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Roma, 7 gen – In perfetto stile Orlando e compagni, anche il sindaco di Cerveteri fa il “disobbediente” ed espone la bandiera della pace accanto al Tricolore, contravvenendo alle disposizioni della Prefettura.

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Un modo come un altro per attaccare il governo Lega-M5S e il ministro dell’Interno Matteo Salvini, insomma. Come i sindaci rossi contro il dl Sicurezza. Come i governatori di Piemonte e Toscana, anche loro pronti a fare ricorso alla Consulta contro la legge voluta dal leader della Lega.
Un modo per avere visibilità e per potersi fregiare di quel buonismo che tutto e tutti accoglie, tanto in voga in chiave anti-governativa.

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Tutto è nato con la richiesta più che legittima di CasaPound Ladispoli e Cerveteri di rimuovere la bandiera della pace dalla facciata del comune della cittadina laziale a 50 km da Roma.

“Niente e nessuno può impedire al Comune di Cerveteri, come pure ad altri Comuni, la possibilità di esporre la bandiera della pace ma dovrà farlo issandola in posizione distante e ben separata dalle bandiere istituzionali”. In altre parole, “non è consentito affiancare” al Tricolore, alla bandiera dell’Unione europea e agli altri simboli istituzionali “ulteriori vessilli che non siano espressione di enti o amministrazioni pubbliche”.

Così si è pronunciata la Prefettura di Roma in merito all’esposizione della bandiera arcobaleno tanto voluta dal sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci (Italia in Comune, il partito dei sindaci anti-Salvini, per intenderci), in carica dal 2012.

CasaPound aveva richiesto la rimozione di “qualsivoglia bandiera non istituzionale dal fianco del Tricolore e delle altre previste dalla legge”, come spiega il responsabile locale Francesco Rossetti. Poi aveva ha inoltrato un esposto in materia alla Prefettura di Roma. E il 28 dicembre il vice prefetto vicario di Roma, Enza Caporale, ha dato ragione alla Tartaruga frecciata.

A quel punto Pascucci ha scatenato la polemica: “La bandiera della pace non è un simbolo politico ma rappresenta l’adesione della nostra città ai valori della pace e della fratellanza che sono scritti nella Costituzione. Sorprende che la Prefettura risponda in modo così celere a CasaPound su una vicenda francamente priva di senso, mentre da cinque mesi omette di rispondere al sottoscritto, in qualità di consigliere della Città Metropolitana, sulla vicenda a tutti nota della sede del loro partito a Roma, occupata da oltre 15 anni”.

Il sindaco di Cerveteri rincara la dose sfoderando per l’occasione tutto l’antifascismo del caso: “Mi chiedo come mai il ministro Salvini, il prefetto di Roma e la sindaca Raggi, così sensibili alla legalità e agli sgomberi, riescano a trovare il tempo per occuparsi di una bandiera della pace e non di un partito che inneggia al fascismo occupando una sede del demanio pubblico”.

In soldoni però Pascucci non sta rispettando la legge. E a quanto pare ne fa motivo di vanto: “Il segretario della Lega dice che ne risponderemo legalmente? Ho già fatto altri atti di disobbedienza civile e ne ho sempre risposto. Ho giurato sulla Costituzione, non sullo statuto della Lega o su quel vergognoso contratto di governo“.

Anche Pascucci nel suo piccolo sgomita per avere i suoi 15 minuti di celebrità, alla faccia dei reali bisogni dei cittadini che dovrebbe amministrare. Aggrapparsi in questo modo alla bandiera dei gay, peraltro, è un atto divisivo – la maggioranza è etero – che da parte delle istituzioni non deve in alcun modo e caso verificarsi.

Ecco perché CasaPound annuncia una manifestazione per sabato a Cerveteri. “Il sindaco non vuole rimuovere la bandiera arcobaleno? Ci penseremo noi“, annuncia Mauro Antonini, responsabile del Lazio.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. Tommaso, il saputello, vorrà citare l’articolo di legge relativo.
    Ma rispondendo ad Alessandra, le centinaia di case occupate illegalmente dai centri (A)sociali e le migliaia occupate dai loro amici africani sono un diritto divino?
    Inoltre la bandiera della pace è in realtà la bandiera dei bisogni, e non ha nessun diritto di essere esposta in un edificio Pubblico.

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