Roma, 1 giu – Il governo giallo-verde è composto da politici e da tecnici. Giovani e meno giovani, con la consueta dose di donne. Ex attivisti, militanti della prima ora ma anche  “ingranaggi” ben oleati dell’establishment. Quello che salta agli occhi è che agli Esteri c’è un montiano che iniziò con Ciampi, Moavero Milanesi. All’Economia un eurocritico vicino a Brunetta, il professor Tria. All’Ambiente troviamo il generale dei forestali della Terra dei Fuochi, Sergio Costa. Ma vediamo nel dettaglio chi sono il premier e i ministri dell’esecutivo M5S-Lega che ha appena giurato:
Giuseppe Conte: presidente del Consiglio.
Nato in provincia di Foggia 54 anni fa, insegna diritto privato all’Università di Firenze e alla Luiss. Ha trascorso periodi di studio a Yale e la Sorbona, è stato borsista al Cnr. Ha ricoperto ruoli all’interno dell’Agenzia spaziale italiana e nel 2013 è stato eletto nel Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa. Di Maio lo ha indicato come ministro della Pa del suo governo ideale. Titolare di un grande studio legale, non ha alcuna esperienza politica: è un tecnico (giurista). I suoi due vice sono i leader di M5S e Lega.
Luigi Di Maio: ministro del Lavoro, del Welfare e dello Sviluppo.
Matteo Salvini: ministro dell’Interno.

Giancarlo Giorgetti: sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Ha 51 anni, è parlamentare leghista da sei legislature, è stato eletto per la prima volta nel 1996. Segretario della Lega Lombarda dal 2002 al 2012, fedele prima a Bossi, poi a Maroni e infine a Salvini. Laureato in Economia alla Bocconi, commercialista e revisore, è stato presidente della commissione Bilancio della Camera dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2013. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2013 lo scelse nel “gruppo dei saggi” per le riforme istituzionali. Non è proprio da talk-show televisivi perché non ama mettersi in mostra. Ha ricoperto incarichi in diverse partecipate e società pubbliche, è considerato “l’uomo delle nomine”. Il Gianni Letta giallo-verde, per capirci.
Giovanni Tria: ministro dell’Economia e delle Finanze.
Romano, 69 anni, laureato in giurisprudenza, ma docente di Economia, Macroeconomia, Storia dell’economia, Economia Politica alla Sapienza, a Perugia e a Tor Vergata, dove dal 2017 è anche preside della facoltà. Ha collaborato per anni con diversi ministeri (Economia, Esteri, Funzione Pubblica, Lavoro) ed è stato anche presidente della Scuola nazionale dell’amministrazione di Palazzo Chigi. Ritenuto eurocritico ma non sulla moneta unica. Sulla flat tax pensa che serva una misura graduale. Ha collaborato per anni con il Foglio e con Formiche.net, ma suoi interventi sono stati pubblicati sul Sole 24 Ore, uno dei quali a doppia firma con Renato Brunetta. Membro del comitato scientifico della Fondazione Magna Carta.
Enzo Moavero Milanesi: ministro degli Esteri.
Giurista, avvocato, 64 anni, originario della provincia di Lodi, la sua famiglia ha un legame con Luigi Bocconi. Da sempre vicino a Mario Monti, del quale è stato capo di gabinetto già quando Monti ricoprì l’incarico di commissario europeo tra il 1995 e il 2000. Ministro per gli Affari Europei nei governi guidati da Monti e da Enrico Letta, ma il primo incarico da sottosegretario agli Affari europei lo ha ricevuto nel 1994 da Carlo Azeglio Ciampi, nello stesso governo di cui faceva parte anche Paolo Savona (che guidò il ministero dell’Industria). Si candidò, senza essere eletto, con Scelta Civica. E’ stato definito “l’eurocrate più potente d’Italia” e il “Gianni Letta di Monti”. Da ministro rifiutò una scrivania appartenuta a Benito Mussolini: “Sono antifascista, non la voglio”.
Paolo Savona: ministro per gli Affari europei.
