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Roma, 31 dic – Finisce il 2017 e con esso una legislatura che probabilmente passerà alla storia per la qualità infima del personale politico, per il livello grottesco assunto dal dibattito pubblico e per l’ennesimo revival antifascista fuori tempo massimo.

Il 2018 vedrà a Marzo un appuntamento fondamentale, quello elettorale che dovrà eleggere entrambe le camere e quindi formare un nuovo governo. Sappiamo già che con questa legge elettorale è praticamente impossibile che si formi una maggioranza chiara e netta, quindi è molto probabile che gli scenari che si aprono siano tutti votati al “grande inciucio”.

Questo l’hanno detto in tanti, ed in molti sottolineano come con la scusa di fare una nuova legge elettorale probabilmente si tirerà a campare con l’ennesimo governo tecnico o simil-tale per altri cinque anni. Sempre in molti hanno sottolineato la convergenza sostanziale di Berlusconi con Renzi che, dispiace per Salvini, vanificherà ogni possibilità per un governo “sovranista” dato che il Silvione nazionale tradirà la coalizione alla prima occasione, magari nel nome della “responsabilità”.

Quello che a molti pare invece essere sfuggito è il ruolo decisivo che giocheranno i grillini. Seppur probabilmente ridimensionati dalla incredibile pochezza dei propri rappresentanti eletti negli ultimi anni, non c’è alcun dubbio che il movimento di Casaleggio rappresenta ancora agli occhi di una larga fetta dell’elettorato, in particolar modo giovanile, un voto contestatario ed anti-sistema, quantomeno come “meno peggio” rispetto al baraccone renziano.

Alcuni segnali però, come il fatto che anche nel Pd ed in Forza Italia il tema del reddito di cittadinanza (o analoghe mancette di Stato) sia di fatto sdoganato, ci fanno pensare che il prossimo esecutivo, magari presieduto da una qualche “figura di garanzia” come Grasso, vedrà la partecipazione entusiasta proprio del movimento 5 stelle, avendo come base esattamente il reddito di cittadinanza.

Un inciucio Forza Italia, Pd, 5 Stelle e magari qualche frattaglia di sinistra riciclata, dotato grazie ai grillini del consenso politico per fare quello che a tutt’ora nessuno aveva ancora osato: chiamare la Troika in Italia, nel nome dell’onestà, del rigore e della necessità di “fare i compiti a casa”. I segnali ci sono già tutti. Di fatto alcuni insider hanno già fatto notare come l’Italia sia ancora a rischio commissariamento, e che la prima volta l’abbiamo “scampata” (si fa per dire) grazie a Monti ed alle sue riforme deflattive. Del resto, l’idea dell’Italia commissariata come la Grecia di Tsipras è già stata lanciata dal veterano assoluto dei paraguru radical-chic, anzi, dal loro padre nobile ed ideologo in servizio permanente ed effettivo, quell’Eugenio Scalfari che ha invocato la Troika proprio per evitare la deflazione da essa stessa causata.

E per fare questo abbietto “lavoro sporco”, chi meglio di una setta di puritani forcaioli, che sono riusciti a convincere gli elettori del fatto che l’onestà sia un paradigma politico? I grillini con tutta probabilità si proporranno come i liquidatori della nazione ai voraci appetiti delle tecnocrazie straniere e senza nemmeno bisogno di essere in qualche modo cooptati nelle stanze del potere. Ci credono veramente loro al fatto che il problema del paese non sia il 30% di disoccupazione reale ma il fatto che “se so magnati tutto”.

L’anno che ci si prospetta sarà gravido di conseguenza per il Paese, non bisogna in nessun caso abbassare la guardia. A partire da quel 4 Marzo dove la possibilità di mandare in Parlamento una pattuglia sovranista sincera ed agguerrita esiste per la prima volta concretamente.

Matteo Rovatti

1 commento

  1. Hai ragione , il pericolo esiste ed è reale ,farci finire definitivamente nella fogne è un sogno cullato da molti politici burocrati nullafacenti ma……prima di ciò molti camerati o sovranisti ,chiamaci come preferisci, dovranno essere eliminati fisicamente nelle piazze o colpiti alla schiena proditoriamente…….i sudditi
    italioti schiavi e servi non avranno per sempre la pecorite cronica….