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fertilityRoma, 22 set – Certo, il grafico e gli esperti di marketing del ministero della Salute non aiutano, ma forse nella sfilza di diritti che chiunque oggi esige e reclama dovremmo anche inserire il diritto a non farsi licenziare per l’indignazione della rete. Sarà stata pure goffa, la campagna per il Fertility Day sulle “buone abitudini da promuovere” e i “cattivi compagni da abbandonare”, ma questa cosa che ogni settimana ci sia qualcuno che deve lasciare il suo posto di lavoro perché “la rete” e un sopravvalutato scrittore campano ne chiedono la testa deve finire. Stavolta è toccato al direttore generale per la comunicazione del ministero, cui è stato revocato il mandato dopo le polemiche per l’opuscolo in cui si contrappongono delle “sane” amicizie bianche alle “pericolose” frequentazioni multirazziali.

Con il coraggio e la coerenza che la contraddistingue, la Lorenzin ha prima difeso la campagna per poi fare completamente marcia indietro. Con i precedenti manifesti del Fertility day aveva fatto lo stesso. E pensare che la prima replica era stata geniale: “Il razzismo è negli occhi di chi guarda, noi pensiamo alla prevenzione. Quello nella foto per noi non è un ‘nero’ ma un ragazzo come gli altri”. Già, perché se l’africano fosse stato dal lato delle buone compagnie e qualcuno avesse denunciato la propaganda filo-immigrazione, i vari Saviano si sarebbero affrettati a dire che quello ritratto non era un nero, ma una persona. È la solita storia, i neri esistono solo quando fa comodo.

Se Sacchi denuncia che sono troppi nelle giovanili delle nostre squadre, è un razzista, perché i neri non esistono. Se Spike Lee denuncia che sono troppo pochi tra i vincitori agli Oscar, invece, è impegno civile. In quel caso i neri tornano a esistere. Ci si potrebbe poi chiedere se la correttezza politica debba arrivare fino al punto di stravolgere la realtà, dato che, soprattutto nelle grandi città, chi si rivolge al piccolo spaccio al dettaglio ha una possibilità enormemente maggiore di avere a che fare con immigrati africani, che hanno ormai quasi monopolizzato il settore. Poi, certo, si può anche fare una campagna con un pusher esquimese, se lo si ritiene opportuno, a patto di abrogare quella fondamentale legge del marketing che dice che più un messaggio è aderente alla realtà e più è efficace. Si potrebbe semmai obiettare che l’altra foto, quella delle “buone compagnie” è talmente falsa, stereotipata, ingessata, da risultare controproducente. E infatti la campagna è ben lungi dall’essere perfetta. Ma non è un buon motivo per tollerare lo stalking di Saviano.

Adriano Scianca

9 Commenti

  1. Io sono un Grafico disoccupato, perchè ho 56anni e nessuno mi assume più, nemmeno con i vaucher, ma io sono diplomato all’Istituto Statale nel 1979… E ho fatto una lunghissima gavetta nel marketing… Mentre quelli che hanno fatto questa locandina, che definire orribile (sul piano stilistico) sono fra i tanti che prendono photoshop come un fine e non come un mezzo… Totalmente incapaci, foto ridicole e lettering quasi illegibile. Ma la pochezza del fatto artistico che usa addirittura due foto prelevate da google, offusca invece il messaggio che è e rimane valido e “purtroppo” sincero, checchè ne dica Saviano e il Radical Chic di turno. Purtroppo la Lorenzin ha terza media presa per anzianità, e si vede. Il pesce puzza sempre dalla testa!