Cagliaritano, 81 anni, economista, specializzato in economia monetaria. Al Mit ha collaborato con il premio Nobel Franco Modigliani. Ha lavorato al servizio studio della Banca d’Italia, è stato direttore generale di Confindustria, ad di Bnl, presidente di Impregilo, Aeroporti di Roma, Consorzio Venezia Nuova, consigliere di Rcs e Tim, vicepresidente di Capitalia, presidente della Banca di Roma. Ha collaborato con Milano Finanza, formiche.net e scenarieconomici.it. Il primo incarico politico è stata la guida del ministero dell’Industria e del Commercio nel governo Ciampi (1993-1994). E’ stato anche capo del Dipartimento per le politiche comunitarie di Palazzo Chigi durante il governo Berlusconi III (2005-2006). Fondatore della Luiss, ha insegnato alle università di Cagliari, Perugia, Tor Vergata e alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione.
E’ l’uomo che domenica scorsa è stato usato da Mattarella come casus belli per bloccare il governo giallo-verde. Il motivo del rifiuto del professor Savona al ministero dell’Economia è che ci sarebbe stato il rischio che sarebbe stato visto come “sostenitore di una linea, più volte manifestata, che potrebbe provocare, probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente, la fuoruscita dell’Italia dall’euro. Cosa ben diversa da un atteggiamento vigoroso, nell’ambito dell’Unione europea, per cambiarla in meglio dal punto di vista italiano”. Come è finita, lo sappiamo.
Danilo Toninelli: ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nato a Soresina, in provincia di Cremona, 44 anni, Al secondo mandato da parlamentare, nella scorsa legislatura è stato l’uomo dei regolamenti, delle questioni istituzionali e delle riforme elettorali del Movimento 5 Stelle. Tra le altre cose è stato vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera. Rieletto, è stato indicato come capogruppo al Senato del M5s e ha affiancato Di Maio nelle infinite consultazioni al Quirinale. Sulla Tav ne vedremo delle belle, si fa per dire.
Giulia Bongiorno: ministro della Pubblica amministrazione.
Palermitana, 52 anni, avvocato penalista. Senatrice della Lega. Ma in Parlamento, nel 2006, è arrivata con Alleanza Nazionale, che nel 2008 la fa eleggere presidente della commissione Giustizia della Camera. Nel 2010 segue Gianfranco Fini in Futuro e Libertà e alla fine della legisltatura si ricandida – senza successo – al Senato in sostegno di Mario Monti. Salvini aveva deciso di puntare su di lei per il ministero dei Rapporti con il Parlamento. Una curiosità: è nel cda della Juventus.
Riccardo Fraccaro: ministro dei Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta.
Pentastellato, dovrà dimettersi da questore alla Camera (dove era anche il questore anziano e quindi con più peso) e lasciare ai colleghi la battaglia per il taglio dei vitalizi, che porta senza dubbio la sua firma. E’, come il Guardasigilli Bonafede, uno dei fedelissimi di Di Maio e anche lui al secondo mandato parlamentare. Nato in Veneto, si è formato a Trento, dove si è laureato in diritto internazionale dell’ambiente. Nel 2013 è stato l’unico deputato dei Cinquestelle eletto in Trentino Alto Adige. In Parlamento nella scorsa legislatura ha debuttato con una proposta di legge sul conflitto di interesse che ha fatto la sua fortuna politica: il ddl approvato alla Camera e bloccato al Senato è diventato uno dei simboli delle battaglie M5s. La delega per la democrazia diretta è un tormentone dei 5 Stelle.
Erika Stefani: ministro per gli Affari regionali e le autonomie.
Vicentina di Valdagno, 46 anni. E’ stata eletta per la prima volta consigliera comunale nella piccola Trissino con una lista civica. Poi ha aderito alla Lega. E’ entrata per la prima volta in Parlamento nel 2013, eletta al Senato, dov’è stata rieletta il 4 marzo attraverso il collegio uninominale. E’ avvocato: nella scorsa legislatura ha fatto parte della commissione Giustizia e della Giunta per le immunità. Tra i vari casi, quello della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, contro la quale la Stefani si espresse a nome della Lega.
Barbara Lezzi, ministro per il Sud.
Leccese, 46 anni, al secondo mandato da senatrice grillina, è stata vicepresidente della commissione Bilancio. Ex impiegata di un’azienda nel settore commerciale e diplomata come perito aziendale. Il Movimento 5 Stelle punta su di lei per quanto riguarda le promesse fatte agli elettori del Meridione.
