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Dopo la Ue, anche la Corte dei conti boccia il governo: “Ridurre il debito”

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 29 mag – La Corte dei conti fa le pulci alle uniche due misure economiche di peso finora varate dal governo gialloverde, oggi verdegiallo. Nel rapporto sulla finanza pubblica infatti la magistratura contabile mette sotto la lente d’ingrandimento il Reddito di cittadinanza (misura-bandiera del M5S) e Quota 100, cavallo di battaglia della Lega in materia di pensioni. Ebbene, per quanto riguarda la riforma delle pensioni, secondo la Corte dei conti serve una soluzione ”più neutra” da un punto di vista ”dell’equità tra coorti di pensionati e tale da preservare gli equilibri e la sostenibilità di lungo termine del sistema” si legge nel rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica. Una soluzione che sia anche “strutturale e permanente“. Sul fronte del sussidio tanto voluto dai pentastellati, “nonostante l’attenzione posta nel disegnare l’impianto del Reddito di cittadinanza” resta la preoccupazione che ”possa scoraggiare e spiazzare l’offerta di lavoro legale” avverte la magistratura contabile, visto che nel nostro Paese “è elevata la quota di economia sommersa e sono bassi i livelli salariali effettivi”.

“Ridurre il debito”

Inoltre, “non può essere trascurata l’importanza per la stabilità finanziaria del Paese di una riduzione del debito”. Un eventuale minor esborso, rispetto alle stime originarie di spesa per il Rdc, ”andrebbe utilizzato, almeno sotto lo stretto profilo della sostenibilità dei conti pubblici, per ridurre il disavanzo e rientrare dal debito”, è il suggerimento (perfettamente in linea con i diktat della Commissione Ue) della Corte dei conti.

“Rischio di minore crescita in futuro”

”Le previsioni di crescita di medio termine dell’economia italiana non prospettano per ora spazi di accelerazione significativa delle entrate”, si sottolinea ancora. Questo andamento ”può innestare un circolo vizioso” per cui, ”a fronte di una scarsità di risorse indotta (anche) dalla bassa crescita e di spese percepite nell’immediato come non comprimibili, la continua riduzione degli investimenti pone a sua volta le basi per una minore crescita in futuro” si legge nel rapporto. ”Le difficili condizioni economiche richiedono una rapida definizione di chiare linee di intervento, che consentano di dissipare le incertezze che incidono sulle scelte degli operatori e sulla stessa realizzabilità degli interventi che si presentano, in ogni caso, onerosi”, conclude il rapporto.

Zingaretti: “Incertezza costa, servono scelte urgenti”

I rilievi della magistratura contabile sono occasione ghiotta per l’opposizione per attaccare il governo Lega-M5S. “L’incertezza sugli indirizzi condiziona vari aspetti dell’economia, e penso ad esempio allo spread. Le scelte da compiere, quali che siano, sono urgenti. Saranno scelte difficili”, ma al Paese servono “certezze per orientare politiche di investimento e di tenuta”. Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti commenta il rapporto della Corte dei conti.

Forza Italia: “Altolà al governo, serve bagno nella realtà”

“Dalla Corte dei conti è arrivato un preciso altolà al governo: siamo di fronte a una caduta significativa della crescita con un ulteriore allargamento del divario rispetto al resto dell’Area euro, c’è un costante peggioramento dei saldi, la pressione fiscale è prevista in aumento nel 2020 al 42,7 per cento, quota 100 e reddito di cittadinanza sono misure sbagliate e in un contesto del genere è impensabile utilizzare gli eventuali risparmi per fare altro deficit”. Ne è convinta Anna Maria Bernini, capogruppo dei senatori di Forza Italia. “Intanto la Bce avverte che la mancata crescita dell’Italia è un fattore di rallentamento per tutta l’Ue. I messaggi sono chiari: il governo non è nelle condizioni di far saltare nessun banco, perché il disavanzo viaggia oltre il limite concordato, visto che siamo già intorno al 2,5% del Pil. Non a caso la Bce stamani ha lanciato l’allarme sulle banche italiane esposte al rischio spread. Passate le elezioni, è l’ora per tutti, e soprattutto per chi le ha vinte, di un bagno nella realtà”, conclude la Bernini.

Adolfo Spezzaferro

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