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Roma, 5 giu – “Le forze politiche che integrano la maggioranza di governo sono state accusate di essere ‘populiste‘ e ‘anti-sistema‘. Se ‘populismo’ è l’attitudine della classe dirigente ad ascoltare i bisogni della gente – prendo spunto da riflessioni di Dostoevskij tratte dalle pagine di Puskin –, se ‘anti-sistema’ significa mirare a introdurre un nuovo sistema, che rimuova vecchi privilegi e incrostazioni di potere, ebbene queste forze politiche meritano entrambe queste qualificazioni“. E’ in queste poche, potenti parole pronunciate dal premier Giuseppe Conte per la prima volta in Senato il cuore di quel cambiamento che il governo giallo-verde vuole mettere in atto. Orgogliosamente populisti, Lega e M5S, non cambieranno le cose soltanto nelle parole e nello stile – assicura Conte nel suo discorso sulla fiducia al governo – i tre pilastri dell’azione dell’esecutivo giallo-verde infatti saranno “ascolto, esecuzione, controllo”.
Che cosa vuole cambiare, il governo? La sua prima preoccupazione saranno “i diritti sociali, che nel corso degli ultimi anni sono stati progressivamente smantellati con i risultati che conosciamo: milioni di poveri, milioni di disoccupati, milioni di sofferenti. E’ ora di dire che i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario, affinché nessuno venga più sfruttato, che hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati, che hanno diritto a una pensione dignitosa, che hanno diritto a pagare in maniera semplice tasse eque”.
“C’è di nuovo che il debito pubblico lo vogliamo ridurre, ma vogliamo farlo con la crescita della nostra ricchezza, non con le misure di austerità che, negli ultimi anni, hanno contribuito a farlo lievitare”, aggiunge Conte.
“Il cambiamento è in una giustizia rapida ed efficiente e dalla parte dei cittadini, con nuovi strumenti come la class action, l’equo indennizzo per le vittime di reati violenti, il potenziamento della legittima difesa”, prosegue.
Poi un passaggio chiave, accolto da un lungo e sentito applauso dell’Aula. “Cambia che metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà“.
Sul fronte dell’immigrazione, la ricetta del governo è questa: “superamento del Regolamento di Dublino al fine di ottenere l’effettivo rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità e realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo”. Confermata la lotta dura ai clandestini. Conte evidenzia che il governo non solo combatterà “con severa determinazione le forme più odiose di sfruttamento legate al traffico di esseri umani, perpetrate da scafisti privi di scrupoli“, ma anche ottimizzerà “il sistema dell’accoglienza, assicurando trasparenza sull’utilizzo dei fondi pubblici ed eliminando ogni forma di infiltrazione della criminalità organizzata.
Per quanto riguarda i rimpatri, il premier sottolinea che laddove non ci saranno i presupposti di legge per la permanenza degli immigrati, “ci adopereremo al fine di rendere effettive le procedure di rimpatrio e ci adopereremo affinché anche in sede europea tutti i Paesi terzi che vorranno stringere accordi di cooperazione con un Paese membro dell’Unione acceda alla sottoscrizione di accordi bilaterali di gestione dei flussi migratori”.
Il Sistema-Italia sarà “bonificato”, assicura poi Conte. “Cambia che combatteremo la corruzione – incalza il premier – con metodi innovativi come il “daspo” ai corrotti e con l’introduzione dell’agente sotto copertura. Cambia che vogliamo un Paese a misura dei cittadini diversamente abili – e sono alcuni milioni – che troppo spesso si ritrovano abbandonati a se stessi e alle loro famiglie. Cambia che vogliamo rescindere il legame tra politica e sanità, per rendere quest’ultima finalmente efficiente su tutto il territorio nazionale. Cambia che aumenteremo fondi, mezzi e dotazioni per garantire la sicurezza in ogni città. Cambia che presteremo adeguata attenzione alle famiglie, specialmente quelle in difficoltà”. Sul fronte sicurezza, il presidente del Consiglio anticipa che verrà potenziata la legittima difesa.
Il premier poi sottolinea di aver “richiamato solo alcune parti del contratto, ma se anche realizzassimo solo le innovazioni che ho appena enunciato, i cittadini percepirebbero immediatamente che il vento nuovo non ha soffiato invano.
Percepirebbero che il vento del cambiamento sta soffiando dappertutto: nelle grandi città e nei piccoli comuni. Percepirebbero che la loro qualità della vita è migliorata e si sentirebbero anche più uniti e orgogliosi di vivere in questo nostro bellissimo Paese. Questo è in definitiva il nostro obiettivo”.
Conte, che si è definito ancora “l’avvocato che tutelerà gli interessi del popolo italiano”, ha parlato di senso di responsabilità e onore con cui assume il suo incarico, con umiltà – ha aggiunto – ma anche con determinazione: “Non sono mosso da null’altro che da spirito di servizio”.
Sul fronte della politica estera, il premier si è rivolto all’Ue, sottolineando che “l’eliminazione del divario di crescita tra l’Italia e l’Unione Europea è un nostro obiettivo, che dovrà essere perseguito in un quadro di stabilità finanziaria e di fiducia dei mercati”.
“L’Europa è la nostra casa – assicura Conte – . Quale Paese fondatore abbiamo il pieno titolo di rivendicare un’Europa più forte e anche più equa, nella quale l’Unione economica e monetaria sia orientata a tutelare i bisogni dei cittadini, per bilanciare più efficacemente i princìpi di responsabilità e di solidarietà”.
Non è mancato infine un passaggio chiave, sempre rivolto a Bruxelles: “Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa”.
Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. Ha parlato…finalmente…anche di Patria….smascherando l’ipocrisia di chi spesso definisce Paese la nostra amata Italia….ricordando che il 02 Giugno lui e tutte le massime cariche dello stato hanno calcato i gradini dell’altare della Patria…e non dell’altare del Paese….e scusate se e’ poco !!!