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Roma, 25 gen – Sono ancora 1,2 milioni i lavoratori in attesa della cassa integrazione, con l’opposizione che va all’attacco e chiede le dimissioni di Pasquale Tridico. Allo stato attuale, sarebbero quasi 200 mila le pratiche in giacenza, di cui un terzo molto vecchie, addirittura di marzo scorso. Sono i numeri Inps alla fine di novembre. Per non parlare di dicembre, con  cui si arriverebbe a 365 mila pratiche per 2 milioni di lavoratori. A diffondere i numeri sui ritardi della Cig è Repubblica, che dà un aggiornamento sulla cassa Covid, inserita dal governo giallofucsia nel Cura Italia del 17 marzo 2020.

Cassa integrazione: al 30 novembre ancora 200 mila pratiche da lavorare

A rivelare i ritardi dei pagamenti è una tabella inserita nella delibera del 29 dicembre scorso con cui il Civ-Consiglio di indirizzo e vigilanza – che rappresenta sindacati e imprese – approva il bilancio preventivo 2021. Ebbene, al 30 novembre c’erano quasi 200 mila pratiche ancora da lavorare (198.941) per 1,2 milioni di lavoratori. Il 68% di queste pratiche inevase è recente, arrivato in novembre. Ma un terzo si riferisce ai mesi passati. Ben 338 addirittura di marzo, poi di 5.338 di aprile, 12.188 di maggio, 5.748 di giugno, 13.490 di luglio, 5.449 di agosto, 7.148 di settembre, 13.888 di ottobre.

Civ-Inps lancia l’allarme: “15,7 miliardi di buco con il Covid”

Il ritardo Inps è inspiegabile e riguarda appunto in totale 1,2 milioni di lavoratori in attesa. Un calcolo forse anche sottostimato, ma che risulta con i moltiplicatori usati dall’Inps per le tre categorie di Cig. I sindacati dovevano discutere della situazione con il ministro del Lavoro, la grillina Nunzia Catalfo. Ma non a caso l’incontro è stato rinviato. Come se non bastasse, poi, il Civ lancia l’allarme sul dopo-pandemia. Dei 20 miliardi di disavanzo nelle casse dell’Inps “ben 15,7 miliardi sono un buco creato dalla Cig Covid, una misura straordinaria introdotta dal governo quando ha chiuso il Paese. E che però è stata anticipata da Inps attingendo ai suoi fondi. Se non viene ripianato, quando si tornerà all’ordinario l’Inps rischia di non avere le risorse“, avverte il presidente del Civ, Guglielmo Loy.

Forza Italia all’attacco: “Autentica vergogna di Stato. Tridico deve dimettersi”

“Il fatto che un milione e 200 mila lavoratori siano ancora in attesa della cassa integrazione, e che alcuni non l’abbiano mai ricevuta, è un’autentica vergogna di Stato“. E’ l’attacco della presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini. “Il premier in queste ore fa sapere di non trovare un motivo valido per l’apertura formale della crisi, perché i cittadini non la capirebbero. Ebbene, lo chieda a questi cittadini senza lavoro e senza Cig. Un governo che a fronte di scostamenti di bilancio senza precedenti non riesce a garantire i sussidi basilari e non risarcisce adeguatamente neppure le imprese significa che ha totalmente fallito la sua missione“, punta il dito la Bernini. Le fa eco Mariastella Gelmini: “Una situazione indecente. Tridico dovrebbe dare immediate spiegazioni e dimettersi un secondo dopo“, scrive su Twitter la capogruppo di Forza Italia alla Camera.

FdI: “Clamoroso fallimento maTridico non chiede scusa e non si schioda dalla poltrona”

“Oltre un milione di lavoratori ancora in attesa della cassa integrazione e 200 mila pratiche in giacenza. Numeri terrificanti e destinati a crescere considerando anche le domande riferite al mese di dicembre”, fa presente il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida. “Nonostante il clamoroso fallimento, Tridico resta alla guida dell’Inps. Troppe le persone che attendono la cassa Covid, dopo la chiusura dell’Italia per fronteggiare la pandemia, ma lui non accenna a chiedere scusa e non si schioda dalla poltrona. Dopo il disastro informatico del sito Inps, dopo il caos sul bonus delle Partite Iva, ancora gravissime inadempienze: tutto questo è vergognoso e inaccettabile”, conclude l’esponente di FdI.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Fuori i dati numerici ed i bilanci dei resti di questa diligenza dopo il saccheggio di cani e porci. E’ da decenni che aumenta lo stato di imprevidenza nel viaggio di questa diligenza sempre con meno scorta… Non è certo solo un segno dei tempi, come vogliono farci intendere.

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