Roma, 21 lug – Mario Draghi non ha più la maggioranza. Come sappiamo tutti, come si legge in riepilogo dall’Ansa, la fiducia in Senato ieri è passata, ma con soli 95 sì: è il momento più basso.

Draghi senza maggioranza

Per Enrico Letta è stata una giornata “di follia”, e una volta tanto c’è da essere d’accordo con lui. Non votano i Cinque Stelle, ma non votano neanche Lega e Forza Italia, quel “centrodestra di governo” come si definivano.È la somma che fa il totale, come si suol dire. E il totale è 95. Poco, pochissimo. Draghi non ha più la maggioranza e chi gli dà sostegno è il “solito” Pd, insieme a Leu, Ipf e Toti. Le dimissioni verranno annunciate alla Camera oggi. La crisi più inutile e stramba della storia repubblicana alla fine si concretizza, ma chi si aspetta chissà quali sconvolgimenti non si illuda. Questa è una triste storia italiana dove, come avevamo paventato, lo scenario più “estremo” è sostanzialmente privo di discontinuità.

Cosa succede ora

In realtà, gli scenari non è che siano chissà quanto consistenti, come abbiamo sempre detto: la crisi, visti i presupposti dalla quale è nata, sembra davvero inutile. A parte la “fame” dei Cinque Stelle in decomposizione di recuperare qualche posizione, il teatrino che inscena questa stranissima caduta dell’esecutivo non sembra avere alcuna ragione logica. Ciò che verrà dopo resta nel prevedibile e perfino nel banale: quasi impossibile aspettarsi un voto anticipato, piuttosto un Draghi bis o altro esecutivo fino al termine della legislatura. E anche semmai per sbaglio si dovesse andare al voto, tutto questo trambusto ci sarebbe per qualche mese di anticipo. Veramente poca cosa, rispetto al monolite granitico che rappresenta – e non certo con accezione positiva – la Repubblica italiana in questo momento. Ma soprattutto: a quale scopo?

Alberto Celletti

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4 Commenti

  1. Chi si vaccina non si contagia.
    Chi non si vaccina muore e fá morire.
    Aiutatemi a ricordare chi lo disse.

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