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Roma, 17 ago – Il governo si spacca sulla revoca della concessione ad Autostrade. Mentre il vicepremier Luigi Di Maio spinge per la linea dura, la Lega cerca la mediazione. Anche perché, in caso di revoca, il contenzioso con Atlantia andrebbe per le lunghe. Con il rischio che alla fine il governo debba pagare una maxi-penale di 20 miliardi. Ieri Di Maio aveva dichiarato: “Confermo la revoca, le penali non andranno pagate”. Poi le prime crepe, con i dubbi espressi dal viceministro dei Trasporti e responsabile economico della Lega Edoardo Rixi, il quale ha ipotizzato un piano B: “Se Autostrade per l’Italia metterà in breve tempo a disposizione risorse per gli sfollati, per i familiari delle vittime e ricostruirà il ponte Morandi senza aspettare le indagini, noi decideremo se rescindere o meno il contratto di concessione“.
Dal canto suo, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, si è mostrato cauto, anche perché era stato informato dai suoi tecnici di come la questione non fosse così semplice. Sì, perché la revoca non può essere unilaterale, ci sono tempi da rispettare. Per non parlare dei costi da sostenere. “Il ministero che presiedo è subito in azione per stabilire le cause del dramma avvenuto a Genova. Abbiamo costituito una commissione ispettiva di esperti che faranno luce sull’accaduto e che sono già operativi. L’esito del loro lavoro, che dovrà arrivare entro un mese, entrerà nella procedura di un’eventuale revoca della concessione ad Autostrade“, spiega Toninelli. Il ministero chiede che il ponte venga ricostruito a carico del concessionario “in un contenuto periodo di tempo”. Il governatore della Liguria Giovanni Toti, invece, vuole il nuovo ponte addirittura entro il 2019.
Di Maio invece non molla la linea dura. Ieri sera a In onda su La7 ha confermato che “chi non vuole revocare le concessioni deve passare sul mio cadavere. C’è la volontà politica del governo”.
Ma la Lega non è d’accordo. Sempre ieri, il vicepremier Matteo Salvini ha spiegato che “da Autostrade puntiamo ad ottenere, nell’immediato, fondi e interventi a sostegno dei parenti delle vittime, dei feriti, dei seicento sfollati e della comunità di Genova tutta, anche in termini di esenzione dai pedaggi“. Ma, chiarisce il ministro dell’Interno, “di tutto il resto parleremo soltanto dopo”. Salvini annuncia quindi l’apertura di un dialogo con la società concessionaria del tratto di autostrada dov’è crollato il ponte Morandi: “Sentirò i vertici di Autostrade ma, per correttezza, dignità e generosità, mi aspetto un gesto concreto da subito. Io sono disponibile a chiamarli sin da oggi”. In serata, arrivando alla festa della Lega a Pontida, il leader della Lega ha assicurato che sulla revoca “c’è piena sintonia nel governo” ma mantiene la linea inaugurata in mattinata: “L’iter è partito, ma Genova non può aspettare, i feriti non possono aspettare. In attesa che gli avvocati e i giudici facciano il loro lavoro, stiamo facendo di tutto per ottenere da Autostrade tutto quello che è possibile per i parenti delle vittime, i feriti, gli sfollati, la città di Genova. Di concessioni, penali e cavilli parleremo dalla settimana prossima in avanti“.
Anche perché la decadenza della convenzione è possibile in caso di “grave inadempienza da parte del concessionario rispetto agli obblighi previsti”. Non è così facile, insomma. Poi, se la commissione ispettiva del governo dovesse davvero avviare la procedura, la società potrà fornire giustificazioni e fornire controdeduzioni. Se poi vengono respinte, il concessionario ha altro tempo per le controdeduzioni. In tutto, un tempo di almeno cinque mesi per una decisione che poi però può essere impugnata al Tar. E i cavilli legali sono in agguato.
La tragedia del ponte Morandi ha ricadute anche sul fronte Ue. La Commissione europea ieri da un lato ha sottolineato come la sicurezza delle strade dipenda dalla concessionaria. Dall’altro, ha risposto ufficiosamente alle polemiche sulle risorse per la sicurezza bloccate. Per l’Italia sono già stati stanziati 2,5 miliardi euro in fondi Ue per le infrastrutture oltre al piano da 8,5 miliardi di investimenti in Autostrade in cambio di una proroga della concessione dal 2038 al 2042. In caso di revoca della concessione, i fondi sarebbero a rischio.
Intanto, una commissione d’inchiesta del ministro delle Infrastrutture dei Trasporti sarà già da domani mattina a Genova per un sopralluogo sul luogo del disastro. Obiettivo: fare luce sulle cause del crollo della campata centrale del ponte Morandi. Il programma prevede un’indagine in quota, sulle parti del ponte rimaste in piedi, e sul fondo, sul greto del torrente Polcevera dove si sono abbattuti i blocchi di cemento armato. Dovrebbero essere presenti anche tecnici di Autostrade. E’ prevista poi una riunione presso il Provveditorato alle opere pubbliche di Liguria e Valle d’Aosta e forse la Procura genovese sara’ destinataria di un rapporto sull’esito del sopralluogo.
Sempre il Mit, tramite la direzione generale competente, ha inviato una comunicazione formale ad Autostrade per l’Italia chiedendo di far pervenire entro 15 giorni una dettagliata relazione in cui si documentino tutti gli adempimenti posti in essere per assicurare la funzionalità dell’infrastruttura in questione, e per prevenire ogni evento accidentale. Con la stessa comunicazione il ministero chiede inoltre ad Autostrade per l’Italia di “voler confermare sin d’ora l’impegno a ripristinare integralmente il viadotto di Polcevera con oneri esclusivamente a proprio carico, entro un contenuto periodo di tempo, che sarà indicato dal concedente sulla base di uno stato aggiornato della situazione. Si chiede inoltre di fornire assicurazione circa la copertura, a proprie cure e spese, di tutti gli oneri connessi all’integrale ripristino delle opere e aree danneggiate dall’evento”. Il ministero sottolinea infine che, “nel caso in cui le giustificazioni richieste fossero ritenute inadeguate o carenti”, la comunicazione di ieri “varrà come contestazione di inadempimento agli obblighi previsti dalla convenzione di concessione”. Ma soprattutto, il ministero “con la finalità di fare luce sull’accaduto e di verificare tutte le eventuali responsabilità”, ha avviato accertamenti “per valutare, sempre nel rispetto del contraddittorio con le parti interessate, se ci siano stati gravi inadempimenti contrattuali da parte del concessionario”.
Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. Accertamenti, contestazione, controdeduioni, provvedimenti,….ma tutto nei tempi tecnici strettamente necessari.
    Ovvio…..purché sempre col fiato sul collo a periti e magistrati.

