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Torino, 9 mag – L’esclusione della casa editrice Altaforte, vicina a CasaPound, dal Salone del libro di Torino può rappresentare un “deriva pericolosa“. E’ il commento a caldo della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, a margine degli stati generali dei commercialisti. “E’ una deriva che io considero francamente molto pericolosa – ha sottolineato l’ex ministro – mi pare che il presidente della regione Piemonte e il sindaco di Torino non abbiano molto di cui occuparsi se si occupano di questo; se si occupassero di più dei problemi dei torinesi sarebbe meglio”.

L’allarme contro la censura preventiva

Poi la leader di FdI pone in evidenza l’aspetto più preoccupante della vicenda: la censura preventiva. Secondo la Meloni, ” il passaggio successivo è capire quali libri possano essere stampati e quali meno: è un modello che non mi appartiene e che non rimpiango”. Già nei giorni scorsi la Meloni era intervenuta sulla vicenda. “Al Salone del libro di Torino va in scena una pericolosa deriva liberticida da parte della solita sinistra. Gente che evidentemente rimpiange le censure di epoca sovietica, vorrebbe arrogarsi il diritto di decidere chi possa esporre i propri libri e chi no, oggi con il pretesto del ‘pericolo fascista’, domani con chiunque non sia allineato con il pensiero unico. Per poi decidere quali libri si possono stampare e quali leggere. Nessun cedimento a chi vuole limitare la libertà degli italiani. Nessuna censura è tollerabile”, aveva scritto su Facebook.

Ludovica Colli

3 Commenti

  1. Fortuna che l’Italia sarebbe una nazione democratica ((????)))
    Noi puoi leggere quello che vuoi
    Sei obbligato per forza a votare anche una donna su tre voti,la quota rosa?? Al mondo ci sono tante donne che non si rispecchiano nelle.donne che si candidano e chi vuole votare è obbigato a votare una perché? ?? Io Mi salvo perché c’è la MELONI ,ma poi non possiamo.lamentarci delle.scimmie del Congo o.della. sinistrate alla.sboldrini. Comunque se non sei di sinistra sei forza fascista e razzista. E io ne sono fiero sono fascista,onore a zio Benito