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Roma, 19 giu – E’ scontro sul referendum sulla giustizia promosso da Lega e Radicali. Matteo Salvini è infuriato per quanto dichiarato dal presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), Giuseppe Santalucia.



Giustizia, Salvini infuriato: “Da Anm parole gravissime”

“Il presidente dell’Anm attacca i referendum sulla giustizia promossi da Lega e Partito Radicale e annuncia una ‘ferma reazione’? Parole gravissime. Non si può aver paura dei referendum, massima espressione di democrazia e libertà, e di confrontarsi con il giudizio e la volontà popolare”. Così tuona Salvini dopo l’attacco di Santalucia.

Le parole del presidente dell’Anm

Ma cos’ha detto esattamente il presidente dell’organismo che rappresenta i magistrati italiani? “Il fatto stesso che si porti avanti il tema referendario – ha affermato Santalucia parlando al Comitato direttivo centrale dell’Anm – sembra esprimere un giudizio di sostanziale inadeguatezza dell’impianto riformatore messo su dal Governo. E fa intendere la volontà di chiamare il popolo ad una valutazione di gradimento della magistratura, quasi a voler formalizzare e cristallizzare i risultati dei vari sondaggi di opinione che danno in discesa l’apprezzamento della magistratura”. Di conseguenza, ha detto Santalucia, “credo che spetti all’Anm una ferma reazione a questo tipo di metodo”.

Ma non è tutto, secondo perché secondo il presidente dell’Anm i magistrati devono reagire perché “prima ancora dei contenuti, c’è una questione di cornice entro cui collocare l’azione riformatrice, e, come recita il nostro Statuto, è compito dell’Anm “dare opera affinché il carattere, le funzioni e le prerogative del potere giudiziario, rispetto agli altri poteri dello Stato, siano definiti e garantiti secondo le norme costituzionali”.

I Radicali chiedono la reazione di Mattarella

Insomma le toghe temono fortemente il referendum sulla giustizia e non nascondono di volerlo contrastare con fermezza. Una presa di posizione che non ha fatto infuriare soltanto Salvini, ma ha visto pure la reazione dei Radicali che si rivolgono ora al presidente della Repubblica. “Il presidente delle correnti della magistratura chiama a ‘una ferma reazione’ al referendum. Chiediamo al presidente del Csm, Sergio Mattarella, una ferma reazione a difesa della Costituzione“, scrive in una nota il Partito Radicale.

Leggi anche: Referendum giustizia, i sei quesiti di Salvini e Radicali che fanno tremare le toghe

Alessandro Della Guglia



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4 Commenti

  1. Allora dicano chiaro e tondo che le sentenze non sono emesse in nome (e per conto) del popolo italiano! Così facciamo prima.

  2. ho dato una occhiata ai referendum della giustizia:
    a mio parere è fuffa inutile,o utile solo ai cagnoni politici…
    lavorano infatti,sulla parte ALTA della giustizia,ma in italia abbiamo bisogno di ben altro:

    per esempio,
    – anzichè UNO SCONTO di un terzo della pena per chi sceglie il rito abbreviato,
    istituiamo UN AGGRAVIO di un terzo della pena,per chi sceglie quello ordinario:
    così gli imputati SICURI di essere innocenti opteranno per quest’ultimo…..
    mentre i colpevoli resteranno sul rito abbreviato,e andranno dentro senza intasare i tribunali.

    – dopo la condanna in primo grado,si va SUBITO dentro,e da dentro eventualmente si ricorre al secondo e terzo grado.
    MA se giudicati colpevoli nei successivi processi,i giudici NON POSSONO MAI ridurre la pena,anzi:
    DEVONO obbligatoriamente aumentarla almeno di un quarto.
    così SOLO QUELLI sicuri della propria innocenza,tenteranno di impugnare il processo di primo grado…
    tutti gli altri,no.
    (ovviamente il processo di primo grado DEVE tornare ad essere un processo SERIO:
    non come oggi,dove si spara la condanna “forte” su tutti i media per placare il popolo…
    e poi si scagiona o si riduce grandemente la condanna in secondo grado,quando nessuno guarda)

    – il carcere deve essere RIEDUCATIVO (e costoso)
    solo al primo reato:
    dal secondo in avanti,è evidente che per un pregiudicato non funziona….
    quindi deve essere PUNITIVO e costare il meno possibile:
    celle singole da due metri per tre,con servizi nell’angolo,una branda,qualche libro,
    cibo passato sotto la grata della cella,e niente altro.

    se si vuole un minimo di comodità,qualche lusso (tipo sigarette,tv in cella o qualche ora d’aria)
    allora bisogna aderire al lavoro carcerario:
    e DEVONO RENDERE allo stato,non costare.

    quando i carcerati renderanno allo stato più di quello che costano,ecco che finalmente si ricomincerà a punire efficacemente il crimine,anzichè lasciarlo di fatto impunito come si fa oggi,
    scaricandone i costi sociali sugli stessi cittadini che si dovrebbe difendere.

    QUESTE,sono le VERE riforme che andrebbero fatte…
    non questa aria fritta che viene spacciata per “epocale”
    e queste riforme in italia…
    NON LE FARA’ MAI NESSUNO:

    perchè queste riforme garantirebbero un REALE funzionamento della giustizia:
    e che la giustizia funzioni davvero,nel nostro paese….
    sono per primi gli stessi politici,a NON volerlo.

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