Milano, 24 giu – “Io credo che lo ius soli sia una norma di cui l’Italia non ha nessun bisogno”. Ha le idee chiare il direttore di Libero Pietro Senaldi. Il Primato Nazionale gli ha chiesto un’analisi del contesto italiano che si appresta a votare, dopo i ballottaggi di domenica, la legge che introdurrebbe lo ius soli. “Siamo un paese in fortissima crisi economica. Le rimesse degli italiani dall’estero sono tornate, rispetto ai livelli percentuali del pil, al 1878. Il che significa che siamo tornati a essere un paese di emigranti. Invece di rispondere a questo fenomeno con politica economica e fiscale che miri a creare le condizioni per cui gli italiani restino qui, una parte della politica italiana propone lo ius soli. Non abbiamo una politica del lavoro, non abbiamo una politica economica, non abbiamo una politica fiscale. Semplicemente pensiamo di sostituire gli italiani che se ne vanno con gli immigrati che vengono qui.

Anche lei quindi parla di sostituzione di popolo?
“Il nuovo assetto mondiale uscito dalla globalizzazione è che ci sono intere nazioni che vuoi per la guerra, vuoi per ragioni economiche, vuoi per entrambe le cose, sono alla canna del gas. Quindi queste popolazioni emigrano verso l’Europa o comunque dove c’è spazio. In Italia c’è spazio perché noi le accogliamo a differenza degli altri. L’economia italiana, poi, è particolarmente fragile perché l’Italia è l’unico Paese occidentale che non ha fatto le riforme. Noi viviamo ancora con i privilegi del boom economico, che però è finito da 40 anni. E non ce lo possiamo più permettere. Come le persone che vivono a lungo sopra le proprie possibilità siamo finiti in miseria. Ma siccome benché in miseria siamo ancora abbastanza qualificati, i migliori di noi se ne vanno all’estero.

Al loro posto arrivano gli immigrati
“Non cerchiamo di trattenere le forze valide che vanno all’estero, ma importiamo manodopera a basso costo. In questo modo quella fascia di italiani che ha aumentato la sua ricchezza avrà nuovi schiavi. Stiamo costruendo una società come quella del Sudafrica dove non ci sarà un apartheid legale ma economico, tra chi ha i soldi e chi non li ha. L’italiano medio ha due possibilità. O andarsene, cosa che stanno facendo le nuove generazioni. Oppure prendere parte a questa guerra tra i poveri e trasformarsi in un servo della gleba”.

E lo ius soli?
“Lo Ius soli è uno strumento che sotto i principi nobili dell’accoglienza e della solidarietà aiuta la proletarizzazione dell’italiano e un ritorno al Medioevo, o ai primi del secolo, con i signori e gli schiavi. Se gli italiani non si danno da fare presto diventeranno anche loro schiavi. Lo ius soli è uno strumento per scardinare quella società che faticosamente ci siamo costruiti e che è una conquista della libertà, della democrazia, del progresso. Se noi fossimo una società come la Norvegia, molto ricca e bisognosa di manodopera, potremmo contingentare le quote. E se ogni anno si avesse bisogno di 10/15 mila nuovi lavoratori, questi verrebbero selezionati e fatti vivere nel Paese, secondo le esigenze di chi ospita e non di chi arriva. Al quel punto, dopo 10 anni i figli di questa classe di immigrati selezionati, dopo un percorso di studi, allora va beh, vuoi negargli la cittadinanza?

C’è speranza che la legge non passi?
Secondo me si. Intanto adesso il voto è rimandato a dopo i ballottaggi. Lo ius soli era uno degli escamotage per far cadere il governo da parte di Renzi e del Pd. Ma tutti hanno capito che il governo non cadrà su questo provvedimento. Non avrebbe senso fare una legge impopolare, che la maggioranza degli italiani non vuole, senza avere la certezza di avere in mano il biglietto vincente della lotteria.

E quindi i ballottaggi di domenica influiranno sul voto della legge per lo ius soli?
In realtà penso sia stato più influente il passaggio di Alfano che ha detto “io voto lo ius soli”. A quel punto Renzi ha capito che il governo tiene su questo. Allora a questo punto il pallino sta in mano al Pd. C’è da scegliere se introdurre comunque lo ius soli e poi andare ad affrontare gli elettori, oppure fare finta di dimenticarsene di fronte ad altre priorità, tipo la manovra. In questo caso il PD farebbe la parte di quelli dello ius soli,senza averlo introdotto. E quindi prendersi tutti i vantaggi di essere quelli buoni senza pagare il dazio di aver fatto una legge che gli italiani non vogliono.

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