Roma, 24 ott – Il primo giorno del governo Meloni è stato, come avviene di solito, all’insegna dell’ordinario. Prime pratiche, prime questioni da affrontare. Ma con una chiusura tutto sommato inaspettata, ovvero l’incontro con il presidente francese Emmanuel Macron in serata.

Governo Meloni: primo Cdm, le nomine e le attribuzioni

Come riporta il Giornale, il primo Consiglio dei Ministri, oltre a occuparsi della nomina di Alfredo Mantovano come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha conferito gli incarichi in via ufficiale ai due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, i quali hanno fatto degli interventi. “Parole molto belle di incoraggiamento, lealtà e compattezza”, ha riferito il ministro Luca Ciriani. Dopodiché, le altre attribuzioni ai ministri senza portafoglio Eugenia Maria Roccella (Famiglia, Natalità e Pari opportunità), Raffaele Fitto (Affari europei, Politiche di coesione e Pnrr), Paolo Zangrillo (Pubblica amministrazione), Maria Elisabetta Alberti Casellati (Riforme), Andrea Abodi (Sport e Giovani), Sebastiano Musumeci (Politiche del mare e Sud), Luca Ciriani (Rapporti con il Parlamento), Alessandra Locatelli (Disabilità) e Roberto Calderoli (Affari regionale e Autonomie). Da rilevare, infine, che l’ex ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani svolgerà il ruolo di consulente per l’energia per il nuovo governo, a titolo gratuito. Cingolani ha commentato così l’incarico: “A lavoro per superare l’inverno vista l’emergenza che ci troviamo a fronteggiare. Non è retribuito, lo faccio con spirito costruttivo”.

L’incontro con Macron

In serata il presidente Meloni ha incontrato Emmanuel Macron. Un confronto “casuale”, dal momento che la visita del presidente francese a Roma era prevista da prima che arrivasse la nomina del nuovo premier, ma che per ragioni di protocollo era dovuto. Sebbene il colloquio sia durato più di un’ora, ciò che emerge sono dichiarazioni di circostanza e poco altro. Macron su Twitter l’ha posta sulla generica “fratellanza” (sappiamo quanto consistente) tra Italia e Francia: “È in quanto europei, paesi confinanti, per l’amicizia dei nostri popoli, che con l’Italia dobbiamo proseguire il lavoro intrapreso. Farcela insieme, con dialogo e ambizione, è ciò che dobbiamo ai giovani e ai nostri popoli. Questo incontro, Giorgia Meloni, va in questa direzione”. Insomma, per ora accontentiamoci di non aver sentito sparate alla Fabio Fazio secondo cui Roma poteva essere una città francese.

Alberto Celletti

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