Roma, 19 nov – Ci risiamo: l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini si ritrova nuovamente iscritto nel registro degli indagati della procura di Agrigento. In un procedimento-fotocopia di quello della nave Diciotti, le accuse che gli hanno mosso contro sono sequestro di persona e omissione di atti di ufficio. Stavolta la magistratura gli imputa di aver bloccato per 19 giorni nel porto di Lampedusa i 164 clandestini a bordo della nave Ong Open Arms, non appena il Tar del Lazio aveva annullato il divieto di ingresso in acque territoriali italiane firmato dal governo. Il caso risale allo scorso agosto, poco prima che il leader della Lega innescasse la crisi dell’esecutivo gialloverde. Adesso il procuratore capo Franco Lo Voi ha dieci giorni per decidere se confermare o meno le ipotesi di reato, riformularle oppure chiederne l’archiviazione. Lo scorso marzo per un caso analogo, quello scoppiato nell’agosto del 2018 quando era stata bloccata la nave della Guardia costiera italiana Diciotti dopo che questa aveva soccorso 190 immigrati al largo dell’isola di Malta, il Parlamento aveva negato agli stessi pm di Agrigento l’autorizzazione a procedere nei confronti del leader del Carroccio. Chissà se stavolta – ora che la maggioranza è quella dei giallofucsia – l’Aula farà lo stesso.

Salvini: “Altra indagine? Per me è una medaglia”

Altra indagine, altro processo per aver difeso i confini, la sicurezza, l’onore dell’Italia? Per me è una medaglia! Rifarei e rifarò tutto”, è il commento a caldo di Salvini. A quanto pare, il materiale probatorio a carico dell’ex ministro dell’Interno che, lo ricordiamo, in virtù della linea porti chiusi diede disposizioni all’intera catena di comando del Viminale di negare l’approdo alla Open Arms, è considerevole. Non c’è solo l’esito dell’ispezione sanitaria guidata dal “solito” Patronaggio a testimoniare l’omissione di quegli atti d’ufficio che il Viminale avrebbe dovuto adottare. C’è anche il decreto cautelare d’urgenza del presidente di sezione del Tar del Lazio che, alla vigilia di Ferragosto, aveva accolto il ricorso della Ong spagnola annullando il provvedimento di divieto di ingresso in acque territoriali italiane (spiccato in virtù del decreto Sicurezza bis). Divieto di ingresso illegittimo – fu invece la valutazione del Tar accolta poi anche nell’inchiesta penale – perché “in violazione delle norme del diritto internazionale del mare in materia di soccorso“, che prescrivono l’obbligo di soccorrere e portare immediatamente i migranti nel porto sicuro più vicino.

Insomma, al di là dei cavilli, il dato politico è che ora i giallofucsia potrebbero dare l’autorizzazione a procedere. Una rogna per il leader dell’opposizione in piena campagna elettorale. Quando si dice giustizia ad orologeria…

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. In galera debbono finire i ladroni gli spacciatori gli assassini i terroristi rossi e neri. INdagare uno come SALVINI che ha fatto solo del bene all’italia e’ uno schifo!!!!

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