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Roma, 7 apr – Il centrodestra salirà al Colle in una delegazione unica per il secondo giro di consultazioni. Una mossa per fugare ogni dubbio sul fatto che Salvini non abbia alcuna intenzione di spaccare la coalizione per governare da solo con i 5 Stelle. Luigi Di Maio di tutta risposta sembra aver abbandonato – almeno per adesso – la politica dei due forni, aprendo totalmente al Pd (Renzi compreso).
“Io non sto rinnegando le nostre idee né le critiche che in più momenti abbiamo espresso anche aspramente nei confronti del Pd, e che anche il Pd non ci ha risparmiato. Credo però che ora il senso di responsabilità nei confronti del Paese ci obblighi tutti, nessuno escluso, a sotterrare l’ascia di guerra“. Così il leader del Movimento 5 Stelle in un’intervista a La Repubblica.
“Se rimaniamo ognuno sulle proprie posizioni non si va da nessuna parte – aggiunge -. Renzi stesso ha ammesso che la buona scuola non ha funzionato del tutto e doveva essere migliorata. Io credo che ci potranno essere molte più convergenze di quel che si crede”. Di Maio spiega di aver sentito Maurizio Martina “in occasione dell’elezione del presidente della Camera ed è sempre stato un confronto franco. Martina è una persona con cui si può parlare e spero che il Pd si sieda al tavolo“.
“Sediamo intorno a un tavolo, per ragionare e trovare insieme una sintesi che serva a dare risposte e non a scontrarsi muro contro muro”, rilancia il leader dei 5 Stelle. Poi l’offerta a Renzi: “Non ho mai posto veti o parlato di Pd ‘derenzizzato’ come qualcuno ha scritto. Quello che abbiamo sempre contestato è la linea di totale chiusura decisa dal Pd all’indomani delle elezioni. Oggi il nostro appello sincero a mettere da parte le asperità per il bene del Paese è il segnale che gli italiani ci chiedono per dimostrare che siamo una forza politica all’altezza della situazione complessa nella quale ci troviamo e capace di governare”.
Addio contratto di governo con Salvini? A quanto pare, sì. Infatti Di Maio ha portato l’ennesimo affondo contro il leader di Forza Italia: “Berlusconi rappresenta il passato. Poteva cambiare l’Italia e non lo ha fatto. Salvini sta scegliendo la restaurazione invece della rivoluzione. Il segretario della Lega in questo modo sta chiudendo tutto il centrodestra nell’angolo. E rischia di condannarsi all’irrilevanza“.
I giochi sembrerebbero fatti. Se non fosse che l’ufficio stampa di Renzi stamattina si è affrettato a chiarire che “L’articolo di Repubblica di oggi che parla di una svolta di Matteo Renzi sulla trattativa con i 5 Stelle è completamente privo di fondamento“. Questo però in politica si chiama rilancio, per alzare la posta in gioco.
Magari Renzi sta aspettando un’offerta migliore, un ministero importante. Una cosa è certa, Mattarella potrebbe apprezzare la svolta a sinistra dei 5 Stelle: suo obiettivo è un governo che governi. Anche perché LeU non ha mai fatto mistero di essere disposto a sostenere l’agenda pentastellata laddove ci siano punti di convergenza. E la storia di questa repubblica insegna che quando bisogna fermare il centrodestra, le sinistre si riuniscono sempre.
Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. Bene,grillopd al governo, prima o poi si deve morire,meglio in piazza dopo aver accarezzato qualche merda asociale o dopo aver servito il caffè nero bollente alle deiezioni sinistre……… Veramente una grande iniziativa dell’enorme statista di mao, mao non maio viste le inattese simpatie comuniste/piddine……….speriamo in eruzioni solari selettive che possano illuminare le loro menti e “riscaldare” i loro corpi.

  2. …..
    se fanno questa porcata,
    la pagheranno molto cara:gli italiani non ne possono più,e
    li hanno mandati su (insieme alla lega di salvini)
    PROPRIO per liberarsi di questi sinistrati nel cranio,che stavano
    distruggendo il paese…….
    e questi imbecilli vorrebbero tirarli dentro un’altra volta?
    e credono che gli permetteremo di passarla liscia?
    non hanno proprio capito niente,allora.

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