Roma, 8 set – Vladimir Putin infiamma gli animi su petrolio e gas, come riporta anche l’Ansa. E l’Ue reagisce come può, cioè sostanzialmente con le parole.

Putin sullo stop a petrolio e gas

È un Putin molto deciso quello che parla a Vladivistok, dove già aveva espresso considerazioni molto dure contro la sottomissione dei Paesi europei agli Stati Uniti. Un Putin che non le manda a dire neanche su petrolio e gas, dove il tema del “tetto ai prezzi” si sta facendo davvero centrale. Il presidente russo non fa sconti neanche in quel caso, e quasi solennemente promette: “Non consegneremo nulla se è contrario ai nostri interessi, in questo caso economici. Né gas, né petrolio, né carbone. Niente”. Questo in aggiunta alle già annunciate restrizioni sul grano, che il leader del Cremlino si era detto intenzionato a ridurre verso l’Europa. Chiunque aderisca al tetto-prezzi, insomma, avrebbe le forniture interrotte seduta stante.

La curiosa risposta della Von der Leyen

Sostanzialmente, la Russia sta iniziando ad applicare delle controsanzioni all’Europa. Perché, al di là di tutto, non c’è molto da girarci intorno, questa è la situazione. Ebbene, Ursula Von der Leyen si meraviglia – sempre a parole – delle controsanzioni russe e le chiama in altro modo, ovvero “minacce”. Intendiamoci, è certo che siano minacce. Ma pare quasi che il presidente della Commissione, la quale afferma che non valga “più la pena” di ascoltare Putin sul fronte dell’energia (perché Mosca non fa altro che “ricattare l’Ue”) basandosi sul taglio delle forniture, ritenga sufficiente un suo “basta” per fermare il leader del Cremlino. Infine l’aggiunta: “Ora come ora dobbiamo solo proteggerci, rinforzare la nostra posizione”. Come, non è ancora dato saperlo, dopo oltre sette mesi di guerra.

Alberto Celletti

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