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Roma, 25 ago – Sedici immigrati sono stati sbarcati dalla Diciotti per ragioni sanitarie: è stato deciso in seguito all’ispezione sanitaria effettuata questa mattina a bordo della nave della Guardia costiera. A scendere, undici donne e cinque eritrei: al gruppo appartengono anche tre persone che saranno ricoverate per sospetta tubercolosi. Due sarebbero affette da polmonite. Tutti gli altri immigrati restano a bordo.
Il presidente della sezione provinciale della Croce Rossa, Stefano Principato, ha ribadito che “l’ispezione è stata attivata su richiesta del ministro della Sanità che ha chiesto un controllo sanitario“. Ma il presidente ci ha tenuto subito a precisare che “ci sono alcuni casi di scabbia e altre patologie diagnosticate, ma sono trattate bene anche perché a bordo della Diciotti c’è del personale qualificato“. Il personale della Croce Rossa, poi, si è già attivato per accompagnare gli immigrati sbarcati all’ospedale Garibaldi di Catania.
Si è intanto conclusa l’audizione di due funzionari del Viminale condotta dai pm di Agrigento. Il colloquio, durato oltre tre ore, si è tenuto negli uffici della procura di Roma. I due funzionari sono stati sentiti come persone informate sui fatti, nell’ambito dell’inchiesta sul trattenimento dei migranti a bordo della Diciotti. I pm procedono contro ignoti per sequestro di persona e arresto illegale. L’atto istruttorio è stato svolto dal procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio. Il magistrato ha lasciato piazzale Clodio a bordo dell’auto di servizio senza rilasciare dichiarazioni.
Intanto un avvocato molisano, Salvatore Di Pardo, ha presentato ricorso urgente al Tar di Catania per conto delle Ong. Secondo il legale trattenerli a bordo sarebbe illegale perché gli immigrati sono già in territorio nazionale, e perché non si conoscono gli atti formali che impedirebbero lo sbarco.
“Sono tranquillissimo – assicura dal canto suo il ministro dell’Interno Matteo Salvini – e sto lavorando, con buone prospettive, a una soluzione positiva. Ogni denuncia è per me una medaglia al valore“. L’ennesimo no allo sbarco è arrivato all’indomani di una nuova fumata nera in sede europea. La situazione di stallo potrebbe protrarsi a lungo. Infatti per rendere un po’ meno precaria la condizione di chi è a bordo stamattina sono arrivate delle docce da campeggio e alcuni tappetini per sostituire i cartoni su cui dormono gli immigrati.
Adolfo Spezzaferro

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