficiale, ma il leader di Forza Italia si sta muovendo da candidato del centrodestra al Quirinale. Nonostante i veti del Pd e del M5S, perché – obiettano i giallofucsia – sarebbe un candidato di parte e non di tutti. Al di là del fatto che Pd e M5S grillino non voterebbero mai per il Cav a prescindere, un dato è certo: stavolta a dare le carte per il Quirinale è proprio il centrodestra. Infatti può tranquillamente eleggere Berlusconi capo dello Stato a partire dalla quarta votazione. Magari con i voti di Italia Viva, chissà. Insomma, quello che brucia a Letta e compagni vari è che la sinistra stavolta non decide.

“Se vado io al Colle niente elezioni”: Berlusconi punta ai peones sparsi in Parlamento

Ecco perché il leader di Forza Italia ha diciamo aperto la campagna acquisti per il voto in Aula. E quale modo migliore, per convincere a votare per lui, di assicurare che non si andrà ad elezioni anticipate? Che poi è lo spauracchio paventato anche da Pd e M5S. Nessuno vuole andare al voto, questo è chiaro. La differenza sta tutta in come evitare le elezioni anticipate: mandando Draghi al Quirinale (che sarebbe eletto alla seconda se non alla prima elezione)? Trovando un candidato che bypassi persino la volontà di Berlusconi di chiudere in bellezza? Allo stato attuale il Pd di Letta e il M5S di Conte non sono in grado di accordarsi su un nome condiviso. Figuriamoci se possono imporlo al centrodestra.

Se Draghi non vuole andare al Quirinale, tutto è possibile

Al netto di Draghi, che se vuole andare al Colle ci va – perché nessuno si opporrebbe al già salvatore dell’euro oggi salvatore dell’Italia -, trovare la quadra su un altro nome è complicato. Non a caso Berlusconi si porta avanti e si rivolge a centristi e grillini delusi (o terrorizzati dal voto anticipato, visto anche il taglio dei parlamentari). Se non si dovessero trovare un Casini o un Amato da piazzare al posto di Mattarella per tenere Draghi a Palazzo Chigi, tutto è possibile. E allora il Cav fa bene a crederci. Anche se, lo ripetiamo, allo stato attuale non è ancora il candidato ufficiale. In merito si vocifera che Berlusconi stia preparando un video dei suoi per parlare alla nazione e scendere per l’ultima volta in campo. Per salire al Colle. Tuttavia non è escluso che il centrodestra voglia prima aspettare la mossa del centrosinistra. Certo è che i numeri non si inventano: senza voti, niente Colle.

Conti alla mano, il Cav sulla carta dovrebbe avere i voti per essere eletto

Dal canto suo, Berlusconi può contare su una serie di voti oltre quelli di FI, Lega e FdI, che sono 414 (contando i delegati regionali). Dalla quarta votazione infatti bastano 505 voti per essere eletti (la maggioranza assoluta). A guardare bene, infatti, e al netto dei voti dei renziani di IV – che per ora non hanno detto né sì né no – ci sono circa un centinaio di parlamentari sparsi tra il Misto e altri senza gruppo, i cosiddetti centristi. Altra mossa del Cav, secondo quanto riporta il Corriere, è far sapere in giro che se Draghi venisse eletto al Quirinale, Forza Italia “uscirebbe subito dal governo”. A quel punto, con la crisi di governo, molto probabilmente si tornerebbe al voto. Linea confermata ufficialmente anche dai ministri di FI, secondo cui “Draghi deve rimanere dov’è” e l’elezione di Berlusconi porterebbe una “pacificazione nazionale”.

Letta pronto a far cadere il governo se il Cav dovesse farcela

Letta, ca va sans dire, è di tutt’altro parere. Anzi, minaccia la crisi di governo in caso di candidato di parte eletto spaccando la maggioranza di governo. L’identikit di Berlusconi, insomma. Renzi invece nei giorni scorsi ha ricordato che Mattarella lui l’ha fatto eleggere con una maggioranza diversa da quella di governo. Ma il nodo cruciale è il dopo elezione al Colle. E questo lo sa pure Berlusconi. Se viene eletto senza la convergenza di Pd e M5S – che non fanno che ripetere che non lo voteranno – Letta, come ha già minacciato, farà cadere il governo Draghi. E vi pare possibile che l’ex numero uno della Bce resti a guardare senza fare niente? Lui, il “nonno al servizio delle istituzioni” chiamato per salvare il Paese? Ovvio che se davvero Berlusconi dovesse essere eletto capo dello Stato, lo sarà in virtù di un accordo con Draghi. E non contro di lui.

In sostanza, se l’attuale premier vuole andare al Quirinale (senza aspettare che prima si cambi la Costituzione in chiave presidenzialista), ci va. Con buona pace pure di Berlusconi.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. La vera dx ha una occasione unica per ripagarlo a dovere della colossale presa per il culo di fine secolo! Gli altri son tutti traditori e lui ?! Non potrà più nascondersi dentro e dietro alle belle f…e.

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