  2. In effetti,il crack in italia l’hanno introdotto i neri all’inizio anni ’90,lo spinello simbolo della negritude marleyana da moda di quegli anni e poi diventata prassi sistematica anche in europa……

    • Che stronzate dici?
      Lo spinello l’hanno introdotto gli hippies col mito dell’India molto prima dell’avvento di Bob Marley, che comunque non era certo un giuggiolone pacifista come viene visto dai fricchettoni locali, ma un ragazzo del ghetto che conosceva bene la violenza.
      In secondo luogo lo spinello non è affatto simbolo della negritudine, come avrai imparato dai film americani: in Africa chi fuma è malvisto dalla società e considerato un drogato, non esiste la separazione fra droghe pesanti e leggere nella concezione comune.
      Poi a parte i nigeriani, che anche in Africa sono i più propensi alla criminalità, quelli che rompono più il cazzo sono i nordafricani e quelli dell’est.
      Non per fare il difensore dei negri ma troppo spesso noto la tendenza a stigmatizzare nel negro il criminale immigrato e a tollerare i criminali rumeni e albanesi perché bianchi, anche se molto più pericolosi, e bisogna fare un distinguo fra il nordafrica e l’africa nera: i nordafricani sono più aggressivi vigliacchi e ipocriti.
      Mentre i nordafricani nonostante siano stati i primi ad arrivare in Italia, sono ancora in piazza a spacciare le bustine ( il che dimostra la loro stupidità), quando si ubriacano sono molestissimi e ripugnanti ma difficilmente vanno oltre il coltello, i delinquenti dell’est Europa, in maggioranza rumeni e albanesi spacciano coca a livelli più alti ( anche se sempre sotto ai nostri mafiosi), fanno i papponi, rubano in magazzini e negozi, assaltano ville con un uso smodato della violenza e non esitano ad usare la pistola. Probabilmente è adesso con questa invasione pilotata di africani che cominceremo ad avere una rilevante presenza di criminai negri in Italia, perché fino ad oggi erano una minoranza e, ripeto, quasi tutti nigeriani.
      La conosci la strada o la tua conoscenza si basa sul sentito dire e su quello che vedi in tv?

      • Sono d’accordo con te parzialmente.
        Posto che i nigeriani sono da tempo egemoni in ogni traffico illegale, non difettano comunque senegalesi somali e ghanesi. Oltre agli immancabili nordafricani edi albanesi. Resta il fatto che questa strenua di delinquenti allogeni come se fosse un dovere improrogabile mi da il vomito.
        Come Saviano ed il suo paraculismo politicamente corretto.

  3. Secondo me ha ragione Roberto in risposta a Gaetano nel dire che rumeni, albanesi e marocchini sono più pericolosi, quando si dedicano alla criminalità, rispetto ai neri africani.

    Questi ultimi, con la loro apatia congenita e i loro quozienti intellettivi a cavallo del ritardo mentale, più che delinquenza portano degrado, sporcizia, malattie, caos, oltre a livelli di inquinamento genetico più palesi.

    Non tutti gli invasori stranieri sono uguali. Ognuno ha il suo nefasto ruolo da svolgere nel piano di distruzione dell’Europa e della razza bianca ordito dai nostri padroni occulti e favorito dalla nostra sempre più imperdonabile ignavia.

    E i cinesi intanto, zitti zitti, a poco a poco si comprano tutto…

    • Non sono d’accordo, i negri che vengono qui, sto parlando di delinquenti, non certo degli studenti universitari, in larga parte camerunesi, provengono da condizioni di degrado già nel loro paese e non fanno altro che riportare le stesse modalità qui da noi, e questo andrebbe impedito.
      L’immigrazione regolamentata in determinati periodi è un fenomeno normale, l’invasione pianificata di allogeni in un periodo di crisi economica porta devastazione .
      Io conosco bene l’Africa, o perlomeno un paese africano perché ci vivo, parlare di Africa è molto generico essendo un continente che comprende diverse razze e culture, e spesso si scade nei luoghi comuni e ti assicuro che i negri a casa loro non sono affatto sporchi, sono per la maggior parte educati e rispettosi e molto identitari, la devastazione dei valori tradizionali a cui siamo sottoposti con loro non attacca, la famiglia è sacra, hanno un forte attaccamento alla patria e alla propria cultura, anche se la tv americana fa danni come dappertutto, il politically correct non è ancora arrivato, chi ruba viene linciato, chi si droga è un emarginato.
      P.S. io non mi definisco un fascista, anche se nel mio percorso ho capito che il fascismo è altra cosa rispetto a quello che mi avevano insegnato, e in molti dei valori del fascismo mi ci ritrovo, mentre il white power lo considero una roba da bifolchi.

