Roma, 27 set – Dopo lo show dell’ultimo mese, Carlo Calenda ora si improvvisa Mago Otelma. E vede, prevede e stravede, per citare una commedia popolare italiana degli anni Ottanta.

Calenda come Otelma: sa già quanto durerà il prossimo governo

Mago Calenda, insomma, prende il posto di Otelma. E sciorina capacità di preveggenza che nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare. Così, dopo la delusione per il Draghi bis inseguito ogni santo giorno da agosto ad oggi, si esprime sul futuro del nuovo esecutivo. Secondo quanto riportato da Adnkronos, per il leader di Azione il nuovo governo durerà sei mesi o poco più: “Lo dico sulla base delle divisioni che li contraddistinguono, in campagna elettorale non ho visto una nota di compattezza”, sottolinea ancora. Del resto, Calenda aveva già sostenuto in passato la natura “semestrale” di un ipotetico governo Meloni, asserendo che l’esecutivo si sarebbe “schiantato in sei mesi” e sempre per le note “contraddizioni interne” della coalizione, come riportò a suo tempo l’Huffington Post.

“Pd e M5s torneranno insieme”

Le considerazioni di Calenda, poi, si  estendono al voto: “Se prendete i voti generali, abbiamo un paese che al 70% ha votato partiti che non hanno votato per niente o parzialmente la fiducia a Draghi, che hanno preso posizione contro le infrastrutture, questo è un dato importante. Il Paese ha consapevolmente scelto di andare avanti sulla strada del populismo: c’è un paradosso pero’ perché il 50% degli italiani ha detto di apprezzare Draghi, poi pero’ si votano i politici che sono l’opposto. In democrazia l’elettore è il re ma riteniamo che questa democrazia che porta i cittadini a votare, con una democrazia da ‘grande fratello’, chi promette di più e urla di più rappresenti un rischio mortale. La nostra battaglia sarà contro questo modo di fare politica, sarà una strada lunga ma che è necessario fare”. Poi l’ultima “profezia”, onestamente più facile da prevedere: “Pensiamo che il rapporto che si riaprirà sarà tra Pd e i 5Stelle come ha detto lo Bonaccini”.

Alberto Celletti

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1 commento

  1. Io sfido tutti gli Italiani, compresi quelli ricoverati negli istituti psichiatrici e senza limite alcuno alla capacità d’intendere e di volere, ad esprimere una affermazione più demenziale di quella che ha espresso questo tizio, e mi chiedo con quale coraggio quei pochi hanno apposto la croce sul suo simbolo.

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