Roma, 28 gen – Fallisce la conta nel centrodestra: alla quinta votazione per il Quirinale, la candidata Elisabetta Casellati si ferma a 382 voti, mancano all’appello circa 60 grandi elettori dello schieramento. Ieri infatti gli astenuti sono stati 441. Sulla carta però i franchi tiratori sono 71. Altro che nome attrattivo fuori dallo schieramento, dunque: la presidente del Senato non viene votata neanche da tutto il centrodestra.

Quirinale, Casellati si ferma a 382 voti: nel centrodestra 60 franchi tiratori

Niente da fare per la Casellati, e questo si sapeva. Ma il centrodestra sperava di raggiungere almeno quota 400 – per riproporla nel pomeriggio – invece ci sono stati circa 60 franchi tiratori, segno che la coalizione non è compatta. Improbabile a questo punto che il nome della seconda carica dello Stato venga ripresentato dal centrodestra alla prossima votazione. In ogni caso si tratta della quinta fumata nera. La prossima votazione, la sesta, sarà oggi alle 17.

Tra gli altri nomi votati, si registrano 46 preferenze per Sergio Mattarella e 38 per Nino Di Matteo. In area centrodestra voti sono andati anche a Berlusconi, Tajani nonché uno a Crosetto e uno a Giorgetti. Nel centrosinistra, come annunciato, sono 406 gli astenuti. Nel Misto e tra gli ex 5 Stelle niente voti per la Casellati.

Ora per il centrodestra le cose si complicano

Italia Viva a spoglio ancora in corso parla già di flop dell’operazione promossa dal centrodestra: “Il fallimento del tentativo di Elisabetta Casellati impone di chiudere subito su un nome diverso”, dice Ettore Rosato. A questo punto occhi puntati sul centrodestra, ma ora per la coalizione le cose si complicano. E non poco. Salvini poco prima del voto ha detto che la Casellati è la migliore scelta dopo Mattarella. E pure Berlusconi ha lanciato un appello per far votare la presidente del Senato. Ora dunque il centrodestra proporrà il bis dell’attuale capo dello Stato? Se così fosse, metterebbe d’accordo tutti. L’alternativa (che piace solo al Pd) si chiama Mario Draghi.

Prima dello spoglio è scoppiata la polemica. Nonostante la richiesta del Pd di non presiedere lo scrutinio delle schede, la presidente del Senato è rimasta seduta al suo posto, accanto al presidente della Camera, Roberto Fico. Secondo i dem, infatti, la sua presenza è del tutto “inopportuna” dal momento che Matteo Salvini in mattinata ha lanciato ufficialmente la sua candidatura al Quirinale.

Il centrosinistra farà un nome?

Al di là delle formalità, si registra che il centrosinistra finora ha soltanto detto no ai candidati del centrodestra, senza fare nomi. Ora che è sfumata l’operazione Casellati, Pd-M5S-LeU faranno un nome? Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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