Lorenzo Fontana: ministro per la Famiglia e la Disabilità.
Veronese, 38 anni, da sempre fedelissimo di Salvini. Fontana è vicepresidente della Camera, carica da cui dovrà dimettersi. Nel curriculum ha una laurea in Scienze politiche a Padova e una specialistica in storia della civiltà cristiana all’Università europea di Roma. Ha all’attivo un libro con la prefazione del segretario del Carroccio Salvini dal titolo La culla vuota della civiltà. All’origine della crisi. Cattolico, intervistato da Vita, da anti-abortista quale è ha dichiarato: “Se non si rispetta la vita dal concepimento alla fine naturale si arriva ad aberrazioni come quelle di cui siamo stati e siamo testimoni”. Curiosità: è tifoso dell’Hellas Verona.
Alfonso Bonafede: ministro della Giustizia.
Di Mazara del Vallo (Sicilia), poi trasferito a Firenze dove diventa avvocato (difensore dei No Tav), 42 anni, nel 2013 è stato eletto deputato 5 Stelle. E’ stato lui a portare l’attuale premier Giuseppe Conte nell’orbita dei pentastellati.
Elisabetta Trenta: ministro della Difesa.
Laziale di Velletri, 51 anni, era stata nominata nel possibile governo M5s presentato durante la campagna elettorale. Insegna all’università Link Campus. E’ stata political advisor per il ministero degli Esteri in Iraq (2005 e 2006) su incarico del ministero degli Esteri guidato da Gianfranco Fini. E’ stata poi country advisory per la Difesa in Libano (2009). Milita nel M5s dal 2013. Dovrà risolvere un conflitto di interessi: suo marito è un colonnello dei carabinieri che guida Segredifesa, l’ufficio del ministero che, insieme alla direzione nazionale armamenti, si occupa di tutti i contratti delle forze armate.
Gianmarco Centinaio: ministro delle Politiche agricole.
Pavese, 46 anni. Direttore commerciale di un’agenzia turistica. Fedelissimo di Salvini, è stato commissario di Noi con Salvini nel Lazio. Sostiene che la Lega sia antifascista ed è stato uno dei sostenitori più convinti dell’accordo di governo con i 5 Stelle.
Sergio Costa: ministro dell’Ambiente.
Napoletano, 59 anni, generale di brigata dell’Arma dei carabinieri e comandante della Regione Campania dei carabinieri forestali. Laureato in Scienze Agrarie, master in Diritto dell’Ambiente e specializzato in investigazioni ambientali, da sempre impegnato nel contrasto alle ecomafie e al clan dei Casalesi. All’inizio del 2000 ha guidato l’indagine sui rifiuti tossici interrati dal clan dei Casalesi nella cosiddetta Terra dei Fuochi, la piana agricola del Casertano al confine con Napoli.
Marco Bussetti: ministro dell’Istruzione.
Milanese, 56 anni. Insegnante di educazione fisica, è dirigente dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia. E’ stato docente all’università di Milano e a quella dell’Insubria, oltre ad essere stato allenatore di diverse squadre di basket della Lombardia. Simpatizzante leghista, è considerato un fedelissimo di Giorgetti.
Alberto Bonisoli: ministro dei Beni culturali e del Turismo.
Mantovano ma cresciuto a Cremona, 57 anni. Dal 2012 è il direttore della Naba, l’Accademia di Belle arti di Milano. Con il M5Sè stato candidato alla Camera, ma non è stato eletto. Con il ministero della Cultura ha già collaborato come consulente dal 2005 al 2007.
Giulia Grillo: ministro della Salute.
Originaria di Catania, 42 anni, laureata in Medicina e chirurgia con una specializzazione in Medicina legale, anatomopatologa. Grillina, ha già svolto un mandato in Parlamento nella scorsa legislatura. Sul fronte dei vaccini, è stata contraria al decreto Lorenzin.

1 commento

  1. …se fate una ricerca, vi rendete rete conto che il più grande pericolo per il governo giallo-verde viene dal ”Danilo Toninelli”…

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