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Roma, 15 dic – Il lockdown di Natale ci sarà: il governo giallofucsia deve solo decidere modi e tempi del giro di vite anti-vacanze. Il Comitato tecnico scientifico è stato chiaro: servono misure più restrittive di quelle imposte con il Dpcm attualmente in vigore. Ecco perché Conte nelle prossime ore farà sapere agli italiani quanto dura sarà la nuova stretta anti-assembramenti e anti-spostamenti.

Verso il lockdown dalla vigilia di Natale a Capodanno

L’ipotesi più papabile è quella di una zona rossa nazionale nei giorni festivi e prefestivi. Di fatto un lockdown dalla vigilia a Santo Stefano, da San Silvestro a Capodanno, con tutto chiuso – bar e ristoranti pure a pranzo. Resterebbero aperti soltanto i servizi essenziali. Altrimenti c’è la versione meno dura: una sorta di grande zona arancione, con i negozi aperti e i ristoranti chiusi. In tal caso però ci sarebbe il coprifuoco anticipato alle 18 o alle 20.

I ministri della linea dura vogliono chiudere tutto

I ministri della linea dura non lasciano speranze: la stretta ci sarà, perché bisogna evitare la famigerata terza ondata. “Stiamo ragionando sulle due settimane delle vacanze di Natale – fa sapere il ministro della Salute Roberto Speranza -, spero che in tempi brevi si possano prendere ulteriori misure per scongiurare un’ipotetica terza ondata”. “Dobbiamo essere più rigorosi durante le festività”, gli fa eco il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. Resta comunque in piedi il paradosso della deroga al divieto di spostamento tra piccoli comuni entro un certo numero di chilometri. A loro si aggiunge anche il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, che invoca il giro di vite.

Il Cts chiede il lockdown

Dal canto loro, gli esperti chiedono il massimo delle restrizioni. A volere il lockdown, secondo quanto si apprende, sono gli esperti del Cts, che lo hanno fatto presente nella riunione di ieri con il premier e con i capi delegazione. La necessità di una nuova stretta, hanno spiegato, è legata all’impossibilità di controllare tutti, di impedire spostamenti e assembramenti, insomma, visto che l’Italia è zona gialla. Per non parlare dei contagi e delle vittime da Covid-19, a detta del Cts a livelli ancora preoccupanti. Da qui la convinzione che “bisogna estendere le misure, altrimenti a gennaio saremo nei guai“.

Il governo prima riapre i negozi e poi condanna gli assembramenti

A scatenare i sostenitori della linea dura sono stati gli assembramenti per lo shopping natalizio. D’altronde è stato il governo stesso a riaprire i negozi e stimolare gli acquisti con il cosiddetto cashback. Eppure, ancora una volta è colpa dei comportamenti irresponsabili degli italiani. “Dobbiamo assolutamente evitare gli assembramenti. E’ legittimo che le persone possano fare acquisti, ma dobbiamo evitare gli assembramenti, non andare tutti nello stesso posto. Quando si vede che ci sono luoghi con tante persone – raccomanda Speranza – si devono evitare, se non vogliamo poi essere costretti a restrizioni molto dure”.

Oggi nuova riunione del Cts

Oggi quindi il Cts tornerà a riunirsi. Dopo di che starà al governo decidere che tipo di stretta infliggere agli italiani in occasione delle festività natalizie. In tal senso, non è ancora escluso che alla fine Conte opti per un lockdown dal 24 al 6, che tapperebbe in casa gli italiani per l’intera durata delle vacanze.

Adolfo Spezzaferro

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6 Commenti

  1. “È la strada scelta dall’Italia e quello a cui stiamo assistendo in questi giorni – se non è un caso grave di schizofrenia da TSO immediato – è proprio un esercizio di dispotismo: chiudi; apri; richiudi; apri appena un po’; non si viaggia; sì, si viaggia solo per pochi km; solo sei persone in casa; no, forse anche dieci se siamo tutti consanguinei; e così via in un susseguirsi di ordini e contrordini da perderci la testa.”
    Pezzo preso dal la nuova Bussola quotidiana, art. di Riccardo Cascioli
    https://www.lanuovabq.it/it/lockdown-cosi-siamo-diventati-polli-di-allevamento

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