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Roma, 2 mar – Siamo alle solite, il Fondo monetario internazionale torna ad attaccare l’Italia. Il direttore del Fmi lancia l’ennesimo allarme ad orologeria: l’Eurozona sarebbe azzoppata dal Belpaese, “dove i rischi sovrani e finanziari sono venti contrari alla crescita”.

“In Europa – è convinta Christine Lagardec’è bisogno di rafforzare la condivisione del rischio”. A livello globale, invece, è necessaria una maggiore collaborazione.

Eurozona senza crescita

La crescita dell’area euro ha passato il picco. Al suo interno, il Fondo monetario “ha rivisto le stime di crescita per la Germania, dove le difficoltà nel settore dell’auto e la più bassa domanda esterna peseranno sulla crescita del 2019, e per l’Italia, dove i rischi sovrani e finanziari sono venti contrari alla crescita”.

La situazione globale

A livello globale, invece, secondo la Lagarde c’è bisogno di una maggiore collaborazione. “Molte delle sfide che ci troviamo ad affrontare trascendono i confini nazionali e richiedono risposte coordinate“, sottolinea il direttore generale.
La ripresa economica globale si sta indebolendo e a un tasso più veloce delle attese: ”Non stiamo puntando a una recessione ma i rischi al ribasso sono chiaramente aumentati”, dice Christine Lagarde, puntando il dito contro le tensioni commerciali (un chiaro riferimento ai dazi Usa-Cina) e il rallentamento dell’economia cinese tra le cause della frenata dell’economia mondiale.

Nel mondo perfetto che vorrebbe la Lagarde, insomma, nessun protezionismo, nessuna difesa delle economie nazionali. Ma solo il buon vecchio libero mercato globale.
In questa ottica, l’Eurozona – paradossalmente – è ancora troppo chiusa per i gusti della Lagarde.

Adolfo Spezzaferro

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