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Roma, 28 apr – La commissione Giustizia del Senato ha calendarizzato il Ddl Zan. La calendarizzazione è passata con 13 voti a 11, ma ancora non è stata fissata una data. La commissione ha votato tutta una serie di provvedimenti da calendarizzare per i quali verrà stabilito il calendario dei lavori. Intanto il presidente, il leghista Andrea Ostellari, rende noto che sarà lui il relatore, visto che la maggioranza è spaccata. A chiedere da tempo l’avvio della discussione sono Pd, M5s, LeU e Italia Viva. Contrario invece il centrodestra. Il discusso e discutibile provvedimento contro l’omotransfobia (in realtà una legge-bavaglio contro chi non la pensa come i partigiani dell’ideologia gender) è stato approvato in prima lettura alla Camera il 4 novembre 2020. 



Ostellari, presidente commissione Giustizia al Senato: “Sarò io il relatore del Ddl Zan”

“Il voto sul calendario dei lavori ha certificato che, in commissione Giustizia, la maggioranza è spaccata. Al successivo incardinamento del disegno di legge Zan, seguiranno le audizioni e il dibattito sulle proposte emendative”, spiega Ostellari, presidente della commissione Giustizia al Senato. “Il regolamento prevede che il relatore di ciascun disegno di legge sia il presidente della commissione, che ha la facoltà di delegare questa funzione ad altri commissari. Poiché sono stato confermato presidente, grazie al voto della maggioranza dei componenti della commissione, per garantire chi è favorevole al Ddl e chi non lo è, tratterrò questa delega“, chiarisce il senatore leghista.

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Pillon: “Lega continuerà a bloccare Ddl”

“Pd, M5s, Iv e LeU sono restati sordi agli appelli all’unità e hanno consumato lo strappo, imponendo l’incardinamento del Ddl Zan. Abbiamo sperato fino all’ultimo che prevalesse il buon senso ma così non è stato. Noi della Lega abbiamo votato convintamente contro. Abbiamo saputo tenere fermo questo Ddl ingiusto e pericoloso per quasi sei mesi e così continueremo a fare“. Così Simone Pillon, senatore della Lega membro della commissione Giustizia del Senato e vicepresidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza. “Da domani comincerà e vi garantisco che saremo altrettanto fermi e decisi. Sul testo del Pd sono piovute critiche e stroncature non solo da parte nostra ma anche dal mondo ecclesiale e da numerose realtà del femminismo e degli Lgbt di sinistra”, aggiunge Pillon. Il senatore è in prima linea contro la legge-bavaglio che i giallofucsia vorrebbero imporre agli italiani, anche attraverso influencer e volti noti della tv.

“Il giochetto di definire omofobo chi sia contro il Ddl non funziona più”

“Il giochetto di definire omofobo chi sia contro il ddl Zan non funziona più. La verità è che si tratta di una ciofeca che – con la scusa di punire gli aggressori (che sono già puniti dalla legge) – mira a trasformare la percezione in sesso, il libero pensiero in discriminazione e l’indottrinamento in educazione. La maggioranza silenziosa degli italiani non vuole questa legge, e noi la fermeremo. Il relatore sarà il senatore Ostellari. Abbiamo massima fiducia che saprà garantire tutti”, conclude il senatore leghista.

Il monito della Cei: “Troppi dubbi, serve dialogo aperto senza pregiudizi”

Troppi dubbi, serve un dialogo aperto senza pregiudizi“, è il monito della Cei. In particolare, la presidenza della Conferenza episcopale italiana, che si è riunita questo lunedì, sottolinea che “una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna“. “In questi mesi – evidenzia la presidenza dei vescovi italiani – sono affiorati diversi dubbi sul testo del Ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. E’ necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative“. Infine la Cei sente “il dovere di riaffermare serenamente la singolarità e l’unicità della famiglia, costituita dall’unione dell’uomo e della donna“.

Esultano Zan e i giallofucsia

Esulta il deputato Pd che dà il nome al Ddl: “La legge contro l’omotransfobia, misoginia e abilismo è stata calendarizzata in commissione Giustizia al Senato. Finalmente ora può iniziare la discussione anche in questo ramo del Parlamento, per l’approvazione definitiva”. Così su Twitter Alessandro Zan. I giallofucsia tutti in coro plaudono alla calendarizzazione. “E’ stata lunga, ma questo risultato lo abbiamo ottenuto, le manovre ostruzionistiche non sono bastate. Ora andiamo avanti!”, sempre su Twitter la vicepresidente del Senato e responsabile diritti del Pd Anna Rossomando.

Italia Viva si intesta la “vittoria” in commissione

I renziani poi si intestano la “vittoria”. “Finalmente il Ddl Zan è stato calendarizzato in Commissione giustizia, grazie all’apporto decisivo di Italia Viva. Un passaggio fondamentale per approdare ad una legge che il Paese aspetta”, rende noto il gruppo Italia viva in Senato. “Sono soddisfatto che il mio voto, quello di Italia Viva, sia stato quello decisivo affinché si calendarizzasse il Ddl Zan. Una legge contro l’omotransfobia serve al Paese. Ora dialoghiamo affinché sia approvata al più presto”, afferma Giuseppe Luigi Cucca, vicepresidente di Italia Viva in Senato.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Dato che questa legge,incredibilmente prioritaria rsipetto agli italiani alla fame,mette in questione la realtà della differenza tra uomo e donna auguriamoci che alle prossime elezioni siano puniti i partiti che la appoggiano dai loro stessi elettori che ancora si definiscono maschi o femmine

  2. Pillon: “Lega continuerà a bloccare Ddl”
    Boh! staremo a vedere “come sempre” i fatti………. ma se vie approvato che ci è andata a fare al governo la lega?molti cattolici hanno votato lega perché difende certi valori………………

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