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Roma, 21 mar – Superare lo schema a colori pensato dal precedente governo? Neanche per sogno, d’altronde il ministro della Salute, Roberto Speranza, è sempre lo stesso. E lui pare proprio affezionato a quel cubo di Rubik fatto stivale. Dopo il 6 aprile, giorno in cui scadrà il Dpcm, l’Italia resterà quindi ancora abbarbicata a quello schema. “La scelta è stata confermata dagli ultimi decreti del governo e credo sia la più efficace a rendere le misure proporzionali alla differente situazione epidemiologica dei territori. Per cui sì, sarà confermata”, dice Speranza in un’intervista rilasciata a La Stampa.



Ci si potrà almeno spostare tra le regioni? Il ministro non si sbilancia, neppure su questo. “Dipenderà dal quadro epidemiologico, ma i nostri scienziati confidano che le misure adottate e il numero sempre più ampio di persone immunizzate possano migliorare la situazione in tempi non troppo lunghi”.

Speranza, ovvero lo sconforto

Speranza è la plastica rappresentazione della gattopardiana svolta governativa. Per cambiare tutto, passando da Conte a Draghi, serviva che tutto rimanesse com’è al dicastero chiave per la gestione della pandemia. E plastica è pure la posa mostrata da Speranza. Pettinato a dovere nel suo essere costantemente spettinato, il discettare ecumenico del ministro della Sanità è l’antitesi del suo rassicurante cognome. Ogniqualvolta ti imbatti in una sua dichiarazione ti assale lo scoramento. Speranza riesce anche a raggelare le uscite apparentemente “speranzose” di altri esponenti del governo. Così il primo giorno di primavera sembra di subodorare un inverno incombente.

Vaccini e banalità

L’unica luce in fondo al tunnel, Speranza la vede quando parla di vaccini. Ma sempre con quel proferire soporifero che riuscirebbe a far crollare l’entusiasmo anche ai più ottimisti.
Se uno rifiuta dobbiamo darlo immediatamente ad altri. Fuori dalle indicazioni delle autorità sanitarie non ha senso scegliere il vaccino perché sono tutti sicuri ed efficaci. E soprattutto sono tutti capaci di proteggere dalle forme gravi di malattia”, dice Speranza rispondendo a una domanda su AstraZeneca. “Servirà ancora qualche giorno per capire come va, ma gli italiani sono consapevoli che il vaccino è l’arma più efficace per uscire da questa stagione così difficile, che vede ancora la maggior parte della popolazione dover fare i conti con le restrizioni delle aree rosse”. Banalità un tanto al chilo.

Eugenio Palazzini



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2 Commenti

  1. Ma chi ha messo a ministro della salute laureato in scienze politiche e a digiuno anche delle basi piu’ elermentari della medicina? I poteri occulti stranieri hanni instaurato, grazie ad una popolazione impaurita ogni giorno da dati estremizzati e falsati, una demolizione delle libertà e della economia privata italiana.E continuano a parlare di pandemia quando siamo di fronte ad una epidemia virale.Per pandemia(vedere definizione) occorrevano nell’ anno dal 1 al 2 % dei morti sulla popolazione e cioè dai 600 mila al 1.2 milioni di italiani morti nel 2020, cosa che non si è assolutamente avvenuta.Fortunatamente molta gente stà aprendo gli occhi e inizia a capire cosa c’è dietro e i responsabili andranno processati perchè il danno fatto al paese non è accettabile

  2. Andrà così.
    Fra qualche mese il virus scomparirà, come l’anno scorso senza il vaccino.
    E daranno il merito al vaccino.
    Poi a settembre ricomparirà come variante e daranno la colpa alle discoteche, ai bar, ai ristoranti, alle movide.
    E poi sarà un nuovo romanzo, un poco più articolato.

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