  4. Roberto, nemmeno io comprendo fino in fondo perché le canne siano considerate una droga da negri, ho conosciuto i giamaicani e ritengo che lo stereotipo “marley-canne-giamaica-rasta” sia un immonda cazzata frutto dell’ignoranza delle zecche. Mi risulta che le canne siano trasversali a mezzo mondo (Europa e Americhe), ma non è questo il punto del tuo ragionamento che mi interessava.
    A me non sembra che i “criminali rumeni” siano tollerati, anzi credo ci sia un diffuso accanimento tipico da coccola-negri che tende a criminalizzare gli est-europei in generale, suggerendo implicitamente che gli stessi siano intrinsecamente malvagi e più spietati di qualsiasi altra razza o sottorazza. Nel caso dei romeni tutti i media – indistintamente da destra a sinistra – confondono volutamente le idee del pubblico omettendo sistematicamente di chiamare gli zingari con questa definizione ed etichettandoli “romeni”, ingenerando così la convinzione che i borseggi, i furti di rame e in appartamento, il vagabondaggio predatorio e molesto e l’accattonaggio siano prerogative dell’etnia romena mentre sono oggettivamente appannaggio dei clan zingari. Questa vergognosa mistificazione negli anni 90 e 2000 venne fatta con il termine “slavi”, utilizzato a sproposito per evitare di usare il termine “zingaro”. In questo modo il discredito è stato drenato verso gli slavi prima e i romeni dopo, deteriorando fatalmente la loro reputazione (che già non brillava, visto che non stiamo parlando di comitive di chierichetti).
    Detto questo, ognuno è libero di percepire come vuole la criminalità straniera ma credo occorra tenere presente che l’attività penalmente rilevante dei romeni abbia numeri rilevanti grazie alla totale assenza di filtro all’ingresso e all’uscita (entra chi cazzo vuole e può andarsene in bus o in macchina come aricazzo vuole) mentre i criminali africani – spero lo riconosciate – hanno delle indubbie difficoltà logistiche a raggiungere l’Italia. Per fare un paragone – tragico e apocalittico – sull’effettiva propensione al crimine e sulle conseguenze in tema di ordine pubblico (sul diverso impatto culturale dell’immigrazione europea ed extraeuropea lascio al vostro buonsenso) occorrerebbe lasciare libero accesso agli africani per vedere effettivamente di cosa sarebbero capaci. O forse basterebbe portare 1 milione di nigeriani e confrontare il loro operato con l’attuale milione di romeni. Mi fermo qui con le ipotesi horror ma con la storia del negro tranquillo basta, vi prego: l’articolo non dice che gli africani sono aggressivi, ma che spacciano, ed è una incontestabile verità. Venite in Via Ormea o Piazza della Repubblica a Torino e vi renderete conto che l’eroina e la cocaina (le “palline”) le vendono solo i negri, vedrete anche i nordafricani che vendono il fumo, sicuramente, ma non vedrete altre razze a vendere droga per strada.
    Detto questo, la campagna del “Fertility Day” è oscena fin dalla scelta del nome in inglese, non mi meraviglia che faccia pena anche dal punto di vista grafico e contenutistico.

