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Roma, 25 feb – Il Movimento 5 Stelle perde altri pezzi e sale lo scontento per la svolta “liberale e moderata” decantata da Di Maio – che apre a Conte – ma avversata dai “duri e puri”. E se il senatore Emanuel Dessì lascia dicendo che il M5S non è più la sua casa, Max Bugani, capo staff della “sindaca” di Roma Virginia Raggi, accusa i governisti di aver ridotto il Movimento a una costola di Berlusconi.



Bugani contro Di Maio: “Casaleggio ci faceva scandire Berlinguer e ora siamo una costola di Berlusconi”

“15 anni di battaglie per diventare una costola di Berlusconi? Un trionfo. Gianroberto Casaleggio in piazza ci fece scandire il nome di Berlinguer, non quello di Luigi (Ciriaco, ndr) De Mita“. Così Max Bugani, volto storico del Movimento, commenta su Facebook il titolo dell’intervista a Repubblica in cui il ministro Di Maio apre all’ingresso di Giuseppe Conte nel M5S, definendolo “moderato e liberale”. Nello stesso post, Bugani pubblica la foto della descrizione che Wikipedia dà del partito di Forza Italia, definendone l’orientamento politico “moderato-liberale”. Definizione che Bugani sottolinea in rosso accostandolo così alle parole del responsabile della Farnesina.

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L’addio di Dessì: “M5S non è più casa mia”

Intanto continua la fuga dal Movimento, intensificata dopo l’ingresso nel governo Draghi. “Ho sperato fino a ieri che qualcosa potesse cambiare, inutilmente. Non sono mai stato d’accordo nel dare la fiducia a questo governo ma ho voluto, con l’assenza il giorno del voto, dare un ulteriore possibilità di ripensamento, soprattutto a me stesso. Lasciare compagni di viaggio a cui voglio un mondo di bene non è facile, 15 anni di storia comune non si cancellano facilmente. Forse un giorno ci ritroveremo, oggi però devo andare via. Questa non è più casa mia“, scrive Dessì su Facebook. “Esco dal M5S con un enorme tristezza nel cuore ma anche con tanta rabbia“, conclude.

Sale la rabbia dei “duri e puri” contro i governisti

Il M5S è allo sbando, con il reggente politico uscente Vito Crimi senza alcun peso se non quello di espellere i dissidenti, e Di Maio che riprende quota. “Dopo questi mesi di gestione disastrosa del Movimento dobbiamo lavorare per risollevarlo, per non distruggere un sogno che condividiamo da anni. Non molliamo, il Paese soffre causa Covid e la priorità sono i nostri concittadini! La meritocrazia e competenza va applicata, non annunciata! Facciamolo per i nostri figli!”. E’ l’appello accorato di Stefano Buffagni su Facebook. Le parole del trombato di fresco nella partita per i sottosegretari arrivano in risposta a un post di Gregorio Mammì, consigliere regionale della Lombardia, in cui si legge: “Provo sempre più imbarazzo per quello che doveva essere il governo dei ‘migliori’. Non mi soffermo, per adesso, a commentare le scelte degli altri partiti ma non posso che ritenermi il più distante possibile dalle scelte fatte dal Movimento 5 Stelle”.

Adolfo Spezzaferro

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