Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 15 ott – I “due Matteo” stasera si sfideranno in tv. Il leader della Lega Matteo Salvini e il leader di Italia Viva Matteo Renzi si affronteranno a Porta a Porta da Bruno Vespa. Come è noto, la sfida lanciata dall’ex segretario Pd è stata accettata dal leader del Carroccio, con i modi consueti dell’ex ministro dell’Interno: “Io sono umile e amo il confronto anche ora che la Lega è il primo partito. Io non dico mai di no a nessuno, posso dire sì a Di Maio e Zingaretti”, ha sottolineato. Il duello politico negli studi di quella che viene definita la “terza Camera” durerà 75 minuti. Una vetrina di tutto rispetto, occasione ghiotta per lanciare le rispettive iniziative del fine settimana: per Renzi la sua Leopolda, la manifestazione di piazza contro il governo giallofucsia a Roma per Salvini.

Si registra alle 18: niente commenti sulla manovra

L’appuntamento per i due leader è per le 18 in studio per la registrazione, la trasmissione andrà poi in onda stasera alle 22.50 su Rai1 dopo la partita dell’Italia contro il Liechtenstein. Una sfida senza regole, né cronometro, né tantomeno claque. A quanto pare, i due protagonisti si sono allenati negli ultimi giorni con i rispettivi staff. Nella prima mezz’ora ci saranno solo le domande di Vespa, poi interverranno altri giornalisti. Certo, i due non potranno parlare della manovra, che verrà approvata – sempre se i giallofucsia troveranno la quadra – in tarda serata. Ma di sicuro avranno modo di “scornarsi” su molti altri temi, a partire dalla crisi di governo agostana scatenata da Salvini e la nascita di Italia viva, con cui Renzi tiene sotto scacco il Conte bis. Entrambi si presentano, ognuno a suo modo, come l’anti-Conte, vedremo chi la spunterà.

Il precedente di dieci anni fa a Omnibus

Non è la prima volta che i “due Matteo” si scontrano in tv. Correva l’anno 2009 e i due, giovani leader nei rispettivi partiti, si davano battaglia a distanza in televisione. Gli studi erano quelli di Omnibus su La7. Renzi, a quel tempo, era presidente della Provincia di Firenze, aveva appena vinto le primarie del Partito democratico ed era candidato a sindaco di Firenze. Una curiosità: in quell’occasione viene ripetutamente chiamato “Matteo Nardi”. Allora i due si scontrano su un cavallo di battaglia (di ieri come di oggi) del leader leghista: la sicurezza.

Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta