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Berlino, 9 apr – “Nein” agli eurobond. A poche ore dall’Eurogruppo sulle misure straordinarie Ue per affrontare la crisi economica scatenata dall’emergenza coronavirus, Angela Merkel respinge la proposta avanzata dai Paesi del sud – Italia on testa – di una condivisione del debito per le spese sanitarie e non imposte dalla pandemia. “Voi sapete che io non credo che si dovrebbe avere una garanzia comune dei debiti e perciò respingiamo gli eurobond“. Così la cancelliera in conferenza stampa a Berlino aggiungendo che “ci sono così tanti strumenti di solidarietà che si possono trovare delle buone soluzioni“. La solidarietà in Europa è “urgente”, ma “su quali siano le misure adeguate si possono avere valutazioni diverse”, ha fatto presente la Merkel, di fatto rispedendo al mittente la richiesta del premier Giuseppe Conte.

Per la cancelliera bastano Mes, Bei e Sure

Con i tre strumenti “su cui si discute oggi e su cui spero si possa raggiungere un accordo” si mettono a disposizione “molti miliardi di euro”, aggiunge convinta la Merkel, ripetendo che fra il Mes – il famigerato Meccanismo europeo di stabilità –l’ampliamento della Bei, la Banca europa degli investimenti, e il programma Sure per la cassa integrazione ci sarebbero forti somme per superare la crisi. Siamo alle solite, dunque. Gli strumenti di solidarietà di cui parla la cancelliera mettono in campo fondi insufficienti per affrontare l’emergenza. Per non parlare del Mes, che si vorrebbe propinare all’Italia in una versione “light” delle condizionalità – che di fatto rimanderebbero semplicemente la resa dei conti (pubblici) portandoci la Troika in casa.

Verso un Mes “light” che condannerebbe a morte la nostra economia

Infine, la cancelliera tedesca auspica che all’Eurogruppo che sta per iniziare “si trovi un accordo”. Parole che, se le mettiamo insieme al doppio veto dell’Olanda su eurobond e Mes senza condizionalità, lasciano intendere che se il governo olandese dovesse mai cedere, sarà sul fronte Fondo salva Stati e non sulle obbligazioni comuni. Insomma, sembrerebbe tutto pronto per un’intesa al ribasso, con cui Conte possa dire di aver ottenuto i soldi senza (per adesso) incappare nella forca delle condizionalità previste dal trattato del Fondo salva Stati (che a dispetto del nome non ci salverebbe affatto). Il governo giallofucsia porterebbe in casa nostra un Mes “light”,  che sempre Mes rimane, e il cappio alla nostra economia si stringerà comunque.

Adolfo Spezzaferro

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