Roma, 16 dic – Un gruppo di amici, o per meglio dire un “gruppo di amicizia”, in apparenza come tanti. Se non fosse che è costituito da eurodeputati – 13 per l’esattezza – e che l’amicizia in questione è con il Qatar, nazione al centro dello scandalo che in questi giorni sta travolgendo le istituzioni europee. Un Paese, il Qatar, arcinoto per il mancato rispetto dei diritti umani, per lo sfruttamento dei lavoratori, per il sistema politico retrivo. Un Paese da più parti accusato di sostenere gruppi terroristici, dove – tanto per fare qualche esempio emblematico – la lapidazione è una punizione legale, l’apostasia è un crimine punibile con la pena di morte, la blasfemia è punibile con condanne fino a sette anni di carcere e il proselitismo di qualsiasi religione diversa da quella islamica può essere punito con una pena fino a 10 anni di carcere.

Come si fa definirsi “amici del Qatar”? Lo chiediamo ai tredici eurodeputati, tra cui tre italiani, i cui nomi campeggiano sul sito ufficiale dell’ambasciata di Doha a Bruxelles. Nomi e volti ben visibili nella specifica sezione: EU Parliamentary Friendship Group. Nessuno di loro risulta indagato o coinvolto in qualche modo nello scandalo Qatargate. Ad ogni modo, tutti dovrebbero spiegarci come mai hanno scelto di avere un rapporto “amicale” con questa monarchia assoluta del Golfo. A quale scopo? Con quali finalità?

I 13 europarlamentari “amici del Qatar”

Ecco la lista dei 13 eurodeputati “amici del Qatar”: Cristian-Silviu Busi (Romania), Andrei Kovatchev (Bulgaria), Manolis Kefalogiannis (Grecia), Fulvio Martusciello (Italia), Urmas Paet (Estonia), Elżbieta Katarzyna Łukacijewska (Polonia), Dino Giarrusso (Italia), Luisa Regimenti (Italia), José Ramón Bauzá Díaz (Spagna), Tomasz Piotr Poręba (Polonia), Demtris Papadakis (Cipro) Ryszard Czarnecki (Polonia).

I tre italiani: Fulvio Martusciello e Luisa Regimenti sono di Forza Italia, Dino Giarrusso è un libero battitore dopo aver lasciato il M5S a maggio 2022.

Proprio Giarrusso, ospite di Myrta Merlino a L’Aria che tira su La7, due giorni affermava questo sul Qatargate: “A inizio mandato ero stato avvicinato, tramite il mio assistente perché io non ho mai parlato con nessuno di loro, da emissari del Qatar”. E ancora: “Per fortuna il mio assistente è una persona che non fa certe cose. Per poi ribadire: “Ho sentito puzza di bruciato e non ho mai partecipato a nessun tipo di iniziativa, neanche un caffè, un pranzo, una cena, nulla, neanche una chiacchierata con nessun emissario del Qatar perché avevano un atteggiamento che non mi piaceva, sarò stato fortunato? Avrò avuto intuito? Non lo so”. Neanche un caffè, neanche una chiacchierata. E come ci è finito allora nel gruppo di “amici del Qatar”, nella lista pubblica sul sito ufficiale dell’ambasciata di Doha a Bruxelles? Mistero gaudioso.

Di cosa si occupa questo gruppo

Ma a cosa serve questo gruppo di amici? Qual è la sua mission? Per comprenderlo, basta leggere quanto riportato sempre sul sito dell’ambasciata qatariota.

“EU Parliamentary Friendship Group vuole fungere da piattaforma per un impegno globale tra i membri del Parlamento europeo e lo Stato del Qatar. Le nostre attività hanno lo scopo di promuovere e rafforzare le relazioni tra i membri del Parlamento europeo e le nostre controparti del Qatar”. E ancora: “Le attività del gruppo di amicizia parlamentare Qatar-Ue implicano l’organizzazione di seminari, audizioni e altri incontri su questioni di reciproco interesse Qatar-Ue. I temi dei nostri incontri riguardano temi di politica estera e di sicurezza, diritti umani, istruzione e formazione, politica energetica, sostenibilità ambientale, dialogo interculturale, relazioni commerciali e commerciali, politica dei trasporti, relazioni di investimento e molti altri”.

“Il gruppo di amicizia parlamentare dell’Ue è anche attivamente coinvolto nell’assistere lo Stato del Qatar ad articolare e promuovere le sue priorità e posizioni politiche all’interno del Parlamento europeo e nelle altre istituzioni europee, in particolare la Commissione europea e il Consiglio”.

Per poi arrivare alla parte più interessante: “Il gruppo di amicizia parlamentare dell’Ue promuove relazioni economiche, sociali e culturali più solide tra l’Ue e il Qatar fungendo da quadro di supporto per il dialogo informale e il contatto tra uomini d’affari, funzionari governativi e dell’Ue, esperti finanziari e investitori, ad esempio attraverso conferenze di lavoro e seminari di settore. Organizziamo regolari visite di scambio di membri di entrambi i Parlamenti volte a costruire migliori collegamenti a livello lavorativo. A questi si aggiunge la possibilità di visite di scambio per i funzionari parlamentari che si occupano delle questioni relative agli Stati partner. Attraverso i suoi singoli membri, Qatar-EU Parliamentary Friendship Group funge anche da piattaforma per gli Stati membri dell’Ue, per integrare le relazioni bilaterali con il Qatar”.

Neanche una chiacchierata?

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. Poveracci che hanno scelto il cavallo sbagliato: bastava scegliere quello giusto (i tagliagole della Saudi Arabia) come Renzi e nessuno obiettava nulla.

  2. “Amici del Qatar” e gli altri amici di nessuno? Ma chi ci crede? Bello, facile, semplice prendersela con idioti “sudisti”, “marginali” e sperare di continuare a magnare, ben nascosti alla faccia del prossimo.

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