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Roma, 25 set – Tra le reazioni scomposte della sinistra al Dl Salvini, accusato addirittura di resuscitare le leggi razziali, mancava in effetti quella dell’Anpi. Ora, però, anche i partigiani levano alta la loro voce nell’azzurro cielo dell’indignazione: «Altro che Italia più sicura – tuona l’Anpi in un comunicato ufficiale – così si accrescono paure e xenofobie e si incentivano comportamenti razzistici e discriminatori, come già da troppo tempo avviene, anche a causa della campagna di odio verso gli stranieri (ma solo quelli poveri) perseguita dal Ministro dell’Interno. Sconcerta in questo quadro la colpevole acquiescenza dei membri 5Stelle del Governo».
Il tristo lamento è stato intonato da Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi. «Il decreto anti-migranti approvato dal Consiglio dei Ministri – prosegue la “partigiana” – aumenterà il numero di clandestini perché limita enormemente il diritto di asilo; fa apparire il migrante come tale “diverso” e pericoloso riducendo così la gigantesca questione sociale dell’immigrazione ad un problema di ordine pubblico». La Nespolo – che è peraltro la prima presidente dell’Anpi a non essere stata una partigiana – lancia poi la sua personale sfida al senso del ridicolo: il Dl Salvini «introduce una sorta di apartheid giuridico per i richiedenti asilo i quali, se condannati in primo grado, si vedranno negare tale richiesta, mentre le leggi e la Costituzione sanciscono il principio di non colpevolezza finché la sentenza non è definitiva».
«Tutto il decreto – conclude la Nespolo – è ispirato all’idea del castigo e della punizione, mentre il tema più importante da affrontare oggi è l’integrazione dei migranti nella vita quotidiana della società italiana, unica vera strada per garantire la sicurezza di tutti». Forse qualcuno dovrebbe spiegare alla Nespolo e a tutti i vegliardi dell’Anpi che, nonostante i miliardi di contributi pubblici stanziati, i programmi per l’integrazione sono miseramente falliti. Mentre, al contrario, sono cresciuti i reati commessi da immigrati, specialmente da profughi o presunti tali. Ma evidentemente l’età avanza, la visibilità si riduce e l’unica cosa che aumenta è, di fatto, solo il rancore.
Elena Sempione

3 Commenti

  1. Fa piacere sentire questi arrugginiti articoli di un passato ignobile che ragliano al vento contro salvini…….. significa che ha ragione, poiché se la vicenda di Pamela,gli stupri,le ruberie e la latrina in cui viviamo non hanno insegnato nulla a questi comunisti codardi e vigliacchi fa proprio piacere sapere da che parte stiano……..sulla linea piddina comunistoide, ovvero meglio un negro oggi che un italiano bianco domani……… sarebbero partigiani di cosa…….di una feccia indegna ed analfabeta………sanno vincere solo col tradimento ed i proiettili alle spalle,con l’inganno e le menzogne…………comunisti senza onore e dignità. Sono una minoranza.

  2. la Nespolo è del 43 ed è stata la prima presidentessa Anpi a non aver fatto la guerra,quanti saranno i partigiani ancora vivi? una decia o forse poco più ,sarebbe anche ora di strappare gli artigli a questa associazione,bloccare i contributi pubblici ,bloccare eventuali privilegi e non riconoscerli più,poi vediamo se spaccano ancora le balle

  3. Le carampane dell’anpdi sanno dell’ “apartheid” ciò che ha sempre cantato il coro radical chic. I negri vivevano in un territorio a sé, vasto quanto, se non di più, quello dei bianchi, dive potevano costruire ed organizzare ciò che volevano. Come i bianchi. Ma l’unica cosa che hanno saputo produrre è stata la solita di sempre: deserto & degrado!… Ma la colpa, manco a dirlo, era dei bianchi, intenti a costruire ed a mandare avanti quotidianamente un sistema funzionante nel modo migliore possibile!… I negracci, senza la possibilità di predare e parassitare le società civili dei bianchi, possono arrivare a fare una sola cosa: la danza delle scimmie! Con buona pace del “partigianato” tutto.

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