  5. Luca, forse non mi sono spiegato bene.
    Intendevo dire che vedo più “tolleranza”, diciamo meno malvolenza verso i criminali dell’est, parlando con persone di “destra”, perché in questa area politica, frammentata come tutte le altre, convivono varie anime fra le quali posizioni a mio avviso più vicine al White Power americano che al fascismo, interpretazioni del nazional-socialismo frutto degli stereotipi della propaganda post-bellica, integralisti cattolici ecc.
    Dal mio punto di vista un criminale è un criminale e basta, e se è straniero non dovrebbe stare in Italia, punto.
    Non ho sostenuto che i popoli dell’est siano più “cattivi” e che i negri siano dei bonaccioni, opero solo dei distinguo perché le razze hanno attitudini differenti, non sto neanche tacciando un intero popolo, quello rumeno, di essere intrinsecamente cattivo o propenso al crimine.
    Condivido il tuo ragionamento in rapporto al numero e alla mancanza di vincoli all’ingresso per i rumeni.
    Bisogna anche tenere in considerazione che è più probabile, per una serie di motivi, trovare un’alta concentrazione di soggetti che diverranno criminali, o che lo erano già, fra coloro che emigrano che fra chi che resta al proprio paese.
    I delinquenti dell’est Europa hanno attitudini diverse, come ho già detto i nordafricani sono stati i primi ad arrivare ed ancora sono in piazza a vendre le bustine, questo perché vi è una tendenza dell’africano (generalizzando) a non pianificare il futuro, a vivere alla giornata. Il nordafricano è anche tendenzialmente più vigliacco, dimostra aggressività ma spesso se trova del duro abbassa la cresta oppure urla, lancia bottiglie e in extremis usa il coltello. Quelli dell’est sono arrivati molto dopo ma, sempre parlando di ambito criminale, fanno più strada, essendo europei hanno un’altra forma mentale, e molto spesso sono gente “tosta” che non sbraita ma mena, e usa la pistola.
    I negri che vengono qui clandestinamente, al contrario di quello che ci vuol far credere la propaganda, sono quasi tutti giovani maschi, provenienti da paesi non in guerra, attirati da un miraggio di vita agiata propinatogli dalla televisione e per venire qui pagano una somma che gli consentirebbe di aprire al loro paese una piccola attività sufficiente a sostentarsi. Se le cose continueranno così inevitabilmente avremmo le strade piene di delinquentelli negri, e saranno sempre più protagonisti di fatti di cronaca nera, ma fino ad oggi in strada erano una minoranza rispetto ai nordafricani e composta quasi interamente da nigeriani. Se viaggi un po’ per l’Africa noterai che il traffico di droga e il commercio di auto rubate è detenuto in molti paesi dai nigeriani, non chiedermi il perché. Tieni anche in considerazione che essi, i delinquenti africani in generale, qui si dedicano principalmente al piccolo spaccio da piazza, e sono più visibili, mentre quando leggi su un giornale di una rapina in villa o in un negozio con un uso eccessivodella violenza puoi essere sicuro che sono stati criminali dell’est Europa, non africani né tantomeno criminali italiani, che fanno le cose in maniera più pulita. Le prostitute in strada sono quasi tutte sfruttate da papponi dell’est. Un’ altra attività a cui si dedicano è il traffico di coca a un livello più alto di quello degli africani in piazza. Ovviamente sopra a tutti ci sono gli italiani, non si prende il potere tanto facilmente nel paese che ha dato i natali alla mafia.
    So benissimo che i rumeni bianchi non hanno nulla a che vedere con gli zingari, razza questa per cui è veramente difficile riuscire a fare dei distinguo fra onesti e delinquenti.
    Ho amici albanesi e conoscenti rumeni e apprezzo la loro fierezza per le proprie origini, quello che purtroppo manca a molti italiani, il loro essere meno contaminati dalla mollezza dell’occidente moderno.
    Vivo in Africa per la maggior parte dell’anno e ti posso dire per esperienza che molti stereotipi dell’italiano sugli africani sono privi di fondamento, ho a che fare con persone che per lamaggior parte sono educate e gentili e che tengono all’igiene personale, probabilmente potrei dire lo stesso anche se vivessi in Romania.
    Ho vissuto anche in America Latina, e una cosa che mi ha sempre stupito è come l’italiano medio sia attratto e vada in vacanza in questi paesi dove il rischio di perdere la vita violentemente è altissimo, e consideri l’Africa un paese dove esiste solo povertà e guerra, quando in realtà in molti paesi ci sono situazioni molto più vivibili che nei paesi sudamericani più gettonati, come sanno bene tedeschi francesi e americani che invece in Africa in vacanza e anche a vivere ci vanno e come.
    Fatta questa precisazione con divagazone finale, sono perfettamente in sintonia con te nel disprezzare la disgustosa retorica del politicamente corretto, per la quale in ogni spot o programma televisivo deve comparire un negro, per fare accettare la società multietnica, ma non si può ritrarre un negro che spaccia che pure è uno spaccato di realtà. Sulla qualità della campagna dal punto di vista grafico non entro perché non l’ho vista, ma farà sicuramente cagare.
    Saluti

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