Roma, 24 set – Bruxelles ha di fatto messo a tacere l’esultanza ingiustificata del governo giallofucsia per l’accordo di Malta. “Lo descriverei come un documento concordato da qualche Stato membro che costituisce un punto di partenza. In questa fase non parliamo di un testo Ue“, ha dichiarato Natasha Bertaud, vice portavoce capo della Commissione europea, durante un incontro con la stampa nella capitale belga. Bertaud ha puntualizzato che l’accordo in questione, per essere considerato tale a livello comunitario, “prima bisogna che passi dal Consiglio Affari Interni, sapendo che vorremmo ugualmente che più Stati membri partecipino a un futuro meccanismo che serva a dare maggiore prevedibilità nelle situazioni di sbarco in seguito alle operazioni di ricerca e soccorso in mare”.

Altro che svolta

Come scritto ieri su questo giornale, l’accordo di Malta è evidentemente un bidone rifilato all’Italia con il beneplacito del governo italiano. Perché la gran parte degli sbarchi, circa il 90%, sono quelli cosiddetti autonomi, neppure presi in considerazione a La Valletta. Dunque in realtà sulle nostre coste continueranno ad arrivare migliaia di immigrati, su barconi e barchini, senza che poi vengano ricollocati in altri Stati Ue. Per certi versi la bozza di accordo di ieri, perché di semplice bozza non vincolante si tratta, rischia anzi di essere per i clandestini un ulteriore incentivo a partire dalla Libia. Oggi, come se non bastasse, è arrivata anche la precisazione dell’Unione Europea che di fatto ha frenato i facili entusiasmi dell’esecutivo giallofucsia.

“E’ molto positivo che alcuni Stati membri lavorino insieme per cercare di spingere per una soluzione, ma ovviamente deve essere aperta a tutti gli Stati Ue. Per questo ora le discussioni avranno luogo nel Consiglio Affari Interni”, ha detto ancora Natasha Bertaud. Secondo il vice portavoce capo della Commissione europea, inoltre, stiamo parlando di “un accordo che, quando ci sarà, sarà temporaneo”. Perché “soluzioni a lungo termine bisogna che siano trovate con la riforma del sistema di Dublino, che abbiamo già messo sul tavolo e speriamo che le discussioni siano rilanciate, perché è solo così che avremo soluzioni a lungo termine”. Siamo quindi a un nulla di fatto spacciato dal governo italiano per un grande passo in avanti sulla gestione dell’immigrazione.

Eugenio Palazzini

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