Roma, 18 giu – Entro questa settimana il governo giallo-verde dovrebbe sciogliere i nodi delle commissioni parlamentari. Secondo l’iter istituzionale, si partirà delle commissioni permanenti per poi arrivare a quelle speciali e di garanzia. Proprio sulle poltrone chiave delle commissioni di garanzia è in corso un braccio di ferro da giorni, visto che solitamente alcune presidenze vanno all’opposizione. Il Partito democratico vorrebbe la presidenza del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, da affidare al deputato ex diccì Lorenzo Guerini. La maggioranza invece vorrebbe darla a Fratelli d’Italia, per rinsaldare l’intesa tra il leader della Lega e l’alleato del centrodestra (in barba a Forza Italia e Berlusconi).
“Ancora ad oggi non abbiamo novità” dice una fonte autorevole di casa Pd. Restano i rumors su un intervento risolutivo dei presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Casellati, per sbloccare la situazione. I presidenti comunque verranno nuovamente contattati nelle prossime ore dai dem, così come proseguono le trattative con le altre forze dell’opposizione.
Il pentastellato Fico ha chiesto che da giovedì si cominci a lavorare e anche l’azzurra Casellati conferma di essere stata consultata sul nodo Copasir. Più in generale, Pd e Forza Italia ritengono che non debba essere né la maggioranza né il governo a decidere sulle nomine degli organismi di garanzia. Al pari del Copasir, anche la Commissione di Vigilanza Rai – questa è la tesi dell’opposizione – dovrebbe andare a Pd o a Fi (questo è l’auspicio soprattutto per Berlusconi). Proprio Maurizio Gasparri infatti sarebbe in pole position per la Vigilanza Rai (ma ha chance anche Paolo Romani). FdI invece punta con Edmondo Cirielli a presiedere il comitato dei servizi, in tal modo si libererebbe il posto posto di questore a Montecitorio che potrebbe andare alla Lega. Tuttavia su questo fronte i presidenti di Camera e Senato preferiscono che si rispetti l’iter istituzionale e si lasci la guida delle Commissioni di garanzia a chi ha votato contro il governo.
Per martedì è previsto un nuovo incontro tra i vertici del gruppo Pd e quelli Forza Italia. “Stiamo anche organizzando una riunione con tutte le forze di opposizione” si fa sapere dal Nazareno. Intanto i parlamentari stanno scegliendo le commissioni in cui andare. Per quanto riguarda i big del Pd, è gettonatissima la commissione Esteri. L’hanno scelta i due ex presidenti del Consiglio, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, e ben quattro ex ministri dem. Alla Camera è folto il gruppo degli ex ministri e tranne Pier Carlo Padoan – che andrà alla Bilancio – tutti gli altri verranno assegnati a commissioni non inerenti con le tematiche trattate in questi anni da membri di governo. A quanto viene riferito, agli Esteri a Montecitorio, oltre Gentiloni, ci saranno anche l’ex titolare dei Beni Culturali Dario Franceschini e il predecessore di Matteo Salvini al Viminale, Marco Minniti. Il capogruppo ed ex delle Infrastrutture, Graziano Delrio, sarà alle Politiche Ue mentre l’ex Guardasigilli Andrea Orlando farà ritorno all’Ambiente di cui è stato ministro con Enrico Letta.
A quanto pare, l’ex sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, andrà alla commissione Bilancio insieme all’ex ministro della Pa, Marianna Madia. Luca Lotti ha scelto invece la commissione Difesa, in cui andrà anche Ettore Rosato. L’ideatore del Rosatellum lascia quindi la commissione Affari costituzionali, in cui entreranno invece il presidente Pd, Matteo Orfini, e l’ex ministro delle Politiche agricole e attuale reggente dem, Maurizio Martina. In attesa di sapere se andrà o meno a presiedere il Copasir, Guerini intanto verrà assegnato alla commissione Esteri.
Per quanto riguarda il Senato, oltre all’ex premier Renzi in commissione Esteri ci sarà anche l’ex titolare della Difesa, Roberta Pinotti. L’ex ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli andrà invece alle politiche Ue, mentre, dal dicastero del Lavoro, Teresa Bellanova andrà alla commissione Industria. Tommaso Nannicini, ex consigliere economico di Palazzo Chigi e responsabile del programma, dovrebbe andare in commissione Lavoro.
Il capogruppo a Palazzo Madama, Andrea Marcucci, sarà in commissione Affari costituzionali mentre il portavoce dem, Matteo Richetti, sarebbe in lizza o per la commissione Lavoro e  per la Giustizia. Infine il tesoriere Pd, Francesco Bonifazi, sarà in commissione Finanze.
I giochi sembrerebbero fatti. Ma non è escluso che nella corsa alle poltrone più ambite, il governo non preferisca FdI – in questo ambiguo ruolo di opposizione-ma-non-troppo – sparigliando le carte dell’accordo Forza Italia-Pd.
Adolfo Spezzaferro

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