Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 8 giu – Matteo Renzi è in forte pressing sul governo giallofucsia per far accedere l’Italia al Mes, la trappola Ue dei soldi in prestito per le spese sanitarie legate all’emergenza coronavirus. Da giorni il leader di Italia Viva spinge affinché il premier Giuseppe Conte dica sì al Meccanismo europeo di stabilità. “Dire no al Mes può farlo solo chi i soldi ce li ha già. Io lo dico a tutti da una vita, non ho alcuna responsabilità per dirlo a Di Maio o a Conte. Scommetto che il presidente del Consiglio e il governo faranno affidamento anche sul Mes“. Così Renzi intervenendo ad Agorà, su Rai3. L’ex premier pure ieri, a Non è l’Arena su La7, si è detto certo che anche il Movimento 5 Stelle accetterà il Mes e ha espresso apprezzamento per Berlusconi che da tempo sostiene che l’Italia debba dire sì al Fondo salva Stati Ue. “Salvini, Meloni e Di Battista li lasciamo tutti insieme a gridare alla luna contro il Mes“, ha detto da Giletti. “L’Ue? Io do un giudizio molto positivo – ha proseguito Renzi -. Ma ha ragione chi dice che non possiamo mettere questi soldi in redditi di cittadinanza o di emergenza. Diamoli alle aziende, rimettiamo in moto il Paese”.

“Regionali? Correremo con il Pd ma non in Puglia, perché c’è Emiliano”

Visto che c’era, stamattina in tv il leader di Iv ha sfruttato il fatto di essere determinante al Senato per la tenuta della maggioranza (senza la sua pattuglia di 17 senatori Conte andrebbe sotto) per parlare di un po’ di tutto, sempre con il ton di uno che tiene banco. Sul fronte delle regionali anticipa: “Credo che in Toscana, Campania e nelle Marche Italia Viva correrà con il Pd. In Veneto e Liguria stanno discutendo. In Puglia no perché c’è Emiliano ed Emiliano è il simbolo di un Pd che non è il nostro Pd”, avverte ad Agorà.

“Lista Conte? Si voterà nel 2023, non siamo in una sondaggiocrazia”

Poi ne ha anche per Conte nel caso si facesse un partito tutto suo: “I sondaggi sono sempre interessanti ma si voterà nel 2023, aspetterei i dati delle elezioni, quelle regionali che credo saranno a fine settembre e quelle nazionali che saranno nel 2023. E a chi dice di andare votare subito ricordo che la democrazia non è la sondaggiocrazia“, commenta Renzi a proposito dei sondaggi che danno una eventuale lista Conte al 14 per cento.

“Le regole si scrivono anche con Salvini e Meloni”

Circa un eventuale dialogo con l’opposizione, il leader di Iv pone l’accento sulle differenti posizioni all’interno del centrodestra: “Le regole si scrivono anche con Salvini e Meloni? Sì. Oggi dobbiamo cercare di aprire alle opposizioni, che sono un po’ diverse. Berlusconi sul Mes dice alcune cose, Salvini e Meloni delle altre“, fa presente. “Berlusconi come Renzi? Questa equiparazione me l’hanno fatta in tanti, ma Berlusconi ha votato la fiducia a Monti, a me non l’ha mai votata”. Poi fa un altro distinguo, puntando il dito contro Salvini: “Uno gioca con le regole che ha. Se abbiamo la democrazia parlamentare è giusto che i parlamentari facciano il loro lavoro: mesi fa Salvini chiedeva pieni poteri e io mi sono detto che quella cosa andava fermata. Nell’ambito delle regole del Parlamento abbiamo fermato Salvini. Se oggi ci fosse un mandato per cui in base al mandato degli italiani governi per quattro o cinque anni per me sarebbe meglio”.

“Stati generali? Ci aiutino ad avere più visione strategica e meno sussidi”

Infine l’ex premier affronta la crisi scatenata dal lockdown: “Abbiamo una questione enorme che è la questione occupazionale, la questione economica. Il punto fondamentale è: come si fa a ripartire? Che tipo di lavori ci saranno domani?”. In merito commenta la mossa del premier per ricompattare la maggioranza (calcando sul fatto di non essere stato consultato): “Non sapevo” degli Stati generali dell’economia, “l’ho saputo dalle agenzie. Mi sembra una buona idea se può aiutare a dare una mano. Evitiamo prime donne, c’è una proposta del presidente del Consiglio, vediamo cosa può venire di buono”. “Mi piace l’idea che gli Stati generali ci aiutino ad avere più visione strategica e meno sussidi“, conclude.

Renzi vuole tenere banco ma se si votasse sparirebbe

Insomma, a sentirlo parlare, Renzi sembra il leader di un partito che nella maggioranza ha più numeri degli altri alleati. In verità i suoi numeri sono piccoli (come confermano i sondaggi), ma sono determinanti fintanto che l’attuale legislatura resterà in carica. Ecco perché il leader di Iv non vuole assolutamente tornare al voto prima del tempo. Come ha fatto presente Di Battista (che Renzi ha attaccato sul Mes), l’ex premier “non conta niente, è un uomo finito” e “non farà mai cadere il governo perché se si votasse prenderebbe meno voti di Potere al popolo”. Fino ad allora però vuole dettare legge su tutto. O almeno ci prova.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. A Renzi piace scommettere.
    Sulle riforme costituzionali si giocò tutto.
    Cosa scommette ora se allora perse tutto.
    A già. Gli piace ricorrere ai prestiti.

Commenta