Roma, 30 ago – L’Italia ingaggia un nuovo braccio di ferro con l’Unione europea. Dopo le minacce del governo Lega-5 Stelle di non pagare i 20 miliardi di contributi destinati al bilancio europeo visto il mancato intervento di Bruxelles sul caso della nave Diciotti, la risposta è arrivata ancora una volta da Gunter Oettinger, commissario Ue al Bilancio, in una intervista al Die Welt, che ricorda come “tutti gli stati dell’Ue si sono assunti l’obbligo di pagare i contributi nei tempi stabiliti. Il resto sarebbe una violazione dei trattati che comporterebbe delle penalità. L’Italia ha guadagnato la nostra collaborazione per far fronte alla crisi dei rifugiati e alle sue conseguenze. Ma è necessario mettere in guardia Roma contro il mescolare le questioni di politica migratoria con il bilancio dell’Unione“.
La risposta al commissario tedesco arriva dal vicepremier Luigi Di Maio, in visita al presidente egiziano Al Sisi al Cairo, che giudica quelle di Oettinger “parole ipocrite”. “La nostra posizione sul veto al bilancio resta – ribadisce il leader dei 5 Stelle – , se poi nei prossimi giorni vorranno riscoprire lo spirito di solidarietà con cui si era fondata l’Unione europea allora ne parliamo”. Secondo Di Maio, “Oettinger continua a esternare ogni giorno dopo che abbiamo detto che non gli diamo i soldi, non li abbiamo sentiti quando gli abbiamo chiesto una mano sull’immigrazione. Questo conferma che l’unica cosa che capisce questa Unione europea è quando cominciamo a togliergli i soldi“. E a chi gli fa presente che così l’Italia rischia un attacco speculativo, Di Maio replica: “Se dovesse esserci, sarà per ragioni politiche perché sulle ragioni economiche del nostro Paese non solo siamo molto tranquilli ma da settembre presenteremo un piano delle riforme, che va dalla sburocratizzazione agli investimenti alla riforma fiscale, al reddito di cittadinanza, che è la nostra road map per far crescere l’economia. Saranno le riforme con cui accompagneremo la legge di bilancio”.
La linea dura del governo gialloverde contro Bruxelles incontra il favore di Francesco Boccia del Pd, secondo il quale “Oettinger incarna perfettamente la politica che ha fatto allontanare la gente dall’Europa. Tra Di Maio e Oettinger non si può che stare dalla parte di Di Maio perché significa difendere la dignità dell’Italia“. Per Boccia “non è un’eresia pensare anche al veto italiano sul bilancio europeo”. “Poi – chiarisce il dem – dobbiamo aprire con le destre una battaglia seria su quale Europa vogliamo e sugli Stati Uniti d’Europa. Ma se continuiamo a fare i vedovi dei governi passati, difendendo questa Europa, vuol dire non aver capito nulla su dove il Paese sta andando. Noi siamo quelli che vogliono più Europa, loro vogliono amputarla, in mezzo i conservatori tedeschi e gran parte del Ppe che difende l’assetto attuale oggettivamente indifendibile”.
Di tutt’altro tenore le parole della capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini: “L’improbabile botta e risposta tra il vicepremier Di Maio e il commissario Oettinger sui contributi dell’Italia alla Ue e l’approvazione del bilancio comunitario dimostra da un lato la sordità e l’arroganza di certe istituzioni europee alle istanze dei cittadini, dall’altro che Di Maio e buona parte del governo sembrano essersi iscritti alla fiera del dilettantismo. Di Maio ha commesso infatti un errore da matita rossa minacciando di non versare i contributi che l’Italia si è impegnata a corrispondere per avere a sua volta fondi, mentre avrebbe dovuto subito ipotizzare una riserva al bilancio pluriennale attualmente in discussione”. E poi un altro affondo contro il vicepremier: “Per contare e per portare a casa risultati in Europa bisogna conoscere i dossier, studiarli, farsi consigliare bene prima di parlare, e avere il coraggio di andare a combattere a Bruxelles. Non su Facebook“.
Adolfo Spezzaferro


1 commento

Commenta