  2. Salvini dice; Anche perché la decadenza della convenzione è possibile in caso di “grave inadempienza da parte del concessionario rispetto agli obblighi previsti”???? Ma la morte di 40 persone su un ponte che era noto ondulare da tempo non nè una GRAVE inadempienza?? Se Salvini continua su questa linea rischia di perdere molti voti rispetto a Di Maio, dato che gli italiani ora sono piu’ svegli e attenti nalle parole e ai fatti portati avanti da quelli a cui ora ha dato fiducia!

  3. Se avessi dovuto decidere io, il giorno dopo la tragedia avrei ricostituito l’IRI con decreto e il giorno dopo ancora avrei con decreto nazionalizzato Autostrade spa conferendone la maggioranza delle azioni alla nuova IRI… e poi via di seguito con tutti gli altri servizi vitali per lo stato… sarebbe stato un modo per cominciare la rinascita della nazione da una immane tragedia…

  4. Se pensiamo al Giappone dove un ministro ha pagato per aver parlato troppo senza causare morti….
    Qui ci sono dei morti e come al solito siamo al fuggi fuggi generale….ci dovrebbe essere stato un intervento a prescindere anche delle parti private e ricostruire immediatamente in nome del Popolo Italiano, punto.
    Invece come al solito parlano di soldi e di responsabilità,cose che ai cadaveri e alle persone colpite non interessa niente, uni schifo.

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