Roma, 18 giu – Così Renato Brunetta tratta i lavoratori italiani. Parole inaccettabili di un ministro del fantomatico “governo dei migliori”, pronunciate durante un comizio elettorale lo scorso 10 giugno per le elezioni comunali a Mira, in Veneto. Il video al riguardo è diventato virale sui social nelle ultime ore, generando una comprensibile indignazione.Ah sei un dipendente? E cosa chiede il tuo datore di lavoro?”, domanda Brunetta con tono stizzito a uno dei pochi presenti al suo comizio. Replica: “Prova a chiedere a lui”. Il ministro a quel punto si inalbera ancora di più e tira fuori un indecoroso: “Perché ca..o parli allora?”.

Brunetta contro un lavoratore dipendente: “Continua a fare il tappezziere, dipendente”

Come se non bastasse, per ben quattro volte Brunetta ripete al lavoratore: “Perché non ti metti in proprio?”. Come se chiunque potesse mettersi in proprio e avere magari un raggiante futuro da imprenditore. Il lavoratore mantiene però la calma, dimostrando ben più signorilità del ministro, e chiede semplicemente di poter intervenire per replicare. Ma Brunetta non accetta e si rivela ancor più sguaiato e irrispettoso: “No, non parli. Il microfono ce l’ho io e quindi comando io. Continua a fare il tappezziere, dipendente”. Un tono sprezzante che lascia basiti e che dovrebbe quantomeno essere adesso riconosciuto dallo stesso Brunetta, al quale come minimo non si possono che chiedere scuse immediate.

Ora Brunetta deve dimettersi

Dal palco però il ministro non sembrava proprio essersi reso conto delle sue sparate vergognose, tant’è che proseguendo il suo discorso ha tirato fuori una spiegazione piuttosto grottesca: “Vedete il mondo è bello anche per questo perché io, figlio di venditore ambulante, mio padre di diceva sempre ‘mai sotto padrone’. E io questa cosa l’ho continuata nella mia vita, ho avuto solo un datore di lavoro, lo Stato”. E quindi? Cancelliamo i lavoratori dipendenti? Come potrebbero andare avanti le imprese? E’ possibile poi che un ministro della Pubblica Amministrazione, già ministro dell’Innovazione, si rivolga così a un lavoratore italiano? Crediamo proprio di no. E siamo convinti che adesso Brunetta, dopo le opportune scuse, debba dimettersi.

Eugenio Palazzini

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