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Roma, 28 mar. – Virginia Raggi inciampa sulle firme. Protagoniste, ancora una volta, Le Iene, che dopo l’inchiesta sulle firme false del M5S a Palermo e Bologna, fanno esplodere il caso anche nella Capitale. È ancora Filippo Roma a smascherare la presunta “firmopoli”. Chissà se è vero. Certo, taroccare le firme è cosa che “non si fa”. Anche se non possiamo fare a meno di notare come gli attacchi mediatici all’amministrazione capitolina siano sempre più frequenti e spesso anche sempre più pretestuosi: dalla presunta cena “scroccata” in un noto ristorante della capitale all’intero staff imbucato alla cena di gala per i 60 anni del Trattato di Roma.

Va altresì notato che Il Messaggero, giornale legato al gruppo Caltagirone, mostra una sospetta vitalità sull’argomento. Intendiamoci: il bilancio della giunta Raggi è vergognoso. Non siamo neanche sicuri che l’abbia finalmente completata, la giunta, data la difficoltà di questi dilettanti allo sbaraglio persino nell’iniziare ad amministrare. Figuriamoci nell’atto di governare vero e proprio. Ciò non vuol dire che non si debbano riconoscere gli agguati un po’ gratuiti. Lo stesso vale per la questione firme, un ambito in cui regna il caos e l’illegalità quasi generalizzata, grazie anche a norme astruse e incomprensibili. Voler mettere all’angolo il M5S, che ha vinto le elezioni con il 70% dei voti, per la questione delle firme significa non rinunciare al vecchio vizio della scorciatoia giudiziaria. Un po’ come è stato fatto con Berlusconi.

I grillini vanno battuti, certo, ma politicamente, non perché non hanno pagato una cena. Che facciamo, quindi, stavolta li difendiamo dagli attacchi concentrici? Purtroppo è impossibile. Perché la tentazione di vedere in quest’ultimo scandalo un’idea di contrappasso è davvero troppo forte. Tanto più che l’ultimo scandalo viene dalle Iene. Ovvero la traduzione mediatica del qualunquismo forcaiolo, becero, legalistico che i grillini stessi applicano a volontà in politica. Non ci si può lamentare della gogna quando la si è eletta a unica norma etica possibile. Avessero sollevato la questione firme per qualsiasi altro politico, i grillini sarebbero stati in piazza ad agitare cappi e manette, urlando al loro feticcio “onestà”. Si meritano quindi Le Iene, il Gabibbo e Report, si meritano tutti i processi mediatici di questo mondo. Ad una condizione: che non crediamo di chiudere la partita con loro in questo modo. La sfida posta dal M5S è tutta politica. E dobbiamo ancora iniziare a vincerla.

Adriano Scianca

1 commento

  1. “La sfida posta dal M5S è tutta politica”? Spesso condivido quello che scrivi, ma stavolta fatico davvero a seguirti…

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