Roma, 11 nov – Italia Viva ha presentato un doppio emendamento sull’ex Ilva nell’ambito della conversione del decreto in commissione Finanze della Camera. La proposta ha l’effetto di ripristinare lo scudo penale per ArcelorMittal, quello che metteva al riparo i manager dai processi per quanto riguarda la messa in opera del piano ambientale dell’acciaieria di Taranto. Una protezione, che è stata abrogata dopo vari tentennamenti, e che una volta venuta meno ha scatenato la reazione della multinazionale franco-indiana, che ha chiesto di recedere dal contratto con cui si era aggiudicata l’acciaieria. Una mossa alla quale si preparano a opporsi i legali dei commissari straordinari, con un ricorso d’urgenza e cautelare, atteso al Tribunale di Milano nei prossimi giorni.

Gli emendamenti di Iv

Nello specifico, gli emendamenti sul caso Ilva di Iv sono due: uno valido per il caso di specie dello stabilimento di Taranto, secondo cui bisogna ripristinare, a partire dal 3 novembre 2019 e fino al termine dell’attuazione del piano ambientale l’immunità; uno in via generale che vale per le imprese impegnate nell’ambito del processo produttivo in un’opera di bonifica ambientale (tra cui appunto l’ex Ilva). Nel pacchetto di modifiche renziane ci sono poi misure correttive che riguardano l’articolo 4, che impone una non necessaria ulteriore burocrazia alle imprese, il 39 sui reati tributari, l’accelerazione dei fabbisogni standard per i comuni, il sostegno al settore agricolo, le semplificazioni fiscali, il blocco delle aliquote locali. In tutto, le proposte del partito di Matteo Renzi sono in tutto 58 (la cui maggioranza riguarda i reati tributari).

Dal Pd 140 emendamenti, di cui nessuno sull’ex Ilva

Il Partito democratico, dal canto suo, ha presentato qualcosa come 200 emendamenti ma si è impegnato a scremare a circa 140 le proposte di modifica su cui concentrare l’esame. E comunque dai dem non è stato presentato alcun emendamento per reintrodurre lo scudo penale per ArcelorMittal nella realizzazione del piano per l’ex Ilva. Il Pd di recente si era però detto pronto ad attivarsi per la via parlamentare sul tema, possibilmente con una norma valida per tutti i casi e non ad hoc su Taranto.

Gualtieri: “Nazionalizzazione è solo un’illusione”

Sulla vertenza è tornato anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, secondo il quale “il governo deve mettere tutti gli strumenti necessari, tutti gli strumenti di cui dispone per una prospettiva di sviluppo che sia di mercato”. All’incontro “Metamorfosi” di Huffpost organizzato in collaborazione con il gruppo Gedi a Milano, Gualtieri ha rimarcato che il governo può “concorrere a soluzione di rilancio dell’ex Ilva secondo il piano industriale” originario, anche se magari “adottato alle circostanze”. Per la fabbrica “c’è futuro”. Invece l’idea di nazionalizzazione? “Una soluzione magica” che rappresenta solo una “illusione”, per Gualtieri.

Il dato politico è che gli emendamenti di Renzi sarebbero votati anche dalla Lega, mettendo i giallofucsia nella condizione (a partire dai 5 Stelle, contrari alla reintroduzione dello scudo) di assumere – in caso non votassero le misure – una posizione a dir poco impopolare. Per non parlare del “regalo” in termini di consenso che farebbero al Carroccio.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. […] Poi arrivarono i Riva e gli indiani di Arcelor Mittal. Il caos a cui stiamo assistendo potrebbe causare la perdita dell’1,5% del Pil legato all’acciaio, la distruzione di 10.700 posti di lavoro diretti e decine di migliaia indiretti. Come uscire da questa gabbia? Le risposte che vengono date un po’ da tutti i partiti sono alquanto balzane. C’è chi come Beppe Grillo auspica la trasformazione dello stabilimento pugliese il relativo indotto in una specie di museo. I renziani pensano di cavarsela rimettendo in piedi il cosiddetto scudo penale. […]

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