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Roma, 24 set – Il governo giallofucisa ha un problema: le commissioni. Oggi, per nulla inaspettatamente, è saltata ad esempio la seduta della prima Commissione del Senato: quella degli Affari Costituzionali. Come noto la Lega è ancora alla guida delle principali commissioni parlamentari, avendo scelto saggiamente di non abbandonarle una volta formatasi la nuova maggioranza. Una sorta di cavallo di troia da utilizzare contro l’esecutivo ormai tricefalo, guidato cioè da Pd, M5S e Italia Viva di Renzi.



Dal campo leghista nelle scorse settimane erano già circolate numerose voci che andavano tutte nella stessa direzione: per questo governo sarà dura avere mano libera se noi “controlliamo” le commissioni. Oggi si è capito meglio perché, ovvero quanto siano importanti questi organi collegali che rappresentano il centro dell’attività legislativa. Ad essi vengono infatti assegnati i disegni di legge prima che passino al vaglio del Parlamento. Inutile dire quindi che le commissioni possono rallentare, e non poco, il percorso che porta all’approvazione definitiva delle leggi.

L’esultanza di Calderoli

Nel caso specifico odierno, in commissione Affari Costituzionali guarda caso è mancato per due volte consecutive il numero legale, necessario ad esprimere un parere su un atto del governo. Il presidente leghista, Stefano Borghesi, ha così rinviato a domani la seduta. La Lega può così esultare per aver messo i primi bastoni tra le ruote dell’esecutivo. “Da adesso i signori della maggioranza di Palazzo impareranno cosa significa avere un movimento come la Lega che fa opposizione! Glielo avevo premesso. E questo è solo l’inizio! Per ora Lega-maggioranza 1-0″. Così un euforico Roberto Calderoli, vicepresidente della Lega al Senato, ha commentato quanto accaduto.

Eugenio Palazzini

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