Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 30 mar – È ufficiale: domenica 10 giugno si vota per le elezioni amministrative, con eventuale ballottaggio il 24, due settimane dopo. Il decreto è stato firmato questa mattina il dal ministro degli Interni Marco Minniti.
Fanno eccezione i 19 comuni del Friuli Venezia Giulia che assieme al capoluogo Udine voteranno in un unico Election Day alle Regionali del Friuli il prossimo 29 aprile.
Altro dato interessante, in questa tornata elettorale si voterà per la prima volta in 17 nuovi comuni istituti nel 2018.
Nel dettaglio, si rinnova l’elezione diretta dei sindaci, dei consigli comunali e dei consigli circoscrizionali nelle regioni a statuto ordinario dei comuni di Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Massa, Messina, Pisa, Ragusa, Siena, Siracusa, Sondrio, Teramo, Terni, Trapani, Treviso, Udine, Vicenza e Viterbo. In generale la prossima tornata elettorale vedrà mal voto 762 comuni italiani, di cui 20 capoluoghi di provincia e uno di regione (Ancona nelle Marche).
Tra i più importanti confronti elettorali, anche per sondare le evoluzioni delle dinamiche politiche nazionali, sono certamente quelli di Brescia, Catania, Siracusa, Messina e Vicenza.
Certo, resta da capire per allora che tipo di governo sarà in carica, se uno di scopo per qualche mese di riforma o se addirittura si sarà già immersi in una nuova campagna elettorale per eventuali politiche ad inizio autunno – ipotesi questa che Matterella, in rispetto dei diktat Ue, cercherà di scongiurare fino alla fine. O magari ci sarà un governo politico, nato da alleanze dei 5 Stelle, a destra o a sinistra – come in questi giorni va affermando con ostentata sicurezza Di Maio.
Un sondaggio di Tecné di oggi mostra che se si tornasse al voto il 34,2% degli elettori sceglierebbe il Movimento 5 Stelle (in crescita, quindi, rispetto al 32,7). Il 19,2% darebbe il voto alla Lega di Salvini (in aumento dal 17,4% alle politiche) e il 19% al Pd (18,7%). Al quarto posto Forza Italia con il 13,6% (14% il 4 marzo). Poi Fratelli d’Italia con il 4,2% (4,3%). Crolla Leu: 2,5% oggi, 3,4% tre settimane fa.
Sul fronte delle intese, secondo Index Research, il 28,5% del campione sceglie un governo M5S-Lega, il 16,9% un governo di scopo appoggiato da tutti i partiti, l’11,2% un governo M5S-Pd e il 9,1% un esecutivo larghe-intese-standard tra centrodestra e centrosinistra. Ma attenzione, per il 12,1% è necessario tornare al voto al più presto.
Insomma, a condurre il gioco restano Lega e 5 Stelle, ma l’arbitro è Mattarella. Gli sviluppi post-consultazioni e la formazione del nuovo governo incideranno necessariamente sugli scenari delle amministrative di giugno, che saranno un banco di prova per i due vincitori delle politiche.
Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta