Roma, 15 ott – La solita idiozia rossa, puntuale come un orologio svizzero. Antipasto di un autunno che si annuncia costellato di attacchi sconsiderati, utili soltanto a rimpinguare l’antifascismo militante – e spesso millantante – ormai talmente residuale in Italia da agire come un pugile stretto all’angolo. A suon di colpi bassi, inutili politicamente, ma pericolosi se poi emulati in un primitivo gioco a chi la fa più grossa. E così è spuntata una scritta contro Ignazio La Russa, tanto intimidatoria quanto stolta, sulla serranda della sede di Fratelli d’Italia, nel quartiere Garbatella, a Roma. Sede che fu del Movimento Sociale Italiano, frequentata da una giovane Giorgia Meloni, e che adesso è stata imbrattata: “La Russa Garbatella ti schifa!“, si legge, con aggiunta una stella a cinque punte e la firma “Antifa”. Neppure l’originalità è di casa, nel triste sottobosco dei compagni.

L’antipasto stolto della violenza rossa

Eppure a questo e, temiamo, altro porta il clima d’odio generato da certi media e taluni partiti in preda alla sindrome della sconfitta elettorale. Perché è chiaro anche a un fanciullo che a forza di evocare fantasmi e spauracchi, qualche utile idiota alla fine abbocca all’amo. Su questo giornale, subito dopo l’esito del voto avevamo messo in guardia dai pagliacci antifà, d’altronde non serviva una sfera di cristallo per prevedere le loro reazioni inconsulte. Un copione già scritto, già visto, già messo in atto. E che ha poco a che fare con le sparate di qualche radical chic al caviale o con le ridicole chiamate alla resistenza di cantanti come la Michielin.

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Scritta contro la Russa, le parole della Meloni

“Le prime parole di Ignazio La Russa come Presidente del Senato sono state quelle di un uomo che conosce bene il peso delle Istituzioni e che farà di tutto per rappresentare con imparzialità e autorevolezza la seconda carica dello Stato”, scrive Giorgia Meloni su Facebook. “Eppure diversi esponenti politici hanno deciso di renderlo un bersaglio, come persona e per le sue idee, rinfocolando un clima d’odio, già ben alimentato durante una campagna elettorale costruita sulla demonizzazione dell’avversario politico”, fa notare il presidente di FdI.

“E così, accade che in una sede di Fratelli d’Italia compaia una scritta contro di lui, firmata con la stella a 5 punte, chiaro riferimento ad anni drammatici che non vogliamo rivivere. Il nostro impegno sarà per unire la Nazione, non per dividerla come sta tentando di fare qualcuno. Spero che il senso di responsabilità della politica prevalga sull’odio ideologico, perché l’Italia e gli italiani devono tornare a correre, insieme”, chiosa il primo ministro in pectore.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. Chiedete a fiano… è un vulcano di idee per fare leggi che stabilizzano la democrazia… Forse ne partorisce una anche contro la feccia terroristica mai sepolta in questo stato di balle

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