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Agrigento, 30 ago – Sembra sia in corso una gara a chi lancia l’accusa più pesante al ministro dell’interno e vicepremier Matteo Salvini. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, infatti, chiede ufficialmente di conoscere i nomi di tutti coloro che erano a bordo della nave Diciotti, affinchè venga data “immediata comunicazione ai soggetti interessati perché possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati”.
Ma non è tutto. La magistratura, infatti, sta valutando l’accusa di “sequestro di persona a scopo di coazione”, che secondo il codice pensale viene punita con la reclusione da 25 a 30 anni. Stando alle accuse Salvini avrebbe tenuto in ostaggio quanti a bordo della nave Diciotti per costringere l’Unione Europea alla redistribuzione dei migranti contro la convenzione di Dublino. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, infatti, chiede ufficialmente di conoscere i nomi di tutti coloro che erano a bordo della nave Diciotti, affinchè venga data “immediata comunicazione ai soggetti interessati perché possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati”. Inoltre Salvini potrebbe essere indagato anche per omissione di atti d’ufficio, per la mancata risposta alla Guardia Costiera, che chiedeva il “Pos” (Place of Safety), il porto di sbarco dopo l’operazione di salvataggio.
Secondo il procuratore Patronaggio gli immigrati della Diciotti sono “persone offese” e per questo hanno diritto a citare in giudizio il Ministro. Ma non solo: tra gli offesi dal comportamento di Salvini e del Viminale ci sono anche le associazioni che tutelano gli immigrati, e tra loro figura anche Legambiente che ha già presentato un esposto per costituirsi nel giudizio.
L’ultimo capitolo della questione della nave Diciotti si arricchisce così della possibilità per gli immigrati di denunciare Salvini, che nell’inchiesta sul caso Diciotti deve già rispondere di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio, insieme al suo capogabinetto.
A questo punto gli atti dell’inchiesta dovranno ora essere spediti alla procura di Palermo, probabilmente già domani. La Procura avrà così quindici giorni di tempo per inviare tutto al competente Tribunale dei Ministri che, a sua volta, avrà novanta giorni per decidere se archiviare o trasmettere l’incartamento al procuratore della Repubblica per l’eventuale richiesta di autorizzazione a procedere al Senato della Repubblica, ramo del Parlamento cui appartiene Matteo Salvini.
Anna Pedri

6 Commenti

  1. naturalmente saranno tutte denunce spontanee, senza nessun’associazione italiana che istighi o indichi…

  2. Ma i cittadini italiani danneggiati da tanti troppi immigrati clandestini (vedi il caso limite di Pamela) possono denunciare questo procuratore per danno alla sicurezza dello stato, danno ad un rappresentante del popolo legalmente eletto, danno con l’aggravante di favorire l’immigrazione clandestina da parte di persona che dovrebbe tutelare gli interessi di chi, il popolo italiano, a fine mese gli paga lo stipendio?… se vuole tutelare gli interessi di chi entra illegalmente sul suolo italiano cambi mestiere e si vergogni di non difendere prima di tutto l’Italia, che come istituzione rappresenta, e gli interessi degli italiani.

  3. Forza magistrati, ancora qualche passo,
    e la messicanizzazione della vostra itaGlia sarà compiuta.

  4. Forza magistrati, ancora uno sforzo
    e la messicanizzazione della vostra itaGlia
    sarà compiuta.
    Potrebbe averla anche sottoscritta il famoso marchese.
    De Sade

  5. della serie:
    – come perdere le elezioni politiche 2018,
    – come decretare con le proprie bizzarre azioni giudiziarie il nome del prossimo Presidente del Consiglio:
    MATTEO SALVINI.

  6. Ancora uno sforzo magistrati, e la definitiva messicanizzazione della vostra itaGlia sarà compiuta.
    Il noto marchese avrebbe sentitamente sottoscritto.
    De